Dazi sul vino, Gallo Nero e Chianti: “Rafforzare la nostra presenza in nuovi mercati, anche in Sud America”

Al centro delle preoccupazioni di Giovanni Manetti del Chianti Classico c'è il futuro del mercato americano, benché mantenga fiducia nei consumatori statunitensi. Intanto, Busi del Chianti esplora nuove opportunità di mercato

Apr 3, 2025 - 18:47
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Dazi sul vino, Gallo Nero e Chianti: “Rafforzare la nostra presenza in nuovi mercati, anche in Sud America”

Chianti, 3 aprile 2025 – L'aumento del 20% dei dazi sul vino, portandoli al 35%, è stato annunciato ieri sera dal presidente Usa Donald Trump, preocupando non poco i produttori chiantigiani. Secondo Giovanni Manetti, presidente del Consorzio Chianti Classico, che esporta il 36% delle bottiglie negli Usa: «Siamo certamente preoccupati delle ripercussioni che il 20% di dazi potrà avere sui nostri vini e adesso confidiamo nella diplomazia italiana ed europea affinché questa scelta dell'amministrazione Trump sia rivista quanto prima.»

Il presidente Giovanni Manetti

Collaborazione e supporto nel mercato statunitense

I produttori dovranno impegnarsi per condividere questo gravoso impegno economico con il commercio statunitense, che sarà altrettanto colpito da questa imposizione tariffaria. «Lavoreremo insieme con la convinzione che il consumatore americano, che da sempre ama e consuma il Chianti Classico, resterà fedele ai vini di qualità, al Gallo Nero, al nostro territorio che si rispecchia in ogni nostra bottiglia».

Nuove opportunità sui mercati emergenti

Sarà colpito anche l’altro Consorzio, quello del Vino Chianti. Come sottolinea il presidente Giovanni Busi, «prendiamo atto con rammarico della decisione del presidente degli Stati Uniti sui dazi, ma non possiamo permetterci di restare fermi. È il momento di rafforzare la nostra presenza in nuovi mercati, a partire dal Sud America, dove l’accordo con il Mercosur può aprire grandi opportunità per il nostro vino."

Allo stesso tempo, dobbiamo investire in Asia e iniziare a promuoverci in Africa e India per diversificare le nostre esportazioni e ridurre la dipendenza dagli Usa. La decisione dell’amministrazione americana rischia di penalizzare pesantemente le esportazioni italiane negli Stati Uniti, ma che, secondo Busi, può diventare un’occasione per ripensare le strategie commerciali del settore.

Priorità assoluta all’accordo Mercosur

«L’accordo di libero scambio tra Ue e Mercosur - dice - deve diventare una priorità assoluta. Mercati come Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay rappresentano un’opportunità concreta per il nostro export». Ma non c’è soltanto il Sud America. «Anche l’Asia offre prospettive enormi per il vino italiano e dobbiamo iniziare a farci conoscere in Africa e India.»

Andrea Settefonti