Come Meloni si muove fra Trump e Macron
Dal vertice di Parigi si conferma la postura euro-atlantica del governo Meloni che non si accoda ai protagonismi macroniani. La nota di Sacchi.

Dal vertice di Parigi si conferma la postura euro-atlantica del governo Meloni che non si accoda ai protagonismi macroniani. La nota di Sacchi
Pace in Ucraina ” giusta e duratura” in un “contesto euro-atlantico”. Giorgia Meloni a Parigi al vertice dei cosiddetti “volenterosi” riuniti da Emmanuel Macron ribadisce la postura euro-atlantica del governo italiano. E sottolineando l’importanza di continuare a lavorare con gli Stati Uniti d’America, con l’auspicio che una delegazione Usa sia presente al prossimo vertice.
La postura euro-atlantica che tenga conto del lavoro che sta facendo Trump, in un rapporto equilibrato tra Ue e Usa, senza protagonismi militari francesi o europei, con la conferma dell’Italia al no a truppe in Ucraina (altra cosa sarebbe una missione internazionale Onu) è la “quadra” che, al di là delle sfumature e diverse collocazioni in Europa, compatta la maggioranza di governo. Una compattezza che trova conferma dopo il vertice di Parigi.
A dispetto delle narrazioni mediatiche di crisi o pre-crisi nell’esecutivo tra i due vicepremier, Antonio Tajani, ministro degli Esteri e leader di FI, collocata nella posizione europeista classica del Ppe, e Matteo Salvini, leader della Lega e titolare del Mit, dalle posizioni più eurocritiche e trumpiane della prima ora, gli alleati plaudono a Meloni.
“Bene la linea del governo italiano, saggia e prudente, con la richiesta di coinvolgere gli Stati Uniti”. Così fonti della Lega commentano quanto emerso dal vertice di Parigi. Le stesse fonti sottolineano che “mai come in questo momento si sta lavorando alla pace, quindi è doveroso abbassare i toni e soffocare le pulsioni belliciste”. E Raffaele Nevi, portavoce nazionale di FI, vicecapogruppo vicario azzurro alla Camera, elogia, al “Tg2 post”, con Luciano Ghelfi,anche lui la posizione “equilibrata” avuta dal premier a Parigi.
Una nota di Palazzo Chigi riassume la posizione del nostro governo al vertice all’Eliseo da Macron, cui ha partecipato tra gli altri alleati anche il premier inglese, Keir Starmer. “L’incontro – si afferma – ha permesso di ribadire l’impegno dei partner europei e occidentali per una pace giusta e duratura, che necessita del continuo sostegno all’Ucraina e di garanzie di sicurezza solide e credibili che il Presidente del Consiglio ha riaffermato debbano trovare fondamento nel contesto euroatlantico, anche sulla base di un modello che in parte possa ricalcare quanto previsto dall’articolo 5 del Trattato di Washington”. Ipotesi, avanzata da Meloni, “su cui il Presidente Macron ha sollevato con interesse l’opportunità di un approfondimento tecnico, che il Presidente Meloni ha accolto con favore”.
La nota di Palazzo Chigi poi informa che “nel corso della riunione i Leader hanno anche discusso l’importanza di una efficace attuazione e monitoraggio del cessate il fuoco, su cui si sta facendo spazio un possibile ruolo delle Nazioni Unite, in linea con la posizione del Governo italiano”. Meloni “ha, inoltre, indicato come sia ora importante poter estendere il cessate il fuoco parziale alle infrastrutture civili, come le scuole e gli ospedali, con l’obiettivo di raggiungere un cessate il fuoco totale”.
La conferma, poi, del governo italiano “che non è prevista alcuna partecipazione nazionale ad una eventuale forza militare sul terreno”. La centralità del rapporto con gli Usa. Il premier, afferma la nota di Palazzo Chigi, “ha sottolineato l’importanza di continuare a lavorare con gli Stati Uniti per fermare il conflitto e raggiungere una pace che assicuri la sovranità e la sicurezza dell’Ucraina, auspicando il coinvolgimento di una delegazione americana al prossimo incontro di coordinamento”.
È la postura euro-atlantica, che Meloni e il suo governo si sono subito dati, la chiave di volta che può conferire all’Italia un particolare ruolo di ponte tra Ue e Usa di Trump, dove anche le stesse sensibilità e collocazioni diverse a livello europeo possono anziché dividere, arricchire il lavoro di squadra della maggioranza di governo nel nuovo contesto internazionale.
Tajani in tv a “Dritto e rovescio” da Paolo Del Debbio ricorda che nonostante “non sempre abbiamo le stesse posizioni della Lega su questioni europee, poi votiamo insieme”, “questo non è un governo anti-europeo, altrimenti non ci staremmo”.