Salviamo i vecchi cinema dalle trasformazioni selvagge! Serve un censimento, il tempo è poco
Italia Nostra Roma ha lanciato un accorato appello alle istituzioni per salvare le sale cinematografiche romane, un patrimonio culturale e architettonico di inestimabile valore, che rischia di scomparire sotto i colpi di chiusure e trasformazioni selvagge. E prima ancora, le sale cinematografiche sono anche un grande patrimonio sociale, relazione, di incontro e di vitalità urbana. […] L'articolo Salviamo i vecchi cinema dalle trasformazioni selvagge! Serve un censimento, il tempo è poco proviene da Il Fatto Quotidiano.

Italia Nostra Roma ha lanciato un accorato appello alle istituzioni per salvare le sale cinematografiche romane, un patrimonio culturale e architettonico di inestimabile valore, che rischia di scomparire sotto i colpi di chiusure e trasformazioni selvagge. E prima ancora, le sale cinematografiche sono anche un grande patrimonio sociale, relazione, di incontro e di vitalità urbana. Nel corso della tavola rotonda del 20 febbraio scorso l’associazione ha presentato un quadro allarmante della situazione.
Italia Nostra già da anni si è fatta promotrice di un appello alle Istituzioni che possa garantire il mantenimento in vita di luoghi importanti della città, quali ad esempio i cinema realizzati dall’ingegner Giorgio Morandi. A questa preoccupazione si è poi aggiunta la necessità di contrastare la proposta di legge della Giunta Regionale del Lazio (L. 171/2024) volta alla rifunzionalizzazione delle sale cinematografiche chiuse con possibilità non solo di variarne la destinazione d’uso ma anche di realizzare ristrutturazioni e demolizioni con ricostruzione.
“Raramente un appello lanciato da Italia Nostra Roma ha avuto una tale eco raggiungendo oltre alla stampa nazionale anche quella internazionale, con voci quali il Times e Variety oltre alle dichiarazioni di attori come Martin Scorsese, di registi come Steven Spielberg ed altri… – sottolinea Oreste Rutigliano, Presidente Italia Nostra Roma – Male farebbe la Regione Lazio ad aprire un tavolo solo con le associazioni di categoria senza ascoltare il popolo dei cinema, gli appassionati, gli esperti, i critici e le associazioni come Italia Nostra che ha acceso la miccia di questa mobilitazione. Ma non dobbiamo pensare solo a Roma. Pensiamo alle mille piccole piccole città che, private nei loro centri storici delle sale cinematografiche, si vedrebbero amputate di un elemento fondamentale di socialità. A tal proposito ci è giunto in questi momenti un appello da Domodossola affinché sia scongiurata la chiusura del Cinema Corso”.
“Le dichiarazioni del Presidente della Regione Lazio sulla nuova normativa in via di approvazione ci preoccupano fortemente. Le sale chiuse da più di 10 anni potrebbero subire trasformazione distruttive – ha sottolineato Catello Masullo, membro del Consiglio Direttivo di Italia Nostra Roma e coordinatore dell’evento del 20 febbraio – Non sarebbe assurdo che, se il Colosseo fosse chiuso per più di 10 anni, si potrebbe demolire per farci, ad esempio, un nuovo stadio? Alcune sale cinema sono veri e propri monumenti del Moderno, e come tali vanno preservate per le future generazioni. Italia Nostra Roma propone di allargare l’azione a tutte le altre sezioni di Italia Nostra del paese.”
Per contrastare gli effetti di questo provvedimento, che sembrerebbe nella sua ultima versione frutto di un tavolo organizzato dalla Pisana con alcune associazioni di categoria, cento e più docenti di Architettura ed Ingegneria delle Università Sapienza, Roma Tre e Tor Vergata hanno sottoscritto l’appello promosso da Silvano Curcio e Maria Grazia Turco, entrambi docenti Sapienza, per lo stralcio dalla legge regionale delle disposizioni sui cinema e per l’indizione urgente degli “Stati Generali dei Cinema”.
Infine e non da ultimo, Italia Nostra Roma si rivolge alla responsabilità delle soprintendenze e degli altri enti preposti alla tutela e alle istituzioni tutte, affinché i cinema romani chiusi o in chiusura, da centri nevralgici della cultura e della vita cittadina, non si trasformino irrimediabilmente in luoghi simbolo dell’abbandono e del degrado o di umilianti trasformazioni.
L’associazione ribadisce pertanto che si faccia immediatamente un censimento delle sale che si tengano al più presto gli Stati Generali delle sale cinema di Roma indetti dalla Regione Lazio e da Roma Capitale. Il tempo è poco, siamo ai titoli di coda e l’happy end è ancora lontano.
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