Un milione di assunzioni in 7 anni nella PA: il Ministro Zangrillo cerca talenti e promette merito, formazione e work-life balance
Un piano di assunzioni che, nei prossimi sette anni, porterà circa un milione di persone a lavorare nelle Pubbliche Amministrazioni. Auspicabilmente giovani, visto che la nuova PA che il Ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo vuole avere un’età media più bassa anche per essere al passo dei tempi con una digitalizzazione sempre più spinta. Grazie alla quale, ad esempio, la durata media di una procedura concorsuale - che resta sempre il punto di accesso al pubblico - si è ridotta da “due anni a cinque mesi”. E le nuove opportunità arrivano addirittura sull’app inPa, dove un assistente virtuale - Camilla - guida i futuri candidati verso i concorsi più adatti al loro profilo. Questi sono i messaggi chiave dell’intervento del Ministro Zangrillo al portale specializzato Skuola.net, che lo intervistato in occasione della nuova puntata di "10 domande", il vodcast ideato dal portale studentesco per far dialogare le ragazze e i ragazzi con personalità di rilievo di vari mondi, politica compresa. [ytbvideo]Q0LB0wTiVLo[/ytbvideo] Indice Perché lavorare nella Pubblica Amministrazione? Merito, formazione e work-life balance Possibilità di carriera anche senza laurea con il diploma ITS Academy Gli impiegati della PA? Non sono fannulloni Gli stipendi della PA: competitivi all’inizio, da migliorare in progressione La carriera: basta ai (soli) concorsi per gli avanzamenti, si a promozioni (ma valutate da commissioni) E per finire, gli esordi del Ministro: una maturità scientifica prima della laurea in giurisprudenza Perché lavorare nella Pubblica Amministrazione? Merito, formazione e work-life balance Una delle iniziative a cui tiene di più il Ministro per la PA è sicuramente il piano di assunzioni che conterà circa un milione di lavoratori: “Nei prossimi sette anni - ricorda il Ministro - la PA perderà circa un milione di persone. Per questo, dobbiamo lavorare per cercare di essere attrattivi verso le nuove generazioni”. Su questo fronte, in realtà, Zangrillo rivela che ci si sta già muovendo: “Dobbiamo recuperare gli ultimi dieci anni in cui non è stato assunto nessuno. E per farlo abbiamo bisogno delle nuove generazioni, le uniche in grado di capire appieno le nuove sfide della digitalizzazione. Pensate che, solo nel 2024, abbiamo bandito concorsi per un totale di 340 mila posti di lavoro”. Per reclutare quanti più giovani possibili, e dare così ossigeno al settore, il Ministro sta anche apportando un importante restyling alla macchina burocratica: “Abbiamo costruito - dice - una organizzazione dove chi entra fa formazione, quindi ha la possibilità di allenare le proprie competenze. Parliamo di un sistema basato sul merito che fa progredire chi lo merita, e poi è un ambiente dove si può trovare un perfetto equilibrio tra vita lavorativa e personale”. Per farlo, i funzionari della PA si stanno adoperando per ridurre all’osso le tempistiche dei concorsi pubblici che consentono di accedere a questo tipo di carriera: “Abbiamo digitalizzato le nostre procedure concorsuali. Oggi, in media, tutta la fase concorsuale non dura più di cinque mesi, contro la media di due anni registrata in passato”. Merito anche dell’introduzione di strumenti digitali all’avanguardia, dotati di IA. È il caso, per esempio, del portale/app inPA, dove i giovani possono trovare l’elenco di tutti i concorso attivi. E, per aiutarsi nella ricerca, tutti loro possono contare anche su ‘Camilla’, “un assistente virtuale che aiuta a individuare i concorsi più affini alle capacità di ognuno”, spiega il Ministro. Possibilità di carriera anche senza laurea con il diploma ITS Academy Tutto ciò consente di velocizzare tutte le procedure: dalla ricerca fino allo svolgimento delle prove concorsuali. Come ricorda infatti lo stesso Zangrillo: “L’articolo 97 della Costituzione stabilisce che, per potere accedere a questo percorso professionale, bisogna sostenere un concorso pubblico”. Ed è qui che il Ministro annuncia una delle novità contenute nel recente decreto PA: “Consentiamo ai giovani senza laurea ma con il diploma ITS Academy di poter accedere ai concorsi per funzionari, offrendo loro la possibilità di passare tre anni nella PA, a patto che in questo arco temporale ottengano un titolo di laurea”. Un’occasione, questa, a disposizione di molti per dare una svolta alla propria vita. Non tanto per agguantare il famigerato “posto fisso” quanto per entrare a far parte di un mondo che è al servizio della comunità: “La PA è tutto - sottolinea Zangrillo - e ad oggi impiega circa 3,2 milioni di lavoratori. Ci sono scuole, ospedali, province, comuni e strutture territoriali preposte: è un datore di lavoro di dimensione e di ampio spettro, ci sono tantissime opportunità per fare mestieri molto diversi”. Gli impiegati della PA? Non sono fannulloni E guai a considerarla un’entità inefficiente, che assicura lo stipendio anche ai fannulloni. Su questo il Ministro ci tiene: “Ho lavorato per 30 anni nel privato. Adesso che so

Un piano di assunzioni che, nei prossimi sette anni, porterà circa un milione di persone a lavorare nelle Pubbliche Amministrazioni. Auspicabilmente giovani, visto che la nuova PA che il Ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo vuole avere un’età media più bassa anche per essere al passo dei tempi con una digitalizzazione sempre più spinta.
Grazie alla quale, ad esempio, la durata media di una procedura concorsuale - che resta sempre il punto di accesso al pubblico - si è ridotta da “due anni a cinque mesi”. E le nuove opportunità arrivano addirittura sull’app inPa, dove un assistente virtuale - Camilla - guida i futuri candidati verso i concorsi più adatti al loro profilo.
Questi sono i messaggi chiave dell’intervento del Ministro Zangrillo al portale specializzato Skuola.net, che lo intervistato in occasione della nuova puntata di "10 domande", il vodcast ideato dal portale studentesco per far dialogare le ragazze e i ragazzi con personalità di rilievo di vari mondi, politica compresa.
[ytbvideo]Q0LB0wTiVLo[/ytbvideo]
Indice
- Perché lavorare nella Pubblica Amministrazione? Merito, formazione e work-life balance
- Possibilità di carriera anche senza laurea con il diploma ITS Academy
- Gli impiegati della PA? Non sono fannulloni
- Gli stipendi della PA: competitivi all’inizio, da migliorare in progressione
- La carriera: basta ai (soli) concorsi per gli avanzamenti, si a promozioni (ma valutate da commissioni)
- E per finire, gli esordi del Ministro: una maturità scientifica prima della laurea in giurisprudenza
Perché lavorare nella Pubblica Amministrazione? Merito, formazione e work-life balance
Una delle iniziative a cui tiene di più il Ministro per la PA è sicuramente il piano di assunzioni che conterà circa un milione di lavoratori: “Nei prossimi sette anni - ricorda il Ministro - la PA perderà circa un milione di persone. Per questo, dobbiamo lavorare per cercare di essere attrattivi verso le nuove generazioni”.
Su questo fronte, in realtà, Zangrillo rivela che ci si sta già muovendo: “Dobbiamo recuperare gli ultimi dieci anni in cui non è stato assunto nessuno. E per farlo abbiamo bisogno delle nuove generazioni, le uniche in grado di capire appieno le nuove sfide della digitalizzazione. Pensate che, solo nel 2024, abbiamo bandito concorsi per un totale di 340 mila posti di lavoro”.
Per reclutare quanti più giovani possibili, e dare così ossigeno al settore, il Ministro sta anche apportando un importante restyling alla macchina burocratica: “Abbiamo costruito - dice - una organizzazione dove chi entra fa formazione, quindi ha la possibilità di allenare le proprie competenze. Parliamo di un sistema basato sul merito che fa progredire chi lo merita, e poi è un ambiente dove si può trovare un perfetto equilibrio tra vita lavorativa e personale”.
Per farlo, i funzionari della PA si stanno adoperando per ridurre all’osso le tempistiche dei concorsi pubblici che consentono di accedere a questo tipo di carriera: “Abbiamo digitalizzato le nostre procedure concorsuali. Oggi, in media, tutta la fase concorsuale non dura più di cinque mesi, contro la media di due anni registrata in passato”.
Merito anche dell’introduzione di strumenti digitali all’avanguardia, dotati di IA. È il caso, per esempio, del portale/app inPA, dove i giovani possono trovare l’elenco di tutti i concorso attivi. E, per aiutarsi nella ricerca, tutti loro possono contare anche su ‘Camilla’, “un assistente virtuale che aiuta a individuare i concorsi più affini alle capacità di ognuno”, spiega il Ministro.
Possibilità di carriera anche senza laurea con il diploma ITS Academy
Tutto ciò consente di velocizzare tutte le procedure: dalla ricerca fino allo svolgimento delle prove concorsuali. Come ricorda infatti lo stesso Zangrillo: “L’articolo 97 della Costituzione stabilisce che, per potere accedere a questo percorso professionale, bisogna sostenere un concorso pubblico”.
Ed è qui che il Ministro annuncia una delle novità contenute nel recente decreto PA: “Consentiamo ai giovani senza laurea ma con il diploma ITS Academy di poter accedere ai concorsi per funzionari, offrendo loro la possibilità di passare tre anni nella PA, a patto che in questo arco temporale ottengano un titolo di laurea”.
Un’occasione, questa, a disposizione di molti per dare una svolta alla propria vita. Non tanto per agguantare il famigerato “posto fisso” quanto per entrare a far parte di un mondo che è al servizio della comunità: “La PA è tutto - sottolinea Zangrillo - e ad oggi impiega circa 3,2 milioni di lavoratori. Ci sono scuole, ospedali, province, comuni e strutture territoriali preposte: è un datore di lavoro di dimensione e di ampio spettro, ci sono tantissime opportunità per fare mestieri molto diversi”.
Gli impiegati della PA? Non sono fannulloni
E guai a considerarla un’entità inefficiente, che assicura lo stipendio anche ai fannulloni. Su questo il Ministro ci tiene: “Ho lavorato per 30 anni nel privato. Adesso che sono Ministro per la PA da due anni e mezzo e frequento l’ambiente pubblico posso dire che i fannulloni sono dappertutto. Questa è una narrazione nella quale non mi ritrovo, perché l’ho potuto constatare con i miei occhi: ci sono persone che lavorano con grande passione anche nella Pubblica Amministrazione”.
Gli stipendi della PA: competitivi all’inizio, da migliorare in progressione
E, a proposito di stipendio, anche i salari e le prospettive di carriera nel “pubblico” sono particolarmente allettanti.
Almeno nella fase iniziale: infatti si va da un minimo di 1.300 a un massimo di 1.700 euro netti (più tredicesima). Successivamente comunque c’è la possibilità di crescita: “Gli stipendi dei cosiddetti funzionari, che hanno ruoli più elevati, arrivano intorno ai 70 mila euro lordi annui. Più in alto, si passa alla qualifica di dirigente dove il range va dai 90 mila euro ai 240 mila euro (tradotto: circa 10mila euro netti al mese), ossia il tetto massimo - fissato per legge - di retribuzione di un dirigente pubblico”.
La carriera: basta ai (soli) concorsi per gli avanzamenti, si a promozioni (ma valutate da commissioni)
Purtroppo il metodo di avanzamento di carriera - di nuovo concorsi - secondo il ministro non consente a tutti di avere le stesse possibilità di crescita e quindi potrebbe limitarne l’attrattività.
Anche gli avanzamenti di carriera, al momento, vengono disciplinati da un concorso pubblico. Ergo, bisogna mettersi sui libri per cercare di ottenere un incarico più elevato.
E, anche qui, il Ministro ha voluto metterci lo zampino con il decreto PA: “Non tutti hanno le stesse possibilità di prepararsi ai concorsi mentre già lavorano nella pubblica amministrazione - ad esempio chi dopo il lavoro torna a casa e ha una famiglia a cui badare - così abbiamo pensato alla possibilità di crescere attraverso il percorso di carriera proposto dal dirigente.
Faccio un esempio: se io dirigente ho un team di persone, posso proporre a una commissione preposta la crescita di un mio collaboratore. In questo caso, gli esperti valuteranno poi se inserire la risorsa in un percorso di crescita”. Un meccanismo parallelo al concorso pensato per i meritevoli e per sostenere la crescita degli impiegati impegnati nella PA.
Non a caso, è proprio il merito uno dei pilastri della gestione Zangrillo. Perché incentivando chi è impiegato nella PA, secondo lui, si può migliorare l’intero sistema, offrendo ai cittadini un servizio più performante. Alla fine è il risultato che si è prefissato lo stesso Ministro: “La mia aspirazione è che, una volta esaurito questo percorso, possa sentirmi raccontare dai cittadini che la PA funziona meglio: l’obiettivo è poter avere contribuito a migliorare il livello di soddisfazione delle persone per i servizi offerti”.
E per finire, gli esordi del Ministro: una maturità scientifica prima della laurea in giurisprudenza
Per finire, il Ministro Zangrillo parla anche della sua esperienza scolastica, dipingendosi come uno studente piuttosto scostante: “Erano anni difficili, e c’era una situazione sociale molto complicata” racconta. Anche tra i banchi, Paolo Zangrillo era in “prima linea”, ricoprendo la carica di rappresentante d’istituto. Ma non si è mai servito di un’assemblea per schivare compiti e interrogazioni: preferiva eventualmente bigiare la scuola senza anteporre l’interesse privato a quello collettivo.
Nonostante il suo tempo diviso tra l’attivismo studentesco e lo studio: “alla fine mi sono diplomato allo scientifico con la votazione di 40/60”. Ma all’università cuore e mente hanno avuto un solo scopo: conseguire rapidamente la laurea in giurisprudenza per entrare nel mondo del lavoro. E ora dopo una vita passata nel privato, la sfida del pubblico.