Franco Donati del Gruppo Cevico: Innovazione e Internazionalizzazione a Vinitaly

Il Gruppo Cevico punta su internazionalizzazione e innovazione con nuovi vini a Vinitaly, promuovendo sostenibilità e tradizione.

Apr 4, 2025 - 05:44
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Franco Donati del Gruppo Cevico: Innovazione e Internazionalizzazione a Vinitaly

Franco Donati è il presidente del Gruppo Cevico, importante realtà cooperativa fondata nel 1963 che unisce 923 famiglie di viticoltori, 31 cantine socie conferenti e 3.605 ettari di vigneto in Romagna.

Presidente, cosa rappresenta oggi Vinitaly per il vostro gruppo?

"Ci presentiamo con una partecipazione importante. Nel padiglione 7, agli stand D7 ed E10, con due spazi dedicati rispettivamente uno al comparto export e alle nostre aziende controllate – Cantine Giacomo Montresor, Medici Ermete, Orion Wines – e l’altro al canale HoReCa che sarà animato da degustazioni e Masterclass curate dai nostri enologi. Nel padiglione 1, all’interno dello stand E16 dell’Emilia-Romagna, accoglieremo invece gli operatori della Grande Distribuzione Organizzata, mentre per il focus dedicato agli spumanti del marchio Bolè saremo nello spazio E15".

La vostra è una realtà fortemente proiettata verso l’estero. Quanto conta oggi l’internazionalizzazione?

"Siamo presenti in 90 paesi e partecipiamo a eventi chiave come Wine Paris, Prowein e naturalmente Vinitaly. Sono momenti preziosi per presentare e raccontare i nostri focus aziendali, soprattutto in una fase così ricca di cambiamenti".

A proposito di cambiamenti: quali le principali novità produttive?

"La produzione spumantistica ci ha senz’altro contraddistinto in questo ultimo anno, con un catalogo importante di bollicine prodotte per lo più da uve trebbiano, vitigno centrale della nostra filiera cooperativa che parte dalle pianure ravennati e arriva alle lavorazioni e all’imbottigliamento nella nostra base di produzione di Forlì. A questa si affiancano i progetti territoriali, un prezioso patrimonio di Terre Cevico che si basa sulle forti identità di marchi storici e rappresentativi per la Romagna come Cantina Braschi di Mercato Saraceno, Tenuta Masselina di Castel Bolognese e Le Rocche Malatestiane, progetto di matrice cooperativa che rappresenta la viticoltura riminese".

E sul fronte dell’innovazione?

"Stiamo esplorando nuove frontiere, come quella dei vini a basso tenore alcolico o dealcolati. A noi piace considerarla come una frontiera in forte evoluzione che dobbiamo continuare a esplorare e che ci ha portato già dal 2024 alla produzione di referenze della linea Tutto è possibile, come Zefiro e come la nuova linea di lattine ‘Sound Sip’ con sei diverse bevande a base vino in lattina a basso contenuto alcolico, rivolte a un pubblico nuovo e alla ricerca di un nuovo stile di vita. Cogliere le nuove richieste del mercato e tradurle in opportunità è, oltre che il nostro dovere nei confronti dei nostri soci viticoltori, un’azione che ci porta a riconfigurare l’offerta di Terre Cevico

con grande flessibilità, grazie alla capacità innovativa che il gruppo da sempre dimostra, nell’obiettivo di una maggiore sostenibilità".

E intanto lo scenario internazionale resta complesso.

"Abbiamo scelto di contrastare così, con una trasformazione positiva che affianca le nostre radici di produttori di vini romagnoli, lo scenario geopolitico drammatico e le minacce di nuove misure che metterebbero in seria difficoltà l’intero mondo del vino globale. Una guerra inciderebbe sull’economia e sull’occupazione all’interno del settore ristorazione e vino. Ritengo che il vino sia un prodotto sostenibile che promuove il benessere economico, sociale e culturale da migliaia di anni, un grande valore che dovrebbe unirci, non dividerci".

p.c.