Stipendi bassi e costo del lavoro troppo alto in Italia

È paradossale il costo del lavoro in Italia: la paga media oraria è sotto la media Ue, i costi per i datori di lavoro sono altissimi, ma i salari reali sono i più bassi nel G20

Mar 29, 2025 - 20:28
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Stipendi bassi e costo del lavoro troppo alto in Italia

Cresce il costo del lavoro in Europa, andando a piazzarsi su una media di 33,5 euro nell’Ue e a 37,3 euro considerando tutti i Paesi della zona euro.

Il dato pubblicato dall’Eurostat si riferisce al costo orario medio del lavoro nell’intera economia nel 2024. Nell’anno precedente le medie erano, rispettivamente, di 31,9 e 35,7 euro.

Quanto costa il lavoro in Europa

In questa rilevazione l’Italia occupa una posizione particolare: da una parte il costo del lavoro è relativamente alto (30,9), sebbene ragionando in termini puramente matematici sia sotto la media Ue (33,5). E considerando i salari reali, i lavoratori italiani sono quelli che guadagnano meno fra i Paesi del G20.

Il costo orario medio del lavoro si registra in Bulgaria (10,6), Romania (12,5) e Ungheria (14,1), mentre costi più elevati si registrano in Lussemburgo (55,2), Danimarca (50,1) e Belgio (48,2).

Andando a guardare i dettagli, nel 2024 il costo orario medio del lavoro nell’industria è stato di 33,9 euro nell’Ue e di 39,8 euro nell’intera area dell’euro. Nel settore delle costruzioni, sono stati pari rispettivamente a 30,0 e 33,4 euro. Nei servizi, il costo orario del lavoro variava tra 33,3 euro nell’Ue e 36,4 euro nell’area dell’euro. Nell’economia prevalentemente non imprenditoriale (esclusa la pubblica amministrazione) sono stati pari rispettivamente a 34,2 e 37,5 euro.

In generale, nel 2024, rispetto al 2023, il costo orario del lavoro a livello dell’intera economia è aumentato del +5% in Ue e del 4,5 % nell’intera zona euro.

Sono due le componenti principali del costo del lavoro: le retribuzioni e i costi non salariali, come per esempio i contributi a carico dei datori di lavoro, le tasse sul lavoro, i fringe benefit, eccetera. La quota dei costi non salariali sul costo totale del lavoro per l’intera economia è stata del 24,7 % nell’Ue e del 25,5% nella zona euro. Le quote più basse dei costi non salariali nell’Ue sono state registrate in Romania (4,8%), Lituania (5,4%) e Malta (5,8%) e le più alte in Francia (32,2%) e Svezia (31,6%).

Il costo del lavoro in Italia

Di seguito uno schema per inquadrare la situazione italiana, considerando la media europea, il Paese al top della classifica e il Paese in fondo alla lista:

Paese costo orario c.n.s. variazione
Media Ue 33,5 24,7 +5%
Lussemburgo 55,2 12,4 +2,1%
Italia 30,9 27,9 +3,3%
Bulgaria 10,6 13,3 +13,9%

L’Italia è una delle economie più forti in Ue, a fronte però di salari orari medi sotto la media dell’Unione. Un altro dato da considerare è quello relativo ai costi non salariali dei datori di lavoro, che in Italia ammontano a 27,9 euro l’ora. Peggio di noi, in Europa, fanno solo Francia (32,2), Svezia (31,6) e Slovacchia (28,2). Può essere oggetto di discussione il riferimento a quali servizi possa accedere il lavoratore a fronte di costi non salariali affrontati dal datore di lavoro.

Un dato certo, però, è quello evidenziato dal Rapporto sui salari dell’Organizzazione mondiale del Lavoro secondo il quale i salari reali, cioè messi alla prova con il crescente costo della vita, nel nostro Paese sono inferiori di 8,7 punti rispetto al 2008.

Il costo orario medio in Ue

Per riassumere, di seguito c’è la lista completa della situazione in Ue in merito al costo orario medio dei lavoratori:

Paese Costo orario medio
Lussemburgo 55,2
Norvegia 53,7
Islanda 53,0
Danimarca 50,1
Belgio 48,2
Paesi Bassi 45,2
Austria 44,5
Francia 43,7
Germania 43,4
Irlanda 42,5
Svezia 40,3
Finlandia 37,7
Unione Europea 33,5
Italia 30,9
Slovenia 27,1
Spagna 25,5
Cipro 21
Estonia 19,6
Malta 19,1
Slovacchia 18,5
Cechia 18,2
Portogallo 18,2
Polonia 17,3
Grecia 16,7
Croazia 16,5
Lituania 16,3
Lettonia 15,1
Ungheria 14,1
Romania 12,5
Serbia 11,4
Bulgaria 10,6