Assorbire l’energia solare dallo spazio non è utopia, ma il più grande progetto nella storia dell’umanità
Immaginate un mondo in cui l’energia solare venga raccolta direttamente nello spazio, senza essere condizionata da nuvole, cicli giorno-notte o stagioni. Questa idea, che un tempo sembrava pura fantascienza, sta diventando sempre più concreta grazie ai progressi tecnologici e ai progetti innovativi, come il programma europeo “Solaris”, promosso dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Il progetto prevede...

Immaginate un mondo in cui l’energia solare venga raccolta direttamente nello spazio, senza essere condizionata da nuvole, cicli giorno-notte o stagioni. Questa idea, che un tempo sembrava pura fantascienza, sta diventando sempre più concreta grazie ai progressi tecnologici e ai progetti innovativi, come il programma europeo “Solaris”, promosso dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Il progetto prevede l’installazione di satelliti in orbita geostazionaria, a circa 35.786 chilometri dalla Terra, capaci di catturare la luce del sole senza interruzioni.
In che modo tutto questo funzionerebbe? La luce solare raccolta nello spazio verrebbe trasformata in microonde attraverso antenne trasmittenti, per poi essere inviata sulla Terra. Qui, grandi antenne riceventi convertirebbero le microonde in energia elettrica, offrendo così una fonte di energia continua, stabile e disponibile 24 ore su 24. Questa tecnologia potrebbe rivoluzionare il sistema energetico mondiale, eliminando molte delle limitazioni che attualmente affliggono le centrali solari terrestri.
La realizzazione di strutture solari nello spazio rappresenta un’impresa colossale. Questi pannelli solari dovrebbero essere assemblati direttamente in orbita, progettati per resistere a detriti spaziali e micro-meteoriti. Per garantirne la manutenzione, si stanno sviluppando sistemi robotici avanzati, ma la tecnologia è ancora in una fase sperimentale.
Un altro aspetto cruciale riguarda le microonde trasmesse dallo spazio verso la Terra. Sebbene i primi studi non abbiano riscontrato rischi significativi per la salute umana, è essenziale continuare a valutare l’impatto delle radiazioni sugli esseri viventi, così come la compatibilità con i sistemi di comunicazione satellitare e il traffico aereo. Solo dopo ulteriori ricerche e l’approvazione delle autorità sanitarie si potrà procedere con i test su larga scala.
La sfera di Dyson: catturare l’energia di un’intera stella
Tra i progetti più audaci legati all’energia spaziale figura il concetto di sfera di Dyson, proposto dall’astrofisico Freeman Dyson nel 1960. L’idea originale prevedeva una struttura capace di circondare completamente il sole per raccogliere la sua energia. Sebbene la costruzione di una sfera solida sia attualmente impossibile, una versione più realistica – chiamata “Dyson Swarm” – potrebbe essere realizzata con una rete di piattaforme solari orbitanti attorno alla stella.
Un progetto di questo tipo inizierebbe probabilmente con l’estrazione mineraria su Mercurio, il pianeta più vicino al sole, ricco di risorse utili alla costruzione dei pannelli solari. La produzione e il lancio dei materiali sarebbero automatizzati grazie a robot avanzati, supervisionati da pochi operatori umani. L’energia così raccolta potrebbe essere utilizzata non solo per soddisfare il fabbisogno terrestre, ma anche per progetti ambiziosi come la terraformazione di altri pianeti o la costruzione di gigantesche strutture spaziali.
Un potenziale infinito, ma a quale costo?
Anche una piccola frazione dell’energia del sole potrebbe alimentare il nostro pianeta molte volte rispetto al fabbisogno attuale. Questo tipo di energia potrebbe sostenere città spaziali, operazioni industriali e ridurre drasticamente la dipendenza dai combustibili fossili.
Tuttavia, realizzare un sistema basato sull’energia solare spaziale presenta numerosi ostacoli. La trasmissione efficiente dell’energia su lunghe distanze è ancora un’area di ricerca in evoluzione. Inoltre, la collaborazione internazionale necessaria per gestire progetti di tale portata – così come l’impatto ambientale dell’estrazione mineraria su Mercurio – solleva questioni etiche e politiche di grande rilevanza.
Nonostante le difficoltà, il concetto di sfruttare l’energia solare dallo spazio rappresenta una delle imprese più audaci nella storia dell’umanità. Se la tecnologia e le infrastrutture necessarie saranno sviluppate, potremmo davvero avvicinarci a una fonte di energia inesauribile, capace di soddisfare le esigenze di un mondo sempre più affamato di risorse.
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Fonte: ESA
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