Shiva torna in libertà: “Avevo una pistola nello zainetto perché mi sentivo minacciato. Ho accettato il duplice tentato omicidio per mio figlio e per i concerti”
“Ho concordato lo sconto di pena in cambio dell’accettazione, non posso più dibatterla. Ho accettato il duplice tentato omicidio per mio figlio e per i concerti. Ho voglia di mettermi in gioco, di lavorare, di tornare a fare quello che mi piace”, si è espresso così Shiva, con toni redentivi, durante la 48 ore passata […] L'articolo Shiva torna in libertà: “Avevo una pistola nello zainetto perché mi sentivo minacciato. Ho accettato il duplice tentato omicidio per mio figlio e per i concerti” proviene da Il Fatto Quotidiano.

“Ho concordato lo sconto di pena in cambio dell’accettazione, non posso più dibatterla. Ho accettato il duplice tentato omicidio per mio figlio e per i concerti. Ho voglia di mettermi in gioco, di lavorare, di tornare a fare quello che mi piace”, si è espresso così Shiva, con toni redentivi, durante la 48 ore passata assieme all’inviato de “Le Iene” Nicolò De Devitiis. Dopo mesi trascorsi tra carcere e domiciliari, lo scorso 18 marzo Andrea Arrigoni, in arte Shiva, è tornato – parzialmente – libero.
Nel corso dell’ultima udienza l’avvocato del rapper milanese, Paolo Muzzi, si è accordato con la procuratrice Luisa Russo per la revoca degli arresti domiciliari e la riduzione della pena a 4 anni e 7 mesi, dopo che Shiva era stato condannato in primo grado a 6 mesi e mezzo con il rito abbreviato. I giudici, successivamente, hanno accolto la richiesta della difesa del trapper di sostituire la misura cautelare degli arresti domiciliari con quella dell’obbligo di firma (per due giorni alla settimana), in cambio dell’accettazione e dell’ammissione del “duplice tentato omicidio”.
L’11 luglio 2023, i lottatori di MMA Alessandro Maria Rossi (25 anni) e Walter Pugliesi (30 anni), erano entrati nel cortile dello studio di registrazione dell’etichetta discografica Milano Ovest di Shiva, a Settimo Milanese, con il volto coperto. L’obiettivo dei fighter rivali era uno: aggredire Shiva. Come mostrato dalle telecamere di sorveglianza, il rapper era appena arrivato nel parcheggio dello studio a bordo del suo veicolo nero. Pochi secondi dopo esser sceso dalla macchina, i due lottatori – cogliendolo di sorpresa – gli si sono piombati addosso per picchiarlo. Negli istanti successivi alla colluttazione che ha causato al rapper la rottura della mascella, si vede Shiva con in mano un’arma da fuoco e i due rivali scappare dall’ingresso principale dello studio di registrazione.
Durante i processi, l’accusa sosteneva che il rapper sarebbe entrato nel palazzo a prendere l’arma, detenuta illegalmente, e avrebbe sparato con l’obiettivo di uccidere i fuggitivi. “La pistola la portavo nello zainetto perché mi sentivo minacciato. Ho sparato ma non avevo intenzione di ucciderli, ho mirato in basso”, ha spiegato Shiva a “Le Iene”. E ancora: “Quanti veramente sanno come sono andate le cose? Io non ho fatto un tentato omicidio, ero lucido e ho fatto una scelta. Sicuramente si potevano fare tante cose in modo diverso”, ha raccontato Shiva tornando ai confusionari secondi che lo hanno portato a sparare, nel 2023.
“Io non so nemmeno dove e perché sia iniziata la guerra – ha proseguito il trapper, facendo riferimento alla rivalità, non solo musicale, tra Shiva ed il collega Rondo da Sosa con quest’ultimo che, parrebbe, aver incaricato i due lottatori nel compiere la spedizione punitiva ai danni di Shiva – Ma quando vengo tirato in causa devono difendere i miei affari. Secondo me tutto è nato da loro che volevano ottenere successo da questa cosa qua. Se Elodie tira uno schiaffo ad Annalisa quante visualizzazioni fa?”, ha detto Shiva. “Non ho rimorsi, ho reagito per difendermi. Ma ho imparato che la libertà è una cosa che ti manca solo quando non ce l’hai più. Voglio solo fare musica. Il resto non mi interessa più”, ha poi concluso il rapper che, pochi giorni dopo la libertà, è stato ospite durante lo show di Geolier all’Unipol Forum di Assago.
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