Sprint Race GP Cina: Ferrari punta alla vittoria, ma i dubbi sul passo restano
Qualunque tifoso di F1 della Ferrari ha pensato al peggio nella Q2. Ci riferiamo per esattezza al primo run, con le gomme Medium, dove le due SF-25 hanno perso all’improvviso il bilanciamento. Una situazione che gli stessi piloti non riuscivano a spiegarsi. Le ragioni sono molteplici, una somma di fattori che, lì per lì, era […]

Qualunque tifoso di F1 della Ferrari ha pensato al peggio nella Q2. Ci riferiamo per esattezza al primo run, con le gomme Medium, dove le due SF-25 hanno perso all’improvviso il bilanciamento. Una situazione che gli stessi piloti non riuscivano a spiegarsi. Le ragioni sono molteplici, una somma di fattori che, lì per lì, era incomprensibile: folate di vento repentine, evoluzione della pista e warm-up imperfetto, il tutto sommato al fatto che tali elementi hanno colto di sorpresa i ferraristi inducendoli a commettere errori al volante.
Poteva andare anche peggio
Quello che abbiamo raccontato nel primo paragrafo non è altro che una qualsiasi e “normale” situazione che può verificarsi all’interno di un fine settimana di gara. Quante volte abbiamo ascoltato piloti, tecnici e ingegneri sostenere: “Non abbiamo idea di cosa sia successo” oppure “All’improvviso la vettura era diversa”? Questo nel bene e nel male, sia chiaro, perché in alcune circostanze le condizioni ambientali aiutano.
Ricordiamoci la Mercedes, per fare un esempio, quando in più di un’occasione, lo scorso mondiale, con i piloti sul podio non aveva la benché minima idea del perché fosse andata così forte. Idem Toto Wolff o James Allison. Per fortuna Hamilton è riuscito ad azzeccare tutti i dettagli alla guida che, sommati al suo grande talento ancora intatto, gli concederanno di partire davanti a tutti nella mini gara da 100 chilometri.
È andata peggio a Leclerc. Il monegasco aveva nel piede la prima fila. Tuttavia, rispetto al compagno, lui stesso lo ha caldamente ammesso, non è riuscito a interpretare come voleva la sua vettura di F1. Una buona confidence ma non ottimale con il mezzo meccanico, che lo ha spinto a chiedere troppo, preparando le gomme in maniera errata. Risultato? Il livello di grip della numero 16 non era ottimale e la massima performance è rimasta inespressa.
Vietato esaltarsi per la pole
Il team di Maranello esulta per la pole del sette volte campione del mondo di F1, non potrebbe essere altrimenti. Tuttavia, il team principal del Cavallino Rampante cerca di tirare il freno a mano sugli eccessivi entusiasmi. Interpretare al meglio le differenze tra le sessioni non è mai semplice e, in un certo qual modo, Fred, è come se dicesse che la Rossa è stata sì brava, ma anche fortunata a sfruttare appieno la pista con l’inglese.
Poi parla della McLaren e del relativo vantaggio che sembra poter vantare. Non oggi, e non se lo spiega. Forse inizia a pensare che la MCL39 sia molto forte ma non tanto quanto immaginava. Oppure che anche la Ferrari SF-25 abbia parecchio potenziale. Chissà. Chi si loda si imbroda però, lo sa bene Vasseur, memore dei proclami pre-Melbourne. Le sensazioni sono migliori rispetto ad Albert Park, ma testa è sulla gara di domani.
L’energia positiva del risultato serve eccome, spinge verso l’alto la squadra che crede finalmente in ottimi risultati. Ma, come sempre, i punti oggi non sono arrivati. Tocca aspettare domani, quando i ferraristi proveranno a fare del loro meglio. Quando si parte in pole, il primo obiettivo è sempre quello: vincere. Ci proverà Lewis, anche se si tratta di soli 100 chilometri e non di un vero e proprio Gran Premio.
Niente passo gara per la SF-25
Durante la prima sessione di prove libere, la maggior parte dei piloti ha effettuato una simulazione con più benzina a bordo. Mancano i riferimenti della Ferrari, però, che ha preferito concentrarsi su un lavoro specifico, volto ad allargare la finestra di funzionamento della monoposto. Hamilton e Leclerc hanno provato differenti erogazioni della mappa ibrida, senza cercare la costanza nel timing.
Prendo in esame i dati, si osserva come le scuderia abbiano diversificato la preparazione del weekend. Russell e i piloti della McLaren, ad esempio, avevano un quantitativo di carburante a bordo inferiore, mossa utile per acquisire dati sulla Sprint Race e, di riflesso, capire che tipo di strategia adottare per qualifica e gara domenicale. George ha la media migliore sui tempi, ma l’inglese percorre più tornate rispetto agli altri e per questo il suo degrado è superiore.
Anche Verstappen, che invece ha simulato con i serbatoi pieni, ha subito un grosso calo prestazionale. Piastri è il migliore con un’usura gomme bassa. Ferrari si presenta un po’ alla cieca allo start della Sprint Race, senza riferimenti. Ciò malgrado lo step sul bilanciamento el sottosterzo sotto controllo nelle curve lente fa ben sperare. Resta il discorso trazione, dove la SF-25 deve ancora migliorare. Domani l’occasione per vincere c’è…
Autori e grafici: Zander Arcari – @berrageiz – Marco Iurlandino
Immagini: Scuderia Ferrari – F1Tv