Ballottaggi, Michele de Pascale: “Abolire il secondo turno? Emendamento sbagliato”

Il presidente dell’Emilia-Romagna: “La legge elettorale sui sindaci funziona Troppe riforme in campo. Serve una azione bipartisan, non blitz unilaterali”

Apr 5, 2025 - 04:20
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Ballottaggi, Michele de Pascale: “Abolire il secondo turno? Emendamento sbagliato”

Bologna, 5 aprile 2025 – Il presidente dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale non ci gira tanto attorno: “Serve un accordo bipartisan sulle riforme. E basta ai blitz lanciati nottetempo”. Mentre si riaccende il dibattito sul premierato, l’urgenza della cronaca mette in primo piano il testacoda sull’abolizione dei ballottaggi. 

La maggioranza di governo insiste (per Maurizio Gasparri, FI, il turno “sarà abolito”), mentre il presidente del Senato, Ignazio La Russa, frena perché ci sarebbero seri rischi che questo emendamento possa essere considerato improponibile a norma di regolamento.

Da qui, l’invito al presidente della Commissione Affari costituzionali, il collega di FdI Alberto Balboni, a un attento esame dell’emendamento al decreto Elezioni. “Risposta entro martedì sera, al più tardi mercoledì mattina. Sono sorpreso che La Russa mi chieda un riesame di una questione che non ho ancora esaminato. Certamente farò un’attenta valutazione”, dice proprio Balboni.

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De Pascale, sul piatto c’è la modifica delle norme sul ballottaggio per i Comuni sopra i 15mila abitanti: verrebbe abolito permettendo la vittoria al primo turno con il 40% dei voti e dando un 60% dei seggi del consiglio. Come la giudica?

“Beh, in Emilia-Romagna il centrodestra faticherebbe quasi a partecipare alle elezioni”, sorride con amarezza".

In che senso?

“In molte città il Pd da solo supera il 40%. Vorrebbe dire essere autosufficienti, con un premio di maggioranza notevole. Non mi sembra molto democratico...”.

Lei al primo turno da sindaco, a Ravenna, fu eletto al ballottaggio.

“Andai al secondo turno con il 46% e fu percepito come un risultato estremamente negativo. Con questa norma avrei stravinto...”.

Dunque emendamento bocciato?

“Sì, è decisamente sbagliato”.

Le norme elettorali sui sindaci funzionano?

“Sì. Molto bene. Per questo sono solidale con gli esponenti del centrodestra, ora silenti, di una regione come l’Emilia-Romagna: stanno subendo un’imposizione che li porterebbe a non poter mai governare. Penso sia, dunque, un errore anche se noi ne trarremmo oggettivi benefici”.

Fonti della presidenza del Senato hanno smorzato l’entusiasmo della maggioranza.

“Si può pensare su temi come questi di procedere con strappi e forzature? Mentre si parla di una riforma degli enti locali con il ministro Matteo Piantedosi e, a elezioni amministrative già convocate, si può cambiare le regole del gioco? C’è l’idea di minare un terreno comune democratico”.

Si voterà in primavera anche nella sua Ravenna.

“E per il candidato del Pd Alessandro Barattoni non penso cambierebbe nulla, sta facendo un grande lavoro e sono convinto che vincerà comunque al primo turno. Cosa vuole la maggioranza di destra? Avere un vantaggio, che so, a Genova? Ma si crea uno svantaggio altrove. È il modo in cui si fanno le riforme, questo? Ci ripensino”.

Che cosa serve?

“Una moratoria trasversale, sono troppe le riforme in fieri deflagrate, ma le regole del gioco sono serie. Cambiarle senza coinvolgere le opposizioni ha portato sfortuna in maniera unilaterale, serve un’azione bipartisan”.

Per Giorgia Meloni “la riforma del premierato” che procede in Parlamento è “fondamentale”.

“Di recente, parlando all’evento per i 140 anni de il Resto del Carlino, l’ex presidente della Corte costituzionale Augusto Barbera ha avuto parole sagge: non si deve avere paura di affrontare il tema delle riforme anche dando maggiore stabilità ai governi”.

Dunque ha ragione Meloni? Bisogna dare ai cittadini il pieno potere di scegliere da chi vogliono essere governati e garantire a chi viene scelto di avere il tempo necessario per realizzare il mandato?

“No, perché la riforma così è pasticciata, mischia parlamentarismo e semi-presidenzialismo. Mi spiego: non si possono mescolare il sistema proporzionale tedesco e il modello francese. Il ballottaggio si basa sulle persone, non sulla maggioranza parlamentare. Infatti il ballottaggio ha funzionato nei Comuni”.

Perché?

“Perché ci sono i sindaci. E i Comuni non legiferano. Ma amministrano. Ecco perché serve una moratoria seria e trasversale. Fermiamoci e pensiamoci”.