Su quali materie prime conviene investire nel 2025
In quali materie prime investire nel 2025, i 47 progetti avviati dalla Commissione Europea rappresentano una svolta: i Paesi chiave e cosa conviene di più.

L’investimento nelle materie prime nel 2025 si prospetta come una delle strategie più promettenti per chi cerca opportunità di crescita sostenibile e sicurezza nei settori chiave dell’industria europea. Con l’adozione della lista dei 47 Progetti Strategici da parte della Commissione Europea nell’ambito del Critical Raw Materials Act (Crma), il panorama degli investimenti si arricchisce di nuove prospettive, rendendo più attraenti specifici comparti delle materie prime.
Una svolta strategica per chi vuol investire in materie prime
Per la prima volta, la Commissione ha selezionato una serie di progetti che puntano a rafforzare la capacità di estrazione, lavorazione e riciclo di materiali strategici all’interno dell’Unione Europea.
Con l’obiettivo di coprire entro il 2030 il 10% del fabbisogno europeo attraverso l’estrazione interna, il 40% con la lavorazione e il 25% con il riciclo, questi progetti rappresentano una risposta concreta alle sfide della transizione verde e digitale, oltre che un pilastro per la sicurezza della difesa e dell’aerospazio.
In particolare, sono così articolati:
- 25 progetti di estrazione, per garantire una produzione interna più autonoma;
- 24 progetti di lavorazione, per sviluppare le infrastrutture necessarie a trasformare le materie prime in componenti utilizzabili nelle industrie chiave;
- 10 progetti di riciclo, che favoriscono la sostenibilità e la riduzione della dipendenza da fornitori esterni;
- 2 progetti di sostituzione delle materie prime, per ridurre l’impatto ambientale e diversificare le fonti di approvvigionamento.
È una svolta perché segna un cambiamento fondamentale nella strategia dell’Unione Europea per l’approvvigionamento di materie prime critiche, riducendo la dipendenza da fornitori esterni e rafforzando la sicurezza economica e industriale. Fino ad oggi, l’UE ha importato gran parte delle materie prime essenziali da paesi extraeuropei, esponendosi a rischi geopolitici, instabilità nei prezzi e possibili interruzioni nelle forniture.
Con il Critical Raw Materials Act e l’individuazione dei 47 Progetti Strategici, l’Ue punta a costruire una catena del valore interna, garantendo che una quota significativa della domanda venga soddisfatta direttamente all’interno del continente.
Questo non solo migliora l’autonomia strategica dell’Europa ma semplifica i tempi burocratici di autorizzazione (massimo 27 mesi per l’estrazione e 15 mesi per lavorazione e riciclo), rendendo questi progetti più attraenti per gli investitori, stimolando nuovi capitali e innovazioni tecnologiche.
Dove investire: i Paesi chiave e quali materie prime convengono di più
I 47 progetti strategici sono distribuiti in 13 Stati membri dell’Ue, tra cui Italia, Francia, Germania, Spagna e Svezia, e si concentrano su diversi segmenti della catena del valore delle materie prime.
Inoltre, i materiali strategici individuati dal CRMA, emergono alcune categorie particolarmente redditizie per gli investitori, tra cui:
- litio (a cui sono destinati 22 progetti), essenziale per la produzione di batterie, il litio è cruciale per il settore automobilistico elettrico e la transizione energetica;
- nichel (12 progetti), cobalto (10 progetti) e manganese (7 progetti) fondamentali per il comparto delle batterie e la tecnologia avanzata;
- grafite (11 progetti), chiave per la produzione di batterie e componenti elettronici di nuova generazione;
- magnesio (1 progetto) e tungsteno (3 progetti), materiali indispensabili per la difesa e l’aerospazio, settori ad alta specializzazione.
Considerando che per far diventare operativi i 47 progetti strategici, sono stati previsti investimenti per un totale di 22,5 miliardi di euro, è chiaro che investire nelle materie prime strategiche nel 2025 rappresenta un’opportunità. Grazie anche al supporto istituzionale e normativo della Commissione Europea, i settori chiave come batterie, difesa e tecnologie avanzate offrono prospettive di investimento solide e redditizie.