“Torno subito, c’è il Pisa”. Città in fibrillazione: sogni, scaramanzia e lo sguardo sulla A

Grande attesa per la sfida tra nerazzurri e Modena di questo pomeriggio. Nuovo record di presenze all’Arena, che non vede l’ora di esultare. “Ho dovuto richiamare qualcuno a lavorare, domani vado in curva”

Apr 5, 2025 - 01:51
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“Torno subito, c’è il Pisa”. Città in fibrillazione: sogni, scaramanzia e lo sguardo sulla A

Pisa, 5 aprile 2025 – Un prete, un barbiere, un tabaccaio e un barista. Vite diverse, ma unite da un amore sconfinato per il Pisa. Un sentimento che attraversa generazioni, mestieri, quartieri, e che oggi più che mai tiene tutti con il fiato sospeso. L’attesa per la partita casalinga contro il Modena, in programma oggi alle 17.15, è palpabile. Tutto esaurito, con un nuovo record stagionale di presenze: venduti oltre 10 mila biglietti, superata la quota registrata nella finale playoff contro il Monza della stagione 2021/2022. Per la prima volta, infatti, la capienza dell’Arena Garibaldi raggiunge gli 11.293 posti, grazie ai lavori completati in Curva Nord e al recupero di 104 posti in gradinata. Quella contro il Modena sarà una sfida con l’atmosfera di una finale. Per i tifosi neroazzurri, che vivono in questi giorni con qualche battito di cuore in più, c’è solo un pensiero fisso, un conto alla rovescia che sembra non finire mai.

“Questa settimana – racconta Claudio Pallaro, titolare della caffetteria Carraia del Nicchio in Borgo Largo – è sembrata durare quindici giorni. Ho dovuto richiamare qualcuno in più al lavoro, perché domani (oggi, ndr) sarò all’Arena, in Curva Nord. Spero che questa partita sia quell’ultima picconata che ci serve per... – tentenna – si sa, quella cosa”. Pallaro ha la pelle d’oca e gli occhi lucidi solo a pensarci, ma quella lettera, la prima dell’alfabeto, ancora non la pronuncia nessuno. “Se si vince, comincio a riempire il locale di bandiere e bandierine”.

“È ancora troppo presto”, dicono alla tabaccheria “L’Angolo della Fortuna” in piazza Garibaldi, dove la famiglia Montagnani – Maurizio, Silvia e il figlio Matteo – custodisce una regola non scritta. “Mia moglie Silvia lo sa fin dal matrimonio: quando gioca il Pisa, al tabacchi ci sta lei”, racconta serio Maurizio. Poi, richiamato dallo sguardo della consorte, precisa con un sorriso: “Per la prossima in trasferta a Reggio Emilia, però, chiudiamo i battenti e ci andiamo tutti insieme”.

Dello stesso avviso don Claudio Bullo, parroco del Cep e di Barbaricina, noto per le sue omelie dal sapore nerazzurro. “In tanti in chiesa mi fermano e mi chiedono cosa faremo. C’è grande trepidazione. Ma io ripeto sempre, come dice mister Inzaghi, di non fare giri di testa e pensare una partita alla volta. Certo, quando sarà – se sarà – suonerò le campane. Per ora, se domani si vince, mi limiterò a lucidarle, così saranno pronte a rintoccare”.

C’è chi invece non rinuncia al lavoro: “Domani non chiudo”, dice Rosario Oddo, barbiere di Habitué in via Santa Cecilia, da poco diventato padre e tifoso neroazzurro da sempre. “Cercherò di guardarla in qualche modo, mi terrò aggiornato. Fino all’ultimo sono scaramantico. Penso che il Pisa abbia tutte le possibilità di esprimersi al meglio contro il Modena. Ma finché non ci sarà la certezza matematica, piedi per terra. È innegabile, però: l’atmosfera che si respira è bellissima”.