Il Ministero vieta l’uso dello schwa e dell’asterisco: ma è davvero questo il problema delle scuole italiane?

Stop all’uso dello schwa e dell’asterisco nelle comunicazioni scolastiche (sarà, ma, nella mia modesta carriera di madre, dalle scuole dei miei figli non ho mai ricevuto circolari con schwa e simili). E comunque, in una nota recente, il Ministero dell’Istruzione e del Merito stabilisce solennemente: “l’uso di segni grafici non conformi, come l’asterisco (*) e...

Mar 25, 2025 - 18:55
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Il Ministero vieta l’uso dello schwa e dell’asterisco: ma è davvero questo il problema delle scuole italiane?

Stop all’uso dello schwa e dell’asterisco nelle comunicazioni scolastiche (sarà, ma, nella mia modesta carriera di madre, dalle scuole dei miei figli non ho mai ricevuto circolari con schwa e simili).

E comunque, in una nota recente, il Ministero dell’Istruzione e del Merito stabilisce solennemente: “l’uso di segni grafici non conformi, come l’asterisco (*) e lo schwa (ə), è in contrasto con le norme linguistiche e rischia di compromettere la chiarezza e l’uniformità della comunicazione istituzionale”.

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Motivo per cui si invitano tutte le istituzioni scolastiche “a mantenere l’uso di un linguaggio corretto e accessibile, nel rispetto delle norme linguistiche vigenti”. E lo fa, il Ministero, mettendo in mezzo l’Accademia della Crusca, che qualche anno sconsigliò schwa (ə) e asterischi negli atti giudiziari per la parità di genere.

Ma le priorità della scuola italiana non sarebbero altre?

A noi pare proprio di sì e, per citarne solo alcuni, dopo la pubblicazione della circolare ministeriale, Enrico Galliano, scrittore e docente di italiano, ha commentato su Facebook con un post provocatorio:

Non parliamo della dispersione scolastica che ha raggiunto livelli preoccupanti. Non dei 4 studenti su 10 che soffrono di ansia scolastica. Non della carenza di insegnanti di sostegno. Non delle scuole a rischio per la sicurezza. Non del fatto che i doposcuola sono ormai un miraggio. Non delle classi di 28 studenti. Non dei docenti sempre più a rischio burnout per stipendi tra i più bassi d’Europa. Ma parliamo della schwa. Dell’asterisco. Questo è il vero problema. In vent’anni di carriera non ho mai visto un solo documento scolastico con schwa o asterisco. E voi?

D’accordo con lui, la linguista e saggista Vera Gheno anche ha sottolineato che la circolare del ministero è assolutamente superflua.

La questione non è tanto l’uso della schwa o dell’asterisco in sé, ma il contesto. È chiaro che in una comunicazione informale queste pratiche siano più accettabili che in un documento ufficiale. Ma se il ministero avesse vietato l’uso delle emoticon nei documenti ufficiali, avremmo reagito allo stesso modo. È un tema che non merita tutta questa attenzione. Sarebbe più utile rivedere il burocratese nelle comunicazioni ufficiali.

La verità, dunque? Le vere emergenze del nostro sistema scuola sono ben altre:

  • la cronica carenza di insegnanti
  • la precarietà del personale scolastico
  • il numero inadeguato di istituti sicuri
  • la mancanza di fondi per laboratori e attività
  • il ginepraio dei concorsi e delle graduatorie
  • insegnanti di sostegno non adeguatamente formati

Solo per citarne alcune.

L’abbandono scolastico, la sicurezza degli edifici, i tagli al personale, il sovraffollamento delle classi e il precariato che non ha eguali in nessun altro settore pubblico. È stupefacente che l’attenzione del ministro si concentri su aspetti linguistici che, pur importanti, sono meno rilevanti per il futuro della scuola, dice Giuseppe D’Aprile, segretario della Uil Scuola.

Quella contro il linguaggio inclusivo nella scuola italiana è l’ennesima crociata contro qualcosa che potrebbe essere marginale, qualcosa volta a distrarre insieme al voto in condotta e alla lettura della Bibbia.

Se il ministrə volesse davvero assicurare un’istruzione di qualità, forse dovrebbe prestare più attenzione alla sostanza e meno alla forma.

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