Tutti i dissidi fra Trump e Macron sull’Ucraina

Su che cosa non concordano Trump e Macron sull'Ucraina. Estratto dal Mattinale Europeo

Mar 28, 2025 - 11:32
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Tutti i dissidi fra Trump e Macron sull’Ucraina

Su che cosa non concordano Trump e Macron sull’Ucraina. Estratto dal Mattinale Europeo

 

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha denunciato il bluff di Putin durante la riunione della coalizione dei volenterosi per l’Ucraina, organizzata a Parigi con circa 30 partecipanti. Il leader russo “finge di aprire negoziati per scoraggiare l’avversario e allo stesso tempo intensifica gli attacchi”, ha spiegato il presidente francese. “Non è il momento di revocare le sanzioni”, ha dichiarato Macron. “Non può esserci fine delle sanzioni finché la pace non sarà stabilita”, ha aggiunto il presidente francese. Lo stesso messaggio di fermezza è venuto dal primo ministro, Keir Starmer, “copilota” con Macron della coalizione dei volenterosi. “È assolutamente chiaro che la Russia sta cercando di ritardare la pace” e quindi “non è ancora il momento di revocare le sanzioni”, ha dichiarato Starmer. “Le sanzioni rimangono in vigore”, ha confermato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen.

Donald Trump vuole raggiungere un accordo a tutti i costi, rischiando di compromettere la sovranità dell’Ucraina, chiamarla “pace” e imporla al presidente Volodymyr Zelensky. È un esito inaccettabile, ma nessun leader europeo ha osato dirlo pubblicamente a Parigi. Tutti hanno fatto ricorso all’adulazione, lodando gli sforzi del presidente americano. Ma, con sottigliezza, Macron ha suggerito che Trump si sta facendo manipolare da Putin. La priorità di Donald Trump è “chiudere le discussioni in corso con la Russia” ed “è comprensibile”, ha dichiarato il presidente francese. L’accettazione da parte dell’Ucraina di una tregua totale di 30 giorni senza condizioni è stata “un successo dell’azione del presidente Trump”. Ma ora, deve “rivolgersi ai russi” e “dir loro che devono fare lo stesso”. Se non ci sarà una risposta positiva a un cessate il fuoco senza condizioni, “Trump si sentirà gabbato, tradito”, ha stimato Macron, sottolineando che sarà poi al presidente americano decidere come reagire. Una possibilità – ha spiegato il presidente francese – è rafforzare le sanzioni americane contro la Russia.

Molti dubitano che Trump seguirà il suggerimento di Macron. Il presidente americano ha già ampiamente dimostrato la sua propensione a fare concessioni a Putin senza condizioni, a detrimento degli interessi dell’Ucraina e degli europei. Sulle sanzioni nel settore agricolo russo, l’Ue potrebbe ritrovarsi sotto un’intensa pressione di Trump, come Volodymyr Zelensky quando ha fatto resistenza sull’accordo sui minerali ucraini senza garanzie di sicurezza in cambio. L’Ue e i suoi Stati membri dovranno trovare il coraggio e la forza di dire di “no” al presidente americano in un contesto reso ancor più complicato dalla guerra commerciale. Trump potrebbe usare i dazi contro l’Ue come strumento di pressione e scambio sugli europei sulle sanzioni contro la Russia.

C’è un’altra carta che gli europei si sono conquistati per sedere al tavolo da gioco sull’Ucraina. E’ la coalizione dei volenterosi messa in piedi da Emmanuel Macron e Keir Starmer. Il presidente francese e il premier britannico sono determinati a inviare soldati sul terreno, aerei a proteggere i cieli e navi per garantire la libertà di navigazione sul Mar Nero. Gli altri paesi europei sono esitanti per paura di uno scontro diretto con la Russia. “Non c’è unanimità”, ha riconosciuto Macron. Il contingente dei volenterosi non sarà una missione di peacekeeping sulla linea del fronte, ma una “forza di rassicurazione”, ha detto il presidente francese. I soldati saranno dispiegati “in alcuni luoghi strategici pre-identificati” per dimostrare “un sostegno nella durata, un rassicurazione europea e dissuasione di una potenziale aggressione russa”. Macron ha detto che, secondo il diritto internazionale, la coalizione dei volenterosi non avrà bisogno del consenso della Russia per impegnarsi in Ucraina.

La presenza militare europea al fianco dell’esercito ucraino è considerata essenziale in termini di deterrenza. Senza solide garanzie di sicurezza, la Russia potrebbe semplicemente prendersi una pausa dai combattimenti, riorganizzarsi e lanciare un nuovo attacco. Gli Stati Uniti non intendono essere presenti sul terreno, né offrire una garanzia di sicurezza che li porterebbe in contatto diretto con la Russia in caso di nuova aggressione. Gli europei hanno chiesto almeno un “backstop”: una “rete di protezione” se la Russia dovesse lanciare attacchi contro i loro militari. Washington finora ha rifiutato. E’ la ragione per cui molti paesi presenti ieri a Parigi esitano ancora a partecipare alla “forza di rassicurazione” di Macron e Starmer. Lo stesso premier britannico, nelle scorse settimane, ha espresso dubbi sul progetto senza il “backstop” americano.

Ieri Macron si è sbarazzato delle obiezioni sul “backstop” americano con l’alta politica. “Dobbiamo prepararci a una situazione in cui (gli americani) non si uniscono” alla coalizione dei volenterosi sul terreno, ha detto il presidente francese. “Non si può dire che, se gli americani non si uniscono, non facciamo nulla”, Sarebbe come accettare il fatto “non c’è pace solida e durevole in Europa per gli europei senza gli americani”, ha spiegato Macron. Per il presidente francese, “siamo a un momento decisivo della storia, nel quale dobbiamo per la prima volta da molto tempo prepararci a uno scenario che è possibile, che non è quello che vogliamo, ma che è di dover agire totalmente da soli per noi stessi”. Per Macron, “si chiama l’uscita dallo status di minorità geopolitica. Ed è una cosa buona per l’Europa”. Che sia sulle sanzioni alla Russia o sulla presenza militare in Ucraina, l’Europa nelle prossime settimane è chiamata a diventare maggiorenne della geopolitica. Sarà in grado?

(Estratto dal Mattinale Europeo)