"Il nuovo aeroporto è un mostro. Divora suolo e inquina l’aria"
"Aeroporto del Cinquale: siamo obbligati a scegliere quel progetto? E’ un mostro che divora suolo, inquina l’aria, trasforma il paesaggio...

Aeroporto del Cinquale: siamo obbligati a scegliere quel progetto? E’ un mostro che divora suolo, inquina l’aria, trasforma il paesaggio in un luogo grigio e anonimo. Noi non vogliamo questo: alzeremo la voce, protesteremo, ci opporremo alla colata di cemento". E’ la dura requisitoria del Comitato Ugo Pisa al piano del Comune sull’aeroporto di Massa-Cinquale. Una bocciatura su tutta la linea, che segue quelle del sindaco di Montignoso Lorenzetti, del Pd e di altre associazioni ambientaliste come la Società Amici di Ronchi-Poveromo. "Il rumore degli 8000 voli annui previsti – afferma il comitato – cancellerà la normale tranquillità che da tempo ha caratterizzato la zona tra Cinquale e Poveromo; l’asfalto della nuova pista ricoprirà il prato e sigillerà per sempre il terreno; negozi, ristoranti e alberghi cercheranno di attrarre un turismo di élite in una zona che storicamente è frequentata da residenti annuali, turisti di storica data e famiglie. Si dirà che lo sviluppo economico non può essere fermato, che esige spazio e che porterà lavoro. Ma a quale prezzo? Quello di distruggere un territorio che è riuscito finora a conservarsi e a rimanere memoria di un rinomato passato?"
"Il progetto di ampliamento dell’aeroporto – continua il comitato Ugo Pisa – è un mostro che divora suolo, inquina l’aria, trasforma il paesaggio in un luogo grigio e anonimo. Lo chiamano ’sviluppo’, ma è davvero questo lo sviluppo che vogliamo? Trasformare una zona che ha valore paesaggistico, storico, naturalistico e identitario, in un’area asservita al turismo d’élite che sfrutta il nostro territorio per le proprie necessità ed esigenze e ci lascia un conto ambientale da pagare? Noi non vogliamo questo. Perché quell’area è parte identitaria della nostro territorio ed è un pezzo del futuro che viene rubato a chi verrà dopo. L’aeroporto sorgerà, forse. Ma non perché saremo stati obbligati a farlo. Se sorgerà, sarà per colpa di una volontà politica ben precisa che avrà coscientemente scelto, ancora una volta, di distruggere invece che curare".