Per il nucleare in Italia maxi investimento del Governo da 200 milioni

Da un incontro tra il ministro dell'Ambiente Pichetto Fratin e quello delle Imprese Urso sarebbe nata la prima idea di investimento statale nel nuovo nucleare italiano

Mar 31, 2025 - 13:09
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Per il nucleare in Italia maxi investimento del Governo da 200 milioni

Prende forma il primo investimento italiano nel nuovo nucleare. Da un incontro tra il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin e quello delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso sarebbe nata l’idea di utilizzare alcune società partecipate statali per entrare nel capitale di Newcleo, una delle aziende italiane più avanzate nel settore.

Al momento l’investimento è ancora un’indiscrezione, riportata dall’agenzia di stampa Ansa, ma i comunicati usciti dall’incontro citano l’azienda e sembrano andare verso questa direzione. Gli ostacoli però sono ancora molti.

L’incontro del Governo sul nucleare

Procede il progetto di ritorno al nucleare del Governo di Giorgia Meloni. Dall’incontro tra Pichetto Fratin e Urso è emersa una nota molto ottimista: “Il governo intende sostenere concretamente il rafforzamento della filiera industriale nazionale dedicata all’energia nucleare innovativa, riconoscendone l’importanza fondamentale per garantire sicurezza energetica, sostenibilità ambientale e competitività tecnologica del Paese” recita il testo.

Fino a questo momento, come sottolineato anche dal resto della nota congiunta, gli interventi sul nucleare sono stati principalmente legislativi. La norma sul nucleare di nuova generazione ha disciplinato il settore, con un nuovo quadro regolamentare atto ad attrarre gli investimenti. Al momento però questa è stata l’unica vera mossa del Governo con l’obiettivo di: “Valorizzare le competenze già esistenti e creare nuove opportunità industriali e occupazionali a vantaggio del sistema produttivo italiano”.

L’investimento in Newcleo

Dall’incontro è però anche emerso il nome di un’azienda del settore nucleare in Italia: “I due ministri hanno confermato la piena convergenza sull’interesse strategico del Governo affinché l’Italia partecipi attivamente alla realizzazione di tecnologie innovative nel settore, con una particolare attenzione ai progetti promossi da Newcleo, realtà italiana leader nella progettazione di reattori di terza generazione avanzata e quarta generazione” dice il testo.

Newcleo è un’azienda guidata dal fisico nucleare e imprenditore Stefano Buono. Al momento si occupa principalmente di manutenzione e di progettazione di reattori. L’azienda non prevede di iniziare a produrre un proprio reattore nucleare prima del 2031.

Anche per velocizzare questo processo, stando a un’indiscrezione riportata dall’agenzia di stampa Ansa, il Governo sarebbe intenzionato a investire 200 milioni di euro nella società. Questo contributo si realizzerebbe sotto forma di una partecipazione, da parte di una delle società statali, al capitale di Newcleo, con una percentuale attorno al 27%.

Gli ostacoli dei nuovi reattori

Come più volte ribadito da diversi membri del Governo, l’esecutivo non vuole puntare sulle attuali tecnologie nucleari disponibili a livello commerciale. Preferisce invece investire sullo sviluppo di tecnologie che non si sono ancora dimostrate utilizzabili sul mercato internazionale.

Tra queste c’è una delle specialità di Newcleo, gli SMR, o Small Nuclear Reactors. Si tratta di reattori molto più piccoli di quelli tradizionali, che possono essere trasportati con un camion già assemblati. Hanno una potenza bassa, ma possono essere combinati tra loro per aumentare la produzione di energia.

Questi reattori però, come detto, non sono al momento disponibili sul mercato. Solo due Paesi, Cina e Russia, ne impiegano di funzionanti, ma anche in quei casi si tratta di progetti isolati. In nessuno dei due Stati si è sviluppato un mercato di piccoli reattori modulari al momento.