I giorni della Vecchia, cosa sono: la tradizione dal 29 al 31 marzo
La fine del mese di marzo porta con sè diversi usi: ecco le leggende e i nodi del freddo secondo la tradizione italiana

La tradizione contadina di un tempo racconta che gli ultimi tre giorni di marzo sono "i giorni della Vecchia", folklore popolare diffuso in molte regioni italiane, specialmente nel nord Italia e nell’Appennino centrale.
Secondo antiche credenze in questi giorni tornerebbe improvvisamente il freddo, una sorta di ultimo sussulto dell'inverno prima della primavera. Ma chi è questa "vecchia" di cui parlano le leggende?
I giorni della Vecchia
La "Vecchia" sarebbe una figura simbolica che rappresenta l'inverno ormai agli sgoccioli. Molte versioni della leggenda narrano storie simili, spesso incentrate su una vecchia pastora o contadina che, convinta della fine dell’inverno, si liberò troppo presto degli indumenti pesanti.
Marzo, infuriato dal suo comportamento, chiese in prestito qualche giorno ad aprile per scatenare un ultimo, gelido colpo di coda, punendo così la donna e chi aveva osato anticipare la primavera. La storia, in alcuni punti, ricorda anche la leggenda dei giorni della Merla, in gennaio. In alcune zone, i "giorni della Vecchia" erano noti anche come i "giorni prestati", una tradizione viva in Romagna.
La Vecchia oltre i confini: il mito celtico della Cailleach
Al di là del territorio italiano, esistono tradizioni in grado di rievocare figure archetipiche simili. Nella mitologia celtica Cailleach è una figura primordiale molto sentita nelle tradizioni irlandesi e scozzesi, strega divina delle tempeste, dove incarna l'inverno dell’esistenza e le forze naturali selvagge. Il termine "Cailleach" deriva dall'antico irlandese caillech, che significa "l’anziana", “la velata” o “veggente”, riflettendo il suo ruolo di vecchia saggia, emblema delle antenate.
Conosciuta anche come Beira, regina dell'inverno, la Cailleach viene spesso descritta come una vecchia con un occhio solo, pelle blu scura e denti arrugginiti. Porta con sé un martello con cui scolpisce il mondo e secondo alcune tradizioni è la madre di tutte le divinità. Le leggende scozzesi narrano di come abbia modellato il paesaggio creando montagne e colline mentre, camminando sulla terra, dal suo grembiule cadevano frammenti di roccia.
La Cailleach è strettamente associata al tempo invernale e con il suo bastone fa gelare il suolo. Spirito delle stagioni, sorveglia l’andamento dei mesi invernali da Samhain, primo novembre, a Beltane, primo maggio, mentre la dea Brìghde domina i mesi estivi. Alcune versioni raccontano che la Cailleach si trasforma in pietra a Beltane per poi risvegliarsi a Samhain.
I giorni della Vecchia e la tristezza di Demetra
In alcune interpretazioni la figura della Vecchia dei giorni di fine marzo è collegata a Demetra, la dea greca dell’agricoltura e della fertilità. Secondo queste versioni, la Vecchia rappresenterebbe la dea Demetra nel suo aspetto invernale, quando la dea è addolorata per l’assenza della figlia Persefone, rapita da Ade e portata negli inferi.
Nella leggenda popolare l'ultimo freddo di marzo sarebbe il riflesso della tristezza e dell'ira della dea, prima del ritorno di Persefone sulla terra, evento che segna l'inizio della primavera e il risveglio della natura. Il mito evocherebbe, così, attraverso gli ultimi colpi di gelo, il passaggio ciclico tra morte e rinascita che scandisce le stagioni.
I nodi del freddo e il legame con i giorni della Vecchia
Gli ultimi tre giorni di marzo, dal 29 al 31 marzo, fanno parte dei cosiddetti "nodi del freddo", cioè giorni in cui, secondo l’esperienza contadina, il clima diventa improvvisamente rigido, rischiando di compromettere i raccolti.
Nell’arco dell’anno i nodi erano momenti da osservare e rispettare, considerati particolarmente pericolosi per la fioritura anticipata degli alberi da frutto, una vera e propria sfida per l’agricoltura e i lavori nei campi.
In alcune località, i contadini avevano l’abitudine di segnare questi giorni sul calendario, come monito per non anticipare troppo le attività agricole primaverili. Nel tempo la memoria delle giornate in cui prestare particolare attenzione ai segnali del clima si è unita alle leggende popolari, attraversando le generazioni.
Tradizioni legate ai giorni della Vecchia
Nei giorni della Vecchia talvolta venivano accesi i falò di primavera dal valore propiziatorio e di pulizia della terra. In alcune zone del nord Italia, specialmente nel Veneto rurale, era diffuso il rito simbolico della bruciatura della vecchia: un fantoccio di paglia che simboleggiava l'inverno ormai alla fine, bruciato per salutare definitivamente la stagione fredda e accogliere il tepore primaverile.
In Romagna esiste una tradizione chiamata "Sega la vecchia" o "Segavecchia", celebrata a metà Quaresima. Non avviene esattamente negli stessi giorni della Vecchia, tuttavia porta con sé il senso di un passaggio. In questa occasione, un fantoccio raffigurante una vecchia viene simbolicamente segato in piazza. Sebbene sia associato a una leggenda cristiana, la storia evoca un tempo più antico, connesso alla fine dell'inverno e l'arrivo della primavera.
Dopo i giorni della Vecchia i prossimi nodi del freddo saranno il nodo del cuculo, il 10 aprile, e il nodo di San Marco, 25 aprile.