Frana fa riemergere una vecchia discarica che si riversa nel torrente Rovigo, ora sommerso di plastica e rifiuti
Un grave disastro ambientale ha colpito il torrente Rovigo, situato tra Toscana ed Emilia-Romagna, a seguito del cedimento di una vecchia discarica risalente agli anni ’70. Il fenomeno si è verificato a causa delle abbondanti piogge che hanno interessato l’area dell’Appennino lo scorso 14 marzo, provocando una frana che ha riportato alla luce tonnellate di...

Un grave disastro ambientale ha colpito il torrente Rovigo, situato tra Toscana ed Emilia-Romagna, a seguito del cedimento di una vecchia discarica risalente agli anni ’70. Il fenomeno si è verificato a causa delle abbondanti piogge che hanno interessato l’area dell’Appennino lo scorso 14 marzo, provocando una frana che ha riportato alla luce tonnellate di rifiuti plastici e altri materiali inquinanti, ora dispersi lungo le sponde del corso d’acqua.
Le associazioni ambientaliste locali, insieme al CAI di Imola e all’associazione “I nostri crinali” di Castel del Rio, hanno deciso di agire con decisione presentando un esposto alle procure di Firenze e Bologna. Il loro obiettivo è duplice: mantenere alta l’attenzione su questo disastro e sollecitare interventi immediati per la bonifica dell’area, evitando che l’inquinamento si propaghi ulteriormente e comprometta il vicino fiume Santerno, una risorsa essenziale per la comunità.
Secondo le associazioni, il disastro ambientale che ha colpito il torrente Rovigo non è un problema esclusivamente locale ma si tratta di una tragedia che evidenzia criticità nella gestione storica dei rifiuti e delle aree a rischio idrogeologico, per cui è indispensabile che le istituzioni intervengano con responsabilità e urgenza.
Un disastro ambientale senza precedenti. A Palazzuolo sul Senio (FI), le forti piogge di metà marzo hanno innescato una frana che ha portato alla luce una discarica degli anni '70. Il cedimento del terreno ha riversato una quantità significativa di plastica e rifiuti nel torrente Rovigo, mettendo a rischio l'equilibrio dell'ecosistema fluviale. Attiva per un breve periodo nel 1971, la discarica conteneva grandi quantità di plastica e altri materiali inquinanti, rimasti sepolti per oltre mezzo secolo. Ora, la loro improvvisa riemersione sta causando una contaminazione diffusa. Le conseguenze ambientali sono gravissime: il torrente Rovigo, rinomato per la purezza delle sue acque, è ora invaso da detriti, con effetti devastanti su fauna e flora. La corrente ha già trasportato i rifiuti per chilometri, raggiungendo il fiume Santerno e aggravando ulteriormente l'inquinamento.
Posted by Plastic Free on Tuesday, March 25, 2025
Si teme che i rifiuti possano raggiungere il fiume Santerno
Per sensibilizzare la popolazione e le autorità, è stata organizzata una conferenza stampa oggi presso La Cà di Sotto, in via Casetta di Tiara. L’incontro non sarà solo un’occasione per informare la cittadinanza e i media sulla gravità della situazione, ma anche per stimolare una mobilitazione collettiva e richiedere un’azione tempestiva da parte delle istituzioni.
Gli abitanti dell’area temono che i rifiuti, trasportati dalla corrente, possano raggiungere il fiume Santerno, compromettendo l’intero ecosistema fluviale e mettendo a rischio la salute pubblica. Sebbene le analisi preliminari delle acque non abbiano rilevato pericolose concentrazioni di percolato, il rischio di contaminazione rimane alto.
Il sindaco di Castel del Rio, Alberto Baldazzi, sottolinea la necessità di un intervento immediato volto ad impedire che i rifiuti raggiungano il Santerno. A detta del primo cittadino, l’inquinamento non si fermerà da solo e senza un’azione coordinata si rischia di dover affrontare danni irreparabili.
Le associazioni locali chiedono quindi la messa in sicurezza della frana, il contenimento dei rifiuti ancora presenti sul versante e la loro rimozione dall’alveo del fiume. Questo richiede una collaborazione tra Comuni, Regioni e Ministero dell’Ambiente, per garantire un’azione efficace e trasparente. Solo con un impegno concreto e congiunto sarà possibile mitigare l’impatto di questo disastro ambientale e proteggere la salute delle persone e dell’ecosistema locale.
@user39459431501815 Oggi pomeriggio 23 marzo 2025 ho percorso il torrente Rovigo fino alla frana. La quantità di rifiuti è “impressionante” con tanta tanta plastica tutto “pronto” per raggiungere valle con le prossime piene. Non mi pare che siano iniziati i lavori di messa in sicurezza perché la situazione è gravissima e occorre lavorare giorno e notte. @Palazzuolo sul Senio
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