Passaggio a Sud Est: l’Europa tra allargamento e sfide globali

Dall'allargamento a est ai rapporti tra Washington, Mosca, Bruxelles e Kiev: il webinar di presentazione di "Passaggio a Sud Est", il quadrimestrale di Startmag

Mar 28, 2025 - 08:50
 0
Passaggio a Sud Est: l’Europa tra allargamento e sfide globali

Dall’allargamento a est ai rapporti tra Washington, Mosca, Bruxelles e Kiev: il webinar di presentazione di “Passaggio a Sud Est”, il quadrimestrale di Startmag

Se da un lato l’allargamento dell’Ue appare come un’opportunità per rafforzare la sua posizione globale, dall’altro restano nodi cruciali da sciogliere: la gestione della difesa comune, il peggioramento delle relazioni con gli Stati Uniti, la necessità di una politica energetica che garantisca stabilità e indipendenza. Quali sfide si giocano dunque ai confini dell’Unione Europea in un contesto geopolitico sempre più instabile? L’Europa, nell’era di una nuova “Guerra Fredda”, può rafforzarsi attraverso un allargamento verso i Paesi dell’Est e del Sud-Est europeo? Questi i temi al centro del webinar dedicato alla presentazione del nuovo quadrimestrale di Start Magazine, “Passaggio a Sud Est“.

L’incontro ha visto un approfondito dibattito sulle prospettive di allargamento dell’Unione Europea e sulle dinamiche geopolitiche che influenzano il ruolo del Vecchio Continente. Tra gli ospiti, Ferdinando Nelli Feroci, ambasciatore ed ex presidente dell’Istituto Affari Internazionali, la professoressa Renata Gravina, ricercatrice e docente di Storia dell’Europa orientale alla Sapienza, l’analista Alexandru Fordea, responsabile del Desk Geoeconomia del Centro Studi Internazionali, e Ilario Piagnerelli, inviato di RaiNews24.

IL RUOLO DEI PAESI TERZI NELLA CRISI UCRAINA

Ad aprire il dibattito è stata Gravina, che si è soffermata sul ruolo dei Paesi terzi emerso dalle intese incrociate tra Stati Uniti, Russia e Ucraina. Il quarto punto dell’intesa menziona infatti questi attori, e il primo pensiero immediatamente va alla Turchia. “Esiste un rapporto pivotale tra Turchia e Russia, sebbene questo sia forse autoattribuito da Ankara. Non sono ottimista sulla soluzione del conflitto: sembra piuttosto un modo per prendere tempo. Anche il cessate il fuoco non si basa su un reale accordo: il precedente degli accordi di Minsk ci ricordano quanto possano essere labili le tregue nello scenario attuale”, ha affermato Gravina. “Occorre un approfondimento di background, piuttosto che uno schiacciamento sul fatto del giorno, proprio com’è stato fatto in vista di questo quadrimestrale. Del resto, l’attualità è un approdo provvisorio della storia”

DIFESA COMUNE E SICUREZZA EUROPEA

L’ambasciatore Nelli Feroci ha posto l’accento sulla crescente distanza tra Stati Uniti ed Europa, emersa con il caso Houthileaks. “Molti Paesi dell’Est sono già membri della NATO, ma non possiamo più affidarci esclusivamente alla protezione americana. La questione centrale è capire fino a che punto gli Stati Uniti siano ancora impegnati nella difesa dell’Europa”, ha dichiarato, facendo riferimento ai sentimenti di avversione nei confronti dell’UE emersi nelle recenti rivelazioni.

IL RUOLO DELLA CINA E DEGLI ATTORI ECONOMICI GLOBALI

Alexandru Fordea ha analizzato il coinvolgimento di attori globali nella crisi ucraina, in particolare della Cina. “Gli europei hanno sollecitato l’intervento di Pechino, che ha preferito rimanere in una posizione di equidistanza, pur non riconoscendo l’annessione della Crimea. Tuttavia, il suo ruolo sarà determinante nella fase di ricostruzione”, ha affermato, sottolineando inoltre il coinvolgimento dei Paesi del Golfo, che hanno un’importante influenza economica nell’area.

L’ACCORDO E LA PERCEZIONE IN UCRAINA

Appena tornato in Italia, dopo una lunga trasferta per documentare la crisi in Ucraina, Ilario Piagnerelli ha raccontato come il Paese abbia vissuto l’avvicinarsi dell’intesa. “Molti ucraini avevano riposto grande fiducia in Donald Trump, considerandolo un uomo del fare. Tuttavia, oggi si sentono traditi. Gli accordi si stanno rivelando privi di sostanza, con implicazioni pesanti per il futuro del Paese”, ha dichiarato, riferendosi all’impegno dell’Ucraina a non colpire più le navi russe nel Mar Nero. “Ora c’è il rischio che Mosca torni a operare più vicino alle coste ucraine”, ha avvertito.

UN CONFLITTO CHE RIDEFINISCE LA GUERRA MODERNA

L’ambasciatore Nelli Feroci ha analizzato come la guerra in Ucraina abbia ridefinito le categorie della guerra moderna. “Non si tratta solo di un conflitto tradizionale, ma di una guerra ibrida, in cui coesistono elementi classici – come una sorta di guerra di trincea – e tecnologie innovative: droni, satelliti e sistemi di difesa avanzati. Questo aspetto segna una svolta significativa nella modalità di conduzione dei conflitti e apre a nuovi mercati militari, come quello dei droni, inauguratosi proprio durante il conflitto”, ha spiegato l’ambasciatore.

I COSTI E LE OPPORTUNITÀ DELL’ALLARGAMENTO A EST

L’allargamento dell’UE ai Balcani occidentali implica sicuramente vantaggi economici ma anche costi. “Si tratta di una regione è estremamente eterogenea e attraversata da tensioni politiche che ne potrebbero pregiudicare l’integrazione. La Bosnia, ad esempio, è divisa internamente, e la Serbia mantiene tensioni con il Kosovo. Tuttavia, l’integrazione porterebbe anche benefici economici: la Serbia ha un mercato interessante, mentre l’Albania potrebbe diventare un hub energetico importante per l’Italia grazie al gasdotto TAP”, ha osservato.

L’ASPIRAZIONE EUROPEA DELL’UCRAINA

“Le generazioni più giovani, cresciute con la rivoluzione di Maidan, guardano con entusiasmo all’UE, mentre le generazioni più anziane mantengono una mentalità post-sovietica, anche se adesso il campo è finalmente sgombro dal presunto sentimento filorusso – ha concluso Piagnerelli -. L’Ucraina è oggi un Paese povero e disastrato, ma la sua determinazione e il suo coraggio non deve essere sottovalutato: questa guerra non nasce per la NATO, ma per l’Europa”.

Insomma, il futuro dell’Europa si gioca su più fronti, ma una cosa è certa: il tempo delle scelte strategiche non è mai stato così imminente.