Adolescence mostra il nulla dentro al cuore
I ragazzi e la serie tv a scuola

Com’è andata oggi? Bene. Cos’hai fatto? Niente. Lo sperimentiamo tutti, al tentativo di approccio con un adolescente. Le loro sono giornate pienissime, scuola, corsi di questo e quello, telefonini sempre accesi. Ma la risposta a un adulto che chieda loro cosa mai hanno nascosto nel cuore sarà, al 99%, “nulla”. La potenza di Adolescence (Netflix) è che svela di cosa sia pieno, in realtà, quel giovanissimo “nulla”.
La trama dell’opera inglese è nota, c’è un ragazzino ben educato dal volto angelico e dalla famiglia normalmente affettuosa, che uccide una coetanea. Il "tutto bene / niente” della sua quotidianità mostrato a genitori e insegnanti si rivela un “tutto male / orrore” condiviso con i coetanei.
Vittima di bullismo, il ragazzino incanala la sua frustrazione in gruppi online misogini, in cui essa – via social, in una dimensione lontanissima e sconosciuta dai “grandi“ – si alimenta fino all’esplosione. Ora in Gran Bretagna Adolescence verrà fatta vedere nelle scuole secondarie. Sul Guardian la Mental Health Foundation notava: "L’educazione su come interagire in modo sicuro online dovrebbe essere resa obbligatoria proprio come lo è l’educazione sessuale e relazionale”. In Italia, non abbiamo neanche iniziato. E continuiamo, sordi, a sentirci rispondere dai ragazzi: “Niente”.