Enoturismo in Italia: Crescita del 24% e Nuove Strategie di Accoglienza
Il Movimento Turismo del vino rivela una crescita del 24% nel fatturato e nuove strategie per migliorare l'accoglienza nelle cantine italiane.

Una crescita del 24% del fatturato legato all’ospitalità, mentre 2 produttori su 3 accolgono personalmente gli enoturisti e 9 cantine su 10 propongono prodotti tipici del territorio. Ecco una prima fotografia dell’enoturismo in Italia, nell’indagine appena presentata dal Movimento Turismo del vino e che commenta la nuova presidente Violante Gardini Cinelli Colombini. "Al questionario hanno risposto un terzo dei soci – spiega – e in generale emerge la volontà di rimboccarsi le maniche e di andare controcorrente rispetto ai dati passati in cui si diceva che l’Italia offriva esperienze un po’ tutte uguali".
Quali sono dunque le novità principali della ricerca?
"Una crescita del fatturato a due cifre è una cosa importante. E poi il dato dell’accoglienza in cantina. Nel nostro Movimento, infatti, si passa da soci come Antinori e Ferrari alle piccole realtà. I ’colossi’ hanno capito da subito l’importanza di essere forti nell’enoturismo, con persone molto formate nell’accoglienza. Però la piccola cantina non è da meno: può accogliere personalmente il turista, che si sente coccolato. Pensiamo ai giovani che si sono buttati nell’avventura di produrre il vino: condividono con gli ospiti piccoli aneddoti e il visitatore si sente onorato. Questo spirito di convivialità è una cosa che solo il vino ha".
I visitatori in effetti a volte trovano un’accoglienza ’a macchia di leopardo’: garantita in alcune realtà, meno in altre.
"Non c’è sempre disponibilità nel fine settimana, perché non tutte le cantine possono permettersi accoglienza turistica. Uno degli obiettivi del nuovo Cda è sicuramente quello di destagionalizzare. Quando nel 1993 si lanciò Cantine Aperte si cercava di portare i turisti in cantina, creando una nuova esperienza. Oggi esistono già situazioni di overtourism e noi vogliamo mettere sul palcoscenico generale delle cantine del Movimento soprattutto quelle dei territori meno conosciuti per presentarle nella loro unicità. In queste zone meno note c’è la bella possibilità di abbinamenti con il cibo e di avere accoglienza ad hoc".
Ha parlato di overtourism.
"Conosco direttamente la situazione in Toscana. A Montalcino, si può parlare di overtourism in città, ma quando si visitano le cantine del territorio c’è la possibilità di scegliere realtà uniche. Lo stesso vale per territori come Barolo".
I turisti chi sono?
"Il turismo straniero è aumentato moltissimo nell’ultimo anno, anche il fatturato. Parliamo di famiglie, gruppi di amici. Il 99% delle persone cercano relax, divertimento. Deve essere proposta un’esperienza che parla di territorio e cucina. Una bella sala degustazione, percorsi all’esterno, anche per vivere la vigna".
Cantine Aperte e Calici di stelle sono appuntamenti consolidati. E poi ancora?
"Per esempio a Gorizia, Capitale europea della cultura, il 26 aprile si terrà l’evento (Eno)Satira, con presentazione dei dati regionali E in maggio nei due outlet di Land of Fashion, a Palmanova e Valdichiana Village, si fonderanno la cultura del vino e della moda, con scopo benefico".
Le cantine sono sempre più social e sperimentano l’AI.
"I social sono importantissimi, ma bisogna lavorare sul convertire la comunicazione in reali esperienze in cantine. Dal punto di vista dell’IA, serve una formazione generale aziendale. Ci vuole una preparazione di tutta la squadra per usare l’Intelligenza artificiale nel giusto modo per crescere".