Marine Le Pen condannata e ineleggibile: è esclusa dalle presidenziali. “Appropriazione indebita di fondi Ue”
“Frode da 2,9 milioni al Parlamento europeo”. Condanna a 4 anni di cui due con possibilità di braccialetto elettronico. Multa da 2 milioni di euro. Ritenuti colpevoli anche 8 eurodeputati. Salvini: “Dichiarazione di guerra da Bruxelles”. Il Cremlino: “Violazione delle norme democratiche”. Orban: “Je suis Marine”

Roma, 31 marzo 2025 - Marine Le Pen e 8 eurodeputati sono stati ritenuti colpevoli di appropriazione indebita di fondi Ue nel processo sugli assistenti degli eurodeputati del Rassemblement National al Parlamento europeo di Strasburgo. Tutti i funzionari eletti, compresa Le Pen, sono stati condannati all'ineleggibilità con esecuzione immediata.
Marine Le Pen è stata condannata a quattro anni, di cui due senza condizionale con possibilità di braccialetto elettronico. La capofila del Rassemblement National viene inoltre dichiarata ineleggibile per cinque anni ed è così esclusa dalla corsa alle elezioni presidenziali che si terranno nel 2027 in Francia.
La condanna a quattro anni significa che Le Pen non dovrà comunque scontare la sua pena in carcere. Pronunciando il verdetto in sua assenza - la capogruppo del RN aveva lasciato la sala dell'udienza poco prima, "visibilmente esasperata", secondo Le Figaro - il tribunale ha spiegato che la pena è legata al ''ruolo centrale'' avuto da Le Pen ''nel sistema'' illegale concepito dal RN per appropriarsi dei soldi del Parlamento europeo. Il tribunale ha inoltre evocato "una turbativa dell'ordine pubblico e del funzionamento democratico'' dell'Assemblea Ue.
Front National, l'ex partito di estrema destra francese poi divenuto Rassemblement National, è stato condannato a pagare una multa di due milioni di euro, di cui un milione senza condizionale. Al partito nazionalista francese verrà inoltre confiscato un milione di euro sequestrati durante la procedura giudiziaria. Oltre a Marine Le Pen, sono stati condannati tutti gli altri 23 imputati nel processo, con pene che vanno dai 6 mesi di carcere con la condizionale ai 4 anni, di cui 2 senza condizionale.
Anche i dodici assistenti processati insieme a loro sono stati giudicati colpevoli di ricettazione. Il tribunale di Parigi ha stimato che il danno complessivo sia stato di 2,9 milioni di euro, in quanto il Parlamento europeo "si è fatto carico di persone che in realtà lavoravano per il partito di estrema destra" francese.
La presidente del tribunale di Parigi ha detto che il danno alle casse dell'Europarlamento per il solo caso dei quattro assistenti parlamentari di Marine Le Pen sia di quasi mezzo milione di euro. ''Marine Le Pen viene dichiarata colpevole di appropriazione indebita per un totale di 474.000 euro'', ha dichiarato la magistrata.
I nove europarlamentari, tra cui Marine Le Pen, e i dodici assistenti parlamentari oggi dichiarati colpevoli al tribunale di Parigi hanno firmato dei ''contratti fittizi'', nel quadro di un vero e proprio ''sistema'' di appropriazione indebita all'interno del Rassemblement National: è quanto dichiarato dalla presidente del tribunale, Bénédicte de Perthuis, nel giorno delle sentenza a Parigi. ''E' stato accertato che tutte queste persone lavoravano in realtà per il partito, che il loro deputato (di riferimento) non aveva affidato loro alcun compito'' e che ''passavano da un deputato all'altro'', ha precisato la magistrata, aggiungendo: ''Non si trattava di mutualizzare il lavoro degli assistenti quanto piuttosto di mutualizzare le risorse dei deputati''. De Perthuis ha poi avvertito: ''Che le cose siano chiare: nessuno viene processato per aver fatto della politica, non è il tema. La questione è sapere se i contratti sono stati eseguiti o meno".
Le Pen si è giocata il suo avvenire politico.
La leader di RN era infatti la favorita al primo turno delle prossime elezioni presidenziali, secondo un sondaggio Ifop per pubblicato domenica mattina. Secondo il sondaggio, qualunque siano le ipotesi testate a sinistra e per il blocco centrale, Marine Le Pen sarebbe uscita vincitrice dalle elezioni, raccogliendo tra il 34% e il 37% delle intenzioni di voto.
In aula, Marine Le Pen, vestita di blu, era seduta in prima fila, al fianco del suo ex compagno e vicepresidente del partito, Louis Aliot, ma ha poi lasciato il tribunale prima
della pronuncia della sentenza da parte dei giudici.
Aliot è stato condannato a 6 mesi di carcere senza condizionale e a 3 anni di ineleggibilità (ma senza effetto immediato).
Di fronte al tribunale sono comparsi undici eurodeputati eletti all'epoca dei fatti sotto le insegne del Front National e tra questi il sindaco di Perpignan, Louis Aliot, l'ex presidente ad interim del RN Jean-Francois Jalkh, l'eurodeputato Nicolas Bay e l'ex numero due del partito Bruno Gollnisch. Nell'inchiesta era implicato anche l'ex eurodeputato e leader del Front National, Jean-Marie Le Pen, padre di Marine, morto il 7 gennaio 2025. Tra le persone presentate come assistenti parlamentari ci sono Thierry Legier e Catherine Griset, nonché gli attuali deputati del Rassemblement national Timothee Houssin e Julien Odoul, e Yann Le Pen, sorella di Marine Le Pen, oltre a quattro collaboratori del partito, tra cui Wallerand de Saint-Just.
Le reazioni di solidarietà
La condanna di Marine Le Pen è una "violazione delle norme democratiche". E' il commento del Cremlino alla sentenza del tribunale di Parigi.
Il primo ministro ungherese, Viktor Orban, ha espresso solidarietà alla leader del Rassemblement National (Rn). "Je suis Marine!" ha scritto su X il primo ministro, riecheggiando lo slogan 'Je suis Charlie' utilizzato per esprimere solidarietà al settimanale satirico francese Charlie Hebdo dopo l'attentato terroristico del 2015. Il partito di Orban, Fidesz milita insieme al Rn nel gruppo dei Patrioti al Parlamento europeo.
Solidarietà anche da Matteo Salvini. "Chi ha paura del giudizio degli elettori, spesso si fa rassicurare dal giudizio dei tribunali", dice Salvini spiegando che "a Parigi hanno condannato Marine Le Pen e vorrebbero escluderla dalla vita politica. Un brutto film - annota - che stiamo vedendo anche in altri Paesi come la Romania". "Quella contro Marine Le Pen - incalza il vicepremier e leader della Lega - è una dichiarazione di guerra da parte di Bruxelles, in un momento in cui le pulsioni belliche di von der Leyen e Macron sono spaventose". "Non ci facciamo intimidire, non ci fermiamo: avanti tutta amica mia!", conclude Salvini.