Trump perdona Waltz per le chat sullo Yemen: «Niente di grave». Il giornalista Usa? «L’ha aggiunto qualcuno dello staff»

Il presidente Usa sdrammatizza la portata della fuga di notizie sui piani per bombardare gli Houthi: «Un errore in due mesi, lezione imparata» L'articolo Trump perdona Waltz per le chat sullo Yemen: «Niente di grave». Il giornalista Usa? «L’ha aggiunto qualcuno dello staff» proviene da Open.

Mar 25, 2025 - 15:47
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Trump perdona Waltz per le chat sullo Yemen: «Niente di grave». Il giornalista Usa? «L’ha aggiunto qualcuno dello staff»

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«Michael Waltz ha imparato la lezione, è un brav’uomo». Con queste scarne parole Donald Trump perdona il suo Consigliere per la sicurezza nazionale per il pasticcio mondiale combinato sui bombardamenti in Yemen, spifferati in anteprima in una chat su Signal alla quale era stato aggiunto per errore anche il direttore dell’Atlantic Jeffrey Goldberg. Parlando al telefono con Nbc, il presidente Usa riconosce che i suoi hanno commesso un errore – nella chat incriminata erano attivi pure il vice J.D. Vance, il segretario alla Difesa Pete Hegseth, quello al Tesoro Scott Bessent e il capo dello staff della Casa Bianca Susie Wiles – ma ne sdrammatizza la portata. «È stato l’unico intoppo in due mesi, e alla fine non è stato grave», si difende. Con buona pace di chi – dai Democratici alla comunità di sicurezza e intelligence Usa – grida allo scandalo per le violazioni dei protocolli di sicurezza e la minaccia generata per le truppe in prima linea. Per Trump contano i fatti, e cioè che la presenza di Goldberg nella chat, alla fine fine, non ha avuto «alcun impatto» sull’operazione militare contro gli Houthi poi condotta il 15 marzo. Ma che idea s’è fatto di come sia stato possibile che un giornalista, per di più inviso alla Casa Bianca, sia stato inserito in una conversazione tanto delicata, chiede al presidente Usa Nbc? Stando a quanto sin qui ricostruito, risponde Trump, a invitare Goldberg nella chat Signal non sarebbe stato Michael Waltz in persona, ma uno dei suoi collaboratori: «Uno dei membri dello staff di Michael aveva il telefono e ha aggiunto quel numero», spiega il leader Usa.

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