Giorgetti e Urso circondano il francese Chery in Stm
Il Mef e il Mimit propongono due nomi per rinnovare il consiglio di sorveglianza di Stmicroelectronics, in polemica con l'ad Jean-Marc Chery. Che reagisce "blindando" le comunicazioni con l'esterno. Fatti e dettagli.

Il Mef e il Mimit propongono due nomi per rinnovare il consiglio di sorveglianza di Stmicroelectronics, in polemica con l’ad Jean-Marc Chery. Che reagisce “blindando” le comunicazioni con l’esterno. Fatti e dettagli
Il 20 marzo Maurizio Tamagnini si è dimesso dalla vicepresidenza del consiglio di sorveglianza di Stmicroelectronics, l’azienda di semiconduttori controllata dal ministero dell’Economia italiano e dalla banca pubblica francese Bpifrance. In sua sostituzione, il ministero dell’Economia ha indicato Marcello Sala, direttore generale dell’Economia del dicastero (che potrebbe peraltro assumere anche la presidenza di Nexi, società di servizi di pagamento digitali partecipata da Cassa depositi e prestiti).
SALA AL POSTO DI TAMAGNINI, ACRI AL POSTO DI SCIUTO; RIMANE VISCA
Oltre a Sala, il governo italiano – stavolta a fare il nome è stato però il ministro delle Imprese Adolfo Urso – ha designato anche Simonetta Acri per prendere il posto di Donatella Sciuto, altra componente del consiglio di sorveglianza di Stmicroelectronics, il cui mandato scadrà a maggio. Acri ha lavorato per diciannove anni in Sace, il gruppo assicurativo controllato dal ministero dell’Economia.
Rimarrà, invece, il terzo membro italiano del consiglio di sorveglianza, Paolo Visca, il cui incarico scadrà l’anno prossimo. Visca è consigliere del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
LE ALTRE NOMINE IN STMICROELECTRONICS
Il 28 maggio si terrà ad Amsterdam l’assemblea generale degli azionisti di Stmicroelectronics, nella quale si discuterà anche delle nomine del consiglio di sorveglianza, composto da nove membri (tre nominati dall’Italia, tre dalla Francia e tre indipendenti).
Oltre a quelle di Sala e di Acri, si discuterà anche della nomina di Werner Lieberherr (al posto di Janet Davidson, in scadenza) e del rinnovo per altri tre anni di Anna de Pro Gonzalo ed Hélène Vletter-van Dort.
IL MEF CONTRO CHERY
Nelle scorse settimane Startmag aveva scritto delle riserve del ministero dell’Economia sul consiglio di sorveglianza di Stmicroelectronics, che ha approvato all’unanimità il discusso programma per la riduzione dei costi di Stmicroelectronics, oltre alla riconferma dell’amministratore delegato Jean-Marc Chery e all’aumento della sua remunerazione.
Fino al 2026 la presidenza di turno del consiglio di sorveglianza di Stmicroelectronics sarà occupata da Nicolas Dufourcq, espressione dell’azionista francese (è amministratore delegato di Bpifrance, peraltro); dopodiché, la carica verrà ricoperta da un nome indicato dal governo italiano.
Quanto al probabile nuovo vicepresidente, ovvero Marcello Sala, Il Sole 24 Ore ha scritto che “da direttore generale del Mef per le partecipate […] aveva espresso posizioni molto critiche sull’operato del ceo Jean-Marc Chery”. La Stampa ha aggiunto che Paolo Visca – che, come detto, resterà nel consiglio di sorveglianza di Stmicroelectronics – “in passato si è scontrato più volte con Chery (salvo poi approvare i piani)”.
Da tempo il ministero dell’Economia è molto critico nei confronti di Chery. Questa insoddisfazione è dovuta al forte calo (-23 per cento) dei ricavi di Stmicroelectronics nel 2024, al dimezzamento del titolo in borsa e alla stesura di un piano di contenimento dei costi dall’impatto non ancora chiaro sull’Italia. Italia che, inoltre – questa è l’opinione diffusa da tempo negli ambienti governativi -, sarebbe stata trascurata negli investimenti rispetto alla Francia.
Oltre a questo, c’è poi la class action intentata da un gruppo di investitori negli Stati Uniti contro Stmicroelectronics, accusata di aver rilasciato delle dichiarazioni fuorvianti su propri risultati economici, nascondendo il peggioramento del mercato dei semiconduttori. Chery e il direttore finanziario Lorenzo Grandi vengono accusati anche di aver sfruttato il rigonfiamento artificiale dei risultati della società, e di conseguenza del titolo, per guadagnare cifre milionarie dalla vendita di azioni.
LA LETTERA (IRRITATA) DI CHERY AI DIPENDENTI
La Stampa ha dato notizia anche della mail “riservata” inviata da Chery ai dirigenti di Stmicroelectronics nella quale illustra un nuovo codice di condotta in merito alle comunicazioni con l’esterno: una manovra accentratrice che prevede delle limitazioni al consiglio di sorveglianza. Secondo il quotidiano, si tratta di “una reazione che testimonia tutta l’irritazione di Chery per una situazione che, in seguito alle dimissioni del vicepresidente del consiglio di sorveglianza, Maurizio Tamagnini, si è fatta ancora più tesa”.
Nella lettera, Chery scrive che è “ancora più importante del solito per la società essere chiara e coerente nelle sue comunicazioni con il pubblico, in particolare con i rappresentanti degli affari pubblici, per informarli in modo completo e appropriato su argomenti importanti”. Di conseguenza, “tutte le riunioni, telefonate e richieste dei rappresentanti delle autorità pubbliche devono essere organizzate e tenute da un membro del team Affari pubblici della società”, e in certi casi di un membro della divisione Affari legali.
“Tutte le riunioni e convocazioni richieste da un membro del consiglio di sorveglianza della società devono essere cortesemente respinte, chiedendo al membro del consiglio di sorveglianza di indirizzare la richiesta a un membro del consiglio di gestione”, formato da Chery e da Grandi. I componenti del consiglio di sorveglianza, inoltre, devono passare per il consiglio di gestione prima di poter comunicare con l’esterno.
Nella mail, Chery ricorda anche la class action e le testimonianze anonime di alcuni ex-dirigenti – molto probabilmente si trattava di Marco Monti, ex-presidente della divisione Automotive -, invitando l’attuale management alla “massima cautela e discrezione nel discutere di affari aziendali con terze parti, inclusi ex colleghi”.