I dubbi del Mef sulla cartolarizzazione, crediti fiscali a rischio effetto boomerang
Cartolarizzazione crediti fiscali, dubbi del Mef sul debito pubblico e avvertimento Eurostat, con riscossione ferma e magazzino svalutato al 96% tra Irpef, Ires e Iva ormai quasi azzerati

L’ultimo aggiornamento contabile pubblicato dal Ministero dell’Economia fotografa un ammasso di tasse non riscosse che ha ormai assunto i contorni dell’astrazione: 1.279 miliardi di euro registrati come dovuti allo Stato ma ridotti al rango di semplici numeri, perché nella pratica recuperabili solo in minima parte. Secondo quanto illustrato da Daria Perrotta, responsabile della Ragioneria generale, i crediti ancora considerati “attivi” valgono appena il 3,86% dell’intero portafoglio.
Crollo dei crediti fiscali: Irpef, Ires e Iva quasi azzerati
Nel corso di un’audizione al Senato, i documenti presentati hanno mostrato come i crediti vantati nei confronti dei contribuenti abbiano subito un crollo verticale. Dei 107 miliardi iscritti sotto l’etichetta Irpef, ne rimangono solo poco più di 4. Ancora più drastica la situazione dell’Ires e dell’Iva: rispettivamente ridotti da 76 a meno di 3 miliardi e da oltre 260 a 10. Le norme contabili impongono di aggiornare il valore di questi crediti tenendo conto di una lunga serie di circostanze: fallimenti, decessi, aziende chiuse, e procedure di recupero inefficaci.
Un simile ridimensionamento presenta due facce. Da un lato mette a nudo le difficoltà croniche del sistema fiscale italiano nel trasformare le cartelle in denaro. Dall’altro, alleggerisce il peso contabile di eventuali azioni future: se il magazzino fiscale viene smontato, l’impatto reale sui conti pubblici è marginale, visto che gran parte di quelle somme erano già considerate irrecuperabili.
Rottamazioni e cessioni: i rischi di aggravio contabile
L’ipotesi di una nuova operazione di sconto sulle cartelle, sulla scia delle passate rottamazioni, è stata però trattata con cautela. Secondo la Ragioneria, un’ulteriore cancellazione di sanzioni e interessi inciderebbe negativamente sull’equilibrio finanziario complessivo. Lo stesso vale per eventuali iniziative di cartolarizzazione o affidamento esterno: se non gestite correttamente, queste potrebbero tradursi in un aumento del debito statale, dal momento che verrebbero contabilizzate come forme di finanziamento mascherate.
Cartolarizzazioni sotto osservazione: l’avvertimento del Mef
In questa giungla di numeri e inghippi contabili, gli uffici del Tesoro lanciano un avvertimento: prima di lanciarsi in operazioni di maquillage finanziario, meglio bussare alla porta di Eurostat. Cedere i crediti a soggetti esterni potrebbe sembrare una trovata furba, ma rischia di trasformarsi in un autogol: l’Europa potrebbe considerarla una forma mascherata di debito, con conseguente revisione al rialzo dei conti pubblici. E neanche rifugiarsi sotto l’ombrello di Amco garantisce l’immunità: se per mettere mano all’operazione servisse emettere titoli, il rischio contabile si ripresenterebbe in tutta la sua ingombrante pesantezza.
Daria Perrotta, intervenuta durante i lavori parlamentari, ha precisato: “Tenuto conto dell’evoluzione delle regole di rilevazione statistica delle operazioni di cessione e cartolarizzazione dei crediti fiscali, ai fini della valutazione dei relativi effetti sui conti pubblici sarebbe, quindi, opportuno richiedere, una volta individuato il meccanismo da parte del legislatore, uno specifico parere ex ante alle competenti autorità statistiche”.
In alternativa, si potrebbe ipotizzare l’affidamento delle attività di recupero a soggetti terzi, mantenendo però la titolarità dei crediti in capo allo Stato.
Riscossione fiscale: attesa per le scelte definitive del governo
Il cantiere normativo resta aperto e affollato. La commissione parlamentare è ancora alle prese con la sfilata di audizioni che precede il momento in cui bisognerà scegliere se intervenire davvero o lasciare tutto in letargo. La Ragioneria ha già messo i paletti: qualsiasi strada si decida di imboccare, va tracciata a quattro mani con le autorità europee.