Sempre meno stambecchi sul Parco Nazionale del Gran Paradiso: il “Re delle Alpi” rischia di scomparire?

Poca neve e dunque pochi nutrienti e la popolazione di stambecchi rischia di scomparire: è la fotografia drammatica scattata sulle cime del Gran Paradiso, dove la crisi climatica sta colpendo duramente anche il meraviglioso “Re delle Alpi”. Ad oggi, infatti, dopo che uno studio ha dimostrato che, proprio a causa del cambiamento climatico questi ungulati...

Apr 1, 2025 - 14:27
 0
Sempre meno stambecchi sul Parco Nazionale del Gran Paradiso: il “Re delle Alpi” rischia di scomparire?

Poca neve e dunque pochi nutrienti e la popolazione di stambecchi rischia di scomparire: è la fotografia drammatica scattata sulle cime del Gran Paradiso, dove la crisi climatica sta colpendo duramente anche il meraviglioso “Re delle Alpi”.

Ad oggi, infatti, dopo che uno studio ha dimostrato che, proprio a causa del cambiamento climatico questi ungulati stanno diventando animali notturni, è accertato che in 30 anni la popolazione si è dimezzata, rispetto al picco di cinquemila esemplari nel 1993.

Leggi anche: 21 specie sono state rimosse dall’elenco di animali e piante “a rischio” dopo essersi estinte

La diminuzione di neve e di acqua porta a sua volta a una riduzione dei nutrienti dell’erba, necessari agli stambecchi soprattutto in fase di svezzamento (l’erba fibrosa dovuta alla mancanza di acqua non è nutriente).

Secondo i dati c’è un alto tasso di mortalità nella specie, dove solo un piccolo su tre riesce a superare i primi mesi di vita. Un dato allarmante se si pensa che prima il tasso di sopravvivenza era del 70%. In ogni caso, i capretti nascono più deboli e rendono ancora più fragile. Una specie con già bassissima variabilità genetica, spiega Bruno Bassano, direttore del Parco nazionale.

Negli ultimi 30 anni la popolazione di stambecchi è dimezzata rispetto al picco di 5mila esemplari raggiunto agli inizi degli anni ‘90, e ora, nei 70mila ettari di Parco si arriva a contarne circa 2.700. Il picco negativo ha colpito anche gli altri grandi esemplari della biodiversità: i camosci, che da 9mila sono passati ad essere oggi 5.600. 

Se il trend climatico continuerà, gli stambecchi, ma anche altre specie, saranno costretti a modificare i loro comportamenti, ad esempio salendo sempre più in quota, continua Bassano.

Solo l’adattamento può salvare la specie dall’estinzione ma perché ciò avvenga gli stambecchi avrebbero “bisogno di tempo, mentre il cambiamento climatico è molto rapido”, concludono gli esperti. Non solo: gli animali si troverebbero a dover salire su picchi molto più alti, “dove però non c’è habitat” e dove anche l’uomo si troverebbe a dover spostare nuove piste di sci di fondo, aumentando il turismo e lo sfruttamento delle montagne.

Per invertire questa tendenza, sono state implementate diverse strategie di conservazione:

  • monitoraggio sanitario: programmi di sorveglianza per rilevare e gestire focolai di malattie tra gli stambecchi
  • ripristino dell’habitat: interventi per migliorare la qualità e l’estensione degli habitat naturali, assicurando una dieta equilibrata e spazi adeguati per gli stambecchi
  • educazione e sensibilizzazione: attività per coinvolgere le comunità locali e i visitatori nella conservazione, promuovendo comportamenti rispettosi verso la fauna selvatica

Il declino degli stambecchi nel Parco Nazionale del Gran Paradiso è un campanello d’allarme per l’ecosistema alpino. Urge un impegno continuo e coordinato tra istituzioni, scienziati e comunità locali per garantire la sopravvivenza di questa specie e la salute dell’ambiente montano.

Non vuoi perdere le nostre notizie?

Leggi anche: