PFAS nelle acque potabili: arriva in Parlamento il decreto che riduce i limiti

Il Parlamento è chiamato a esaminare un Decreto legge urgente, approvato dal Consiglio dei Ministri il 13 marzo, che stabilisce nuovi limiti per i PFAS (composti poli e perfluoroalchilici) nelle acque potabili e per il TFA (acido trifluoroacetico), una delle molecole più comuni tra i PFAS e finora non regolamentata. Il provvedimento giunge dopo la...

Mar 27, 2025 - 19:06
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PFAS nelle acque potabili: arriva in Parlamento il decreto che riduce i limiti

Il Parlamento è chiamato a esaminare un Decreto legge urgente, approvato dal Consiglio dei Ministri il 13 marzo, che stabilisce nuovi limiti per i PFAS (composti poli e perfluoroalchilici) nelle acque potabili e per il TFA (acido trifluoroacetico), una delle molecole più comuni tra i PFAS e finora non regolamentata.

Il provvedimento giunge dopo la diffusione dell’indagine di Greenpeace Italia, “Acque senza veleni”, che ha rivelato la contaminazione diffusa delle acque in tutte le Regioni italiane, e rappresenta un passo significativo nella lotta contro la contaminazione da PFAS.

Ne abbiamo parlato qui: L’acqua del tuo rubinetto è sicura? La prima mappa della contaminazione da PFAS delle acque potabili italiane

Il testo, ora al vaglio delle Commissioni parlamentari, introduce limiti per la “Somma di 4 PFAS” (PFOA, PFOS, PFNA e PFHxS), fissandoli a 20 nanogrammi per litro, un valore che allinea l’Italia alla Germania, ma è ancora lontano dai limiti più restrittivi di Paesi come Danimarca e Svezia, che li hanno fissati rispettivamente a 2 e 4 nanogrammi per litro.

Finalmente il governo ha ascoltato la comunità scientifica e le voci che chiedono interventi concreti – commenta Giuseppe Ungherese, responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace Italia. Questo decreto è un buon inizio, ma il Parlamento deve fare di più per garantire la protezione della salute pubblica. È necessario ridurre ulteriormente i limiti per avvicinarli alla soglia di sicurezza, che dovrebbe essere lo zero tecnico. Il prossimo passo deve essere una legge che vieti l’uso e la produzione di PFAS.

Il decreto introduce anche il monitoraggio di altre molecole PFAS, tra cui quelle prodotte dall’ex Solvay di Alessandria (oggi Syensqo), e stabilisce un limite per il TFA pari a 10 microgrammi per litro. Greenpeace aveva già rilevato la presenza di TFA nelle acque italiane, un composto non regolamentato fino ad ora. L’associazione prosegue la sua lotta per proteggere la salute umana e l’ambiente dai pericoli di questi inquinanti persistenti.

Il decreto legge sui Pfas è finalmente il passo in avanti che aspettavamo e che a lungo abbiamo chiesto insieme alla pressione determinante della società civile – lascia detto il vicepresidente della Camera, On. Sergio Costa. Il limite individuato dal Governo, di 20 nanogrammi per litro, allineato a quello tedesco, non basta. L’Italia, soprattutto in alcune regioni, ha una popolazione particolarmente esposta e contaminata. Non è un caso che negli anni in cui ero ministro arrivammo a un testo che proponeva lo zero virtuale per le acque potabili, di falda da cui attingono i pozzi privati e di irrigazione. Testo poi non approvato per la caduta del governo, ma è a quel limite che bisogna tendere. Lavoreremo in commissione per rendere celere l’approvazione e per rendere il testo aderente alla richiesta di massima tutela per i cittadini.

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