Chiude l’ultimo battiloro, siamo tutti più poveri

Ponchia Cosa ne sa l’intelligenza artificiale di una foglia che riflette la luce e diventa la pelle degli angeli....

Apr 3, 2025 - 06:50
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Chiude l’ultimo battiloro, siamo tutti più poveri

Ponchia
Cosa ne sa l’intelligenza artificiale di una foglia che riflette la luce e diventa la pelle degli angeli. Cosa ne sappiamo noi, rintronati dalla tecnologia, delle mani di Marino Menegazzo e del suo laboratorio di sogni perduti. A Venezia chiude l’ultimo battiloro d’Europa, un mestiere antico sparisce. E nessuno reclama un minuto di silenzio per quel carico di competenze e poesia artigianale che se ne va. È un errore fare il callo alla nostalgia, arrendersi senza un sussulto alla scomparsa dei mattoncini che un giorno reggevano il mondo. Certe attività non hanno più ragione di esistere: chi ha bisogno di un accenditore di lampioni o della sveglia umana che nell’Inghilterra della rivoluzione industriale bussava alle finestre con lunghi bastoni per tirare giù dal letto gli operai? Chi ha la spudoratezza di cercare su Google uno stagnino per rifoderare le pentole o un sellaio per il cavallo? Però poi capita che torni in mente il vecchio lattaio, talmente specializzato da non andare oltre la panna, chiuso dentro i suoi aromi fra l’apoteosi e il disgusto. Capita di avere bisogno di un falegname e finire all’Ikea, di invocare un ciabattino e intristirsi. La loro estinzione non è un segno dei tempi ma un furto nelle stanze della memoria. E ci rende tutti più poveri.