Satispay: dal 7 aprile commissioni per i pagamenti sotto 10 euro

Dal 7 aprile 2025, Satispay applica una commissione dell'1% anche sulle transazioni inferiori ai 10 euro nei negozi fisici: imprese e consumatori in allarme.

Apr 4, 2025 - 14:12
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Satispay: dal 7 aprile commissioni per i pagamenti sotto 10 euro

Per i pagamenti cashless i commercianti italiani boicottano Satispay, che dal 7 aprile applicherà una commissione dell’1% anche per i pagamenti sotto i 10 euro. Numerosi piccoli esercenti hanno infatti deciso di non accettare transazioni su questa piattaforma digitale.

L’azienda correi ai ripari con un programma fedeltà di prossimo rilascio volto a incentivare gli acquisti nei negozi aderenti. Una raccolta punti che potranno poi essere trasformati in sconti. Ma basterà a placare la “rivolta dei piccoli”?

Commissioni Satispay dal 7 aprile per tutte le transazioni

Fino ad oggi, la soglia di transazione dei 10 euro è sempre rimasta esente dall’applicazione di commissioni per le operazioni tramite questa app di mobile payment alternativa alle carte di credito e debito. Un vantaggio non indifferente che di fatto ha favorito negli ultimi la diffusione di massa del servizio tra consumatori ed esercenti (oltre 400mila).

Dal 7 aprile, invece, scatta la nuova commissione dell’1%, a carico dei negozianti, con poche eccezioni: benzinai (0,3%), edicole e tabaccai (0,5%), associazioni in convenzione (riduzione in base all’accordo).

Sulle transazioni e sui trasferimenti tra privati (P2P), i consumatori continueranno comunque a poter usare il servizio in modo gratuito.

L’impatto sui micro-pagamenti digitali

L’annuncio di Satispay segna un cambiamento significativo nelle dinamiche dei pagamenti digitali in Italia. Resta da vedere se la piattaforma rivedrà la propria decisione o se emergeranno alternative più convenienti per gli esercenti e i consumatori, mantenendo alta la competitività nel settore dei pagamenti elettronici.

La decisione ha suscitato forti critiche da parte di Assoutenti, l’associazione a tutela dei consumatori, che ha espresso preoccupazione per gli impatti sui piccoli commercianti e sulle attività di vicinato. Secondo il presidente Gabriele Melluso, “Si tratta di una scelta che penalizza sia i consumatori sia i piccoli esercenti, rendendo meno conveniente l’uso dei pagamenti digitali per importi ridotti”.

L’introduzione di commissioni sulle micro-transazioni potrebbe in effetti disincentivare l’uso del cashless, soprattutto per spese come le colazioni al bar, i piccoli acquisti nei negozi di quartiere o nei mercati locali.

Rischio effetto boomerang sul cashless

L’adozione di questa nuova politica da parte di Satispay potrebbe in realtà aprire anche a nuovi scenari: ad esempio, ad una maggiore concorrenzialità di altre soluzioni di pagamento che potrebbero sfruttare la situazione per attrarre nuovi clienti con politiche più favorevoli.

Secondo Assoutenti, questa mossa rischia di rappresentare un passo indietro rispetto alle politiche adottate negli ultimi anni per favorire i pagamenti elettronici. Nel luglio 2023, infatti, era stato firmato un protocollo tra l’Associazione Bancaria Italiana (ABI), le associazioni degli esercenti e i gestori di circuiti di pagamento per ridurre o eliminare le commissioni sulle transazioni inferiori ai 10 euro, incentivando così l’uso dei POS anche per i pagamenti di piccolo importo.

Lo scenario 2025 sembra invece segnare un cambio di passo.