Petrolio e rame scontano la recessione

L’effetto dazi colpisce anche le commodity. Il prezzo petrolio torna sui minimi da oltre tre anni a causa dell’inatteso aumento della produzione da parte dell’Opec+ e dalle nuove tariffe imposte da Trump. Alcune banche d’affari Usa hanno rivisto al ribasso le loro previsioni sul mercato del greggio. Sotto pressione anche il rame che si avvia a chiudere la peggiore settimana da oltre due anni per le preoccupazioni sull’economia globale e sulla domanda di metalli industriali. Gli analisti ipotizzano che i prezzi del copper potrebbero subire ulteriori ribassi nelle prossime settimane.

Apr 4, 2025 - 17:04
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Petrolio e rame scontano la recessione

Prosegue la striscia negativa del prezzo del petrolio che segna il secondo giorno consecutivo di forti perdite, oltre il 12% di ribasso in sole due sedute. Brent e Wti perdono oggi oltre il 6%, toccando i minimi da oltre tre anni, dopo aver chiuso ieri con ribassi intorno al 6,5% per entrambi. Il mercato del greggio sconta l’aumento inaspettato della produzione da parte dell’Opec+ e i dazi imposti da Trump, che potrebbero colpire la domanda.

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Le perdite sono iniziate ieri, innescate dalla raffica di nuovi dazi di Trump, che minacciano la crescita economica e i consumi a livello globale. Lo stesso giorno, l’Opec e i suoi alleati hanno triplicato l’aumento di produzione previsto per il mese di maggio. Per gli analisti si è trattato di un tentativo per far scendere i prezzi e punire i membri dell’Opec che hanno superato le loro quote di produzione.

Con il recente crollo, il prezzo del greggio ha effettuato il breakout del trading range di 15 dollari che ha caratterizzato gli ultimi sei mesi. Durante questo periodo i tagli dell’Opec+ sono stati visti come un sostegno ai prezzi, mentre l’aumento inaspettato della produzione solleva i dubbi sulla volontà dei Paesi esportatori di continuare a difendere i prezzi del petrolio.

“I due principali rischi al ribasso che avevamo evidenziato si stanno materializzando: l’escalation dei dazi e l’aumento dell’offerta da parte dell’Opec+,” affermano gli analisti di Goldman Sachs in una nota, “la volatilità dei prezzi resterà probabilmente elevata a causa del maggior rischio di recessione.”

Rimangono ampi rischi legati all’offerta. L’amministrazione Trump ha minacciato una politica di “massima pressione” verso i paesi produttori di petrolio soggetti a sanzioni Usa, tra cui l’Iran e il Venezuela. Secondo gli analisti, un calo dei prezzi del greggio rappresenta un’opportunità per ridurre la produzione in questi paesi senza provocare un’impennata inflazionistica dei prezzi.

Il rame si avvia verso il suo maggiore calo settimanale dal settembre 2022, mentre crescono le preoccupazioni per l'impatto della guerra commerciale sulla domanda di metalli industriali.

Il future del rame al LME (London Metal Exchange) oggi segna un ribasso di oltre del 2,5% dopo aver perso ieri il 3,5%, mentre lo stesso metallo al COMEX (New York Commodity Exchange) cede il 5,7% oggi dopo il -4,2% di ieri. La variazione di prezzo tra le due piazze di negoziazione è ben diversa: -6% complessiva per il rame europeo e di quasi il -10% per il copper americano.

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Gli analisti di Goldman Sachs prevedono che la nuova ondata di dazi porterà a un aumento temporaneo delle importazioni di rame dagli Stati Uniti ad aprile, seguito da una normalizzazione entro il terzo trimestre del 2025. Tutto questo ha causato un notevole ampliamento dello spread di prezzo tra i contratti del rame COMEX e LME, con il divario tra New York e Londra che ha iniziato ad ampliarsi proprio agli inizi di quest’anno quando Trump ha fatto il primo annuncio dei dazi.

“Questo scenario di guerra commerciale tra i vari Paesi potrebbe spingere temporaneamente i prezzi del rame a Londra sotto i 9.000 dollari a tonnellata nel secondo trimestre del 2025”, afferma Goldman Sachs in una nota. “Sebbene rimaniamo strutturalmente ottimisti sul rame nel lungo periodo, una crescita più debole del Pil globale rischia di ritardare il deficit tra domanda e offerta di rame che ci aspettiamo di vedere sul mercato quest'anno”.

Secondo Max Layton di Citigroup, “la recente serie di dazi imposti dall’amministrazione Trump farà scendere ulteriormente i prezzi. Il rame potrebbe scendere di un ulteriore 8-10% nelle prossime settimane”. Il copper non è l’unico metallo sotto pressione: l’alluminio è calato per il dodicesimo giorno consecutivo, mentre zinco, piombo e nichel hanno subito forti perdite questa settimana.