Esportazioni di vino italiano 2024: record di 8,1 miliardi di euro
Il settore vitivinicolo italiano raggiunge un record di esportazioni nel 2024, con un impatto significativo su economia e turismo.

Boni
Ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare Francesco Lollobrigida, lei ha partecipato agli Stati Generali del Vino. Qualche cifra che renda l’idea del settore in Italia?
"Nel 2024, le esportazioni del settore vitivinicolo hanno raggiunto la cifra record di 8,1 miliardi di euro, con un incremento del 5,5% rispetto al 2023. Un traguardo straordinario che dimostra la forza, la qualità e la competitività del vino italiano, autentico ambasciatore del Made in Italy nel mondo. Difendere e valorizzare le nostre eccellenze significa proteggere l’identità, la tradizione e la ricchezza dell’Italia, sostenendo un comparto riconosciuto a livello internazionale. Se l’Italia è la Nazione dei cento campanili, è perché nasce dalle mille campagne che caratterizzano il nostro territorio. Il successo è il risultato dell’impegno e della passione di migliaia di viticoltori, enologi e aziende che lavorano per innovare, rispettando la storia e il territorio. Il vino non è solo un prodotto: è cultura, arte e simbolo del nostro saper fare. È un pilastro dell’economia che genera occupazione, turismo e sviluppo per molte regioni. Continueremo a investire nella sua crescita, nell’apertura di nuovi mercati e nella tutela delle denominazioni, affinché sia sempre più protagonista".
All’estero, il vino italiano che reputazione ha?
"È un’eccellenza del Made in Italy, un simbolo della nostra identità e cultura che il mondo ci invidia. Il Governo Meloni è in prima linea per garantire strumenti concreti a sostegno delle nostre imprese e rafforzare la loro presenza sui mercati internazionali. Lo scorso anno, in Franciacorta, in occasione del centenario dell’OIV, abbiamo organizzato la prima conferenza mondiale sul futuro del settore vitivinicolo, con la partecipazione di 28 delegazioni delle principali nazioni produttrici di vino. Un evento di rilievo internazionale, in cui abbiamo mostrato al mondo i nostri territori d’eccellenza, forgiati nei secoli dalla viticoltura e simbolo della nostra identità. È stata una grande vetrina del nostro Made in Italy, come lo sono le fiere, fondamentali per attrarre nuovo pubblico e buyer internazionali".
Fiere come Vinitaly?
"Penso proprio al successo di Vinitaly, a Verona, capace di richiamare ogni anno operatori da mercati come Stati Uniti, Cina, Brasile, Asia e India. Penso anche a Vinitaly USA a Chicago e che ho avuto il piacere di inaugurare. C’è grande attenzione verso l’Italia e un ritrovato ruolo di guida anche nel sistema agroalimentare. Tuttavia, non basta avere prodotti eccellenti: bisogna saperli promuovere in modo sinergico. Il Governo Meloni porta avanti un obiettivo chiaro, rafforzando quel gioco di squadra, il Sistema Italia, che è fondamentale per il futuro della nazione".
Che iniziative ha in cantiere il suo Ministero per promuovere il vino italiano nell’export?
"Grazie all’azione del Governo Meloni, anche per il 2025 sono state confermate le risorse europee destinate alla promozione dell’agroalimentare, per un totale di 132 milioni di euro, scongiurando la penalizzazione di vino e carni rosse. Inoltre, abbiamo ottenuto un risultato significativo con l’annuncio, lo scorso 12 febbraio, da parte del Commissario Hansen di un pacchetto di misure specifiche per il settore vitivinicolo che ha presentato la scorsa settimana".
Quali sono?
"Si tratta di interventi immediati, che anticipano la riforma della PAC e rispondono alle esigenze del comparto. La proposta si basa sulle conclusioni del Gruppo di Alto Livello sulla riforma dell’OCM vino, che ha accolto quasi integralmente le richieste italiane. L’obiettivo è adattare l’offerta europea alle nuove esigenze di mercato, introducendo maggiore flessibilità in investimenti, vendemmia verde, distillazione, riconversione e promozione. Nel primo semestre del 2025 è atteso un testo sulla semplificazione della PAC. Inoltre, entro luglio verrà presentato il Quadro finanziario pluriennale 2028-34: sarà fondamentale lavorare affinché le risorse per l’agricoltura vengano mantenute o, se possibile, aumentate".
Ci sono aiuti stanziati dal Ministero per i danni da maltempo e da parassiti subiti dalle aziende agricole?
"Gli ultimi anni sono stati particolarmente difficili per il settore vitivinicolo, a causa del clima avverso, tra nubifragi e siccità, e per i danni dovuti alla peronospora. Il Masaf è intervenuto immediatamente, stanziando 47 milioni di euro per le aziende colpite. Grazie all’ottimo lavoro di Agea, lo scorso mese siamo riusciti a garantire 100 milioni di euro per la gestione del rischio alle aziende agricole assicurate. Il nostro obiettivo è proteggere il futuro del settore vitivinicolo e offrire un sostegno concreto e tempestivo alle imprese".
Quanto incide il mercato del vino italiano sul turismo?
"Il mercato del vino italiano ha un impatto significativo sul turismo. Secondo il Rapporto dell’Osservatorio del turismo del Vino, nel 2024 l’enoturismo in Italia ha raggiunto un valore di 2,9 miliardi di euro, con un incremento del 16% rispetto al 2023. Acquisti, degustazioni in cantina e attività esperienziali contribuiscono a sviluppare il settore e incrementare il turismo, anche in aree interne meno visitate. Le Strade del Vino, ad esempio, offrono ai turisti percorsi immersivi tra campagne, cantine e vigneti. L’enoturismo è un volano economico per i territori e uno strumento di diffusione della cultura del cibo".
Il Masaf cosa fa per sostenere gli investimenti innovativi delle aziende vinicole?
"Abbiamo raccolto la sfida di sostenere l’agricoltura attraverso l’innovazione, mettendo a disposizione risorse adeguate. Abbiamo avviato un fondo innovazione di 250 milioni di euro. L’obiettivo è permettere agli agricoltori di adottare strumenti che rendano l’agricoltura più sostenibile, sia dal punto di vista ambientale che economico, valorizzando il loro ruolo di custodi del territorio e bioregolatori del pianeta".
Gli agricoltori lamentano un’eccessiva rigidità nelle norme che regolano l’utilizzo dei fitofarmaci.
"Il Governo è al fianco degli agricoltori anche su questo tema. Vogliamo ridurre progressivamente i pesticidi senza compromettere la produttività. L’Italia chiede all’Europa un approccio pragmatico e la possibilità di investire nelle Tea (Tecnologie di Evoluzione Assistita). La decisione di ridurre gli agrofarmaci deve essere in linea con la possibilità di continuare a produrre".
Ci si arriverà?
"Con la nuova Commissione europea registriamo un cambio di approccio che va nella direzione che auspicavamo, più pragmatica e meno ideologica. Le Tea sono un’opportunità per migliorare la sostenibilità e la competitività dell’agricoltura. Il Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) ha approvato il mandato negoziale che consentirà alla presidenza polacca di avviare il confronto con il Parlamento sulle nuove tecniche di evoluzione assistita riconoscendone il valore. L’Italia è avanguardia nella sperimentazione e con la loro introduzione sarà possibile disporre di colture più resistenti agli effetti del cambiamento climatico e agli attacchi dei patogeni, un minore uso dei pesticidi garantendo più sicurezza alimentare e minori impatti ambientali".
Cosa pensa delle etichette con i valori nutrizionali e sugli ingredienti?
"Difendere il vino significa tutelare un’eccellenza italiana. L’Italia ha scelto di introdurre solo le informazioni sugli ingredienti, mentre la Commissione Europea prevede anche i valori nutrizionali in etichetta, accanto al QR code. Riteniamo che la nostra sia una scelta giusta ed equilibrata".