Antonello Fassari, l’attore è morto a 72 anni; fu tra i pionieri del rap italiano
Il mondo dello spettacolo piange Antonello Fassari, scomparso all’età di 72 anni. A metà degli anni '80 propose un brano rap divenuto iconico L'articolo Antonello Fassari, l’attore è morto a 72 anni; fu tra i pionieri del rap italiano proviene da imusicfun.

Il mondo dello spettacolo italiano piange Antonello Fassari, scomparso all’età di 72 anni. Attore tra i più amati dal grande pubblico, Fassari era atteso sul set della nuova stagione de I Cesaroni, dove avrebbe ripreso il ruolo di Cesare, l’oste burbero ma dal cuore d’oro, simbolo della storica bottiglieria alla Garbatella.
“Attendevamo con speranza il suo ritorno sul set“, ha dichiarato Verdiana Bixio, produttrice della serie. “Eravamo consapevoli della sua seria condizione di salute, ma non ci aspettavamo di ricevere una notizia così devastante“. Le riprese de I Cesaroni – Il ritorno, dirette da Claudio Amendola, sono in corso dal 17 marzo, ma la scomparsa di Fassari lascia un vuoto profondo tra colleghi e fan.
Diplomato all’Accademia Silvio d’Amico nel 1975, Antonello Fassari ha calcato i palcoscenici teatrali più importanti prima di conquistare la televisione con programmi cult come Avanzi e fiction di grande successo come I Cesaroni. La sua ironia tagliente, la sensibilità interpretativa e la capacità di far ridere e commuovere lo hanno reso uno degli attori più riconoscibili e amati della scena italiana.
Il dolore è palpabile tra gli storici interpreti della serie. “Riposa in pace caro Antonello, buon viaggio“, ha scritto sui social Niccolò Centioni, il Rudi di casa Cesaroni. Commosso anche il ricordo di Micol Olivieri (Alice): “Sei stato casa e famiglia per le persone che ci hanno seguito per anni“.
Ludovico Fremont (Walter) ha scelto parole cariche di affetto e malinconia: “Io te dico na cosa sola… grazie! E comunque, ‘che amarezza’“.
Con la scomparsa di Antonello Fassari, la tv italiana perde non solo un attore brillante, ma un vero pezzo di cuore.
A metà degli anni ’80 propose il brano Romadinotte, uno dei primi esperimenti rap italiani.
“[…] Un ottimo regista che si chiamava Massimo Costa una sera mi disse “Fassari, devi fare il rap!“. Era appena uscito “Rapper’s delight” della Sugarhill Gang, io non sapevo nemmeno di cosa stesse parlando sino a che non mi ha portato a casa di Roberto D’Agostino che me lo ha fatto ascoltare. Sono stato letteralmente F O L G O R A T O ! Un po’ come quando ascoltai per la prima volta i Beatles o gli Stones. Ho cominciato a sillabare il testo scontrandomi con le difficoltà metriche dell’italiano e con i problemi derivanti dal fatto che la nostra lingua necessita di più parole per esprimere un concetto. Alla fine ho scritto il testo e, dopo aver provato diversi musicisti, ho incontrato grazie ad un altro regista, Valerio Zecca, Lele Marchitelli che costruì una base sul mio testo insieme a Danilo Rea e Pasquale Minieri. Registrammo con un otto piste che a me sembrava una macchina stellare. La canzone piacque ma non fu mai più di una hit romana.”
Dichiarò in un’intervista a http://www.ilpopolodelblues.com/. Una versione remixata dal dj Faber Cucchetti viene inclusa nel lato B del disco.
La canzone è stata ripresa nel 2012 in un episodio della serie televisiva I Cesaroni, fingendo che i Flaminio Maphia avessero rubato il pezzo ai Gladiators, gruppo rap fittizio che nella fiction è formato da Ezio Masetti (Max Tortora), Cesare Cesaroni (Antonello Fassari) e Giulio Cesaroni (Claudio Amendola).
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