Mio figlio è bullizzato. Come posso aiutarlo?

Ha tredici anni e mezzo ed è preso di mira da una ragazzina più grande di lui. Vuole che non ne parli con i genitori di lei e lo capisco. Ma devo fare qualcosa

Apr 5, 2025 - 01:35
 0
Mio figlio è bullizzato. Come posso aiutarlo?

Cara Caterina,
anche io sono una mamma come te e per questo mi sono decisa a scriverti. Ho due figli: la maggiore ha 16 anni, è molto indipendente, lo è sempre stata. È molto serena, forse a volte ha la testa un po’ tra le nuvole ma io la vedo spensierata come è giusto che sia alla sua età e ne sono felice.


Mio figlio minore ha 13 anni e mezzo, è un ragazzo solare, ha sempre avuto molti amici ma ultimamente si è confidato con me e mi ha detto che c’è una compagna nella sua classe, una ragazzina più grande di un anno perché è stata bocciata, che lo ha preso di mira. Ogni occasione è buona per deriderlo, lui è davvero buono e mi dice che non sa proprio come reagire ma che in fondo ci soffre perché adesso anche i suoi compagni di classe ridono di lui. Vedo che ha iniziato a essere più insicuro, è ancora piccolo rispetto a lei. L’altro giorno è tornato a casa da scuola in lacrime, d’istinto volevo chiamare la madre della ragazza ma lui mi ha pregato di non farlo dicendo che avrei peggiorato la situazione e forse è vero.


Questa è un’età molto delicata e devo imparare a farmi da parte anche se mi dispiace essere impotente di fronte a mio figlio che non sta bene. In più lui non vuole che io parli con il padre perché con lui si vergogna, anche se io ho già provato a spiegargli che i genitori servono proprio in questi momenti. Vorrei riuscire ad aiutarlo e dargli dei buoni consigli ma non so nemmeno io bene cosa dire o fare.
Se fossi in me cosa faresti? Come posso aiutarlo senza essere invadente?
Grazie,
Francesca

Cara Francesca,
capisco bene la sensazione di impotenza che stai provando nel non poter intervenire in modo concreto per aiutare tuo figlio. Purtroppo, queste esperienze fanno parte della crescita dei ragazzi, e in qualche modo anche della nostra come genitori. Sono momenti difficili. Mi sento di dirti che , se tuo figlio se la sente, potrebbe essere utile parlare con un insegnante con cui ha un buon rapporto. A volte basta anche solo un momento di ascolto da parte di un adulto per far sentire un ragazzo meno solo e più compreso. Non è necessario entrare subito in dinamiche disciplinari: anche solo uno spazio di ascolto può fare la differenza.


Quello che potresti fare tu è proporre a tuo figlio di organizzare una pizza a casa con i compagni con cui si trova meglio, potrebbe aiutarlo a creare legami più forti all’interno della classe, facendolo sentire sostenuto e più sicuro di sé quando è a scuola. È importante anche fargli capire che la classe non è un unico e ostile blocco ma che spesso, dietro al silenzio o all’apparente indifferenza, ci sono ragazzi che non sanno come intervenire o che semplicemente seguono il gruppo senza riflettere.


Aiutare tuo figlio a riconoscere e valorizzare chi potrebbe essere dalla sua parte può aiutarlo a sentirsi meno isolato. Il gruppo classe non è contro di lui. A volte basta solo trovare la giusta chiave per aprire uno spiraglio e costruire nuove amicizie.
Inoltre, forse può essere utile confrontarti con uno specialista anche presso un ospedale pubblico. Tienimi aggiornata, spero che tutto si risolverà per il meglio e che tuo figlio ricominci ad andare a scuola felice, come è giusto che sia alla sua età.
Ti mando un forte abbraccio,
Caterina Balivo