Dazi Usa, Borse a picco: l’Europa brucia 245 miliardi

Oggi Trump annuncia i cosiddetti "dazi doganali reciproci". E l'Ue studia contromisure

Apr 2, 2025 - 07:42
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Dazi Usa, Borse a picco: l’Europa brucia 245 miliardi

E’ oggi, mercoledì 2 aprile, il giorno scelto dal presidente Donald Trump per annunciare i cosiddetti “dazi doganali reciproci”. L’evento è in programma alle 16 locali (quando in Italia saranno le 22 ) presso il Rose Garden della Casa Bianca, al quale parteciperà la sua amministrazione al completo. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt spiegando che “ogni Paese che ha trattato in modo scorretto gli Stati Uniti dovrebbe attendersi dazi” e sottolineando che sulle tariffe che saranno annunciate Trump si è consultato con il segretario al Tesoro Scott Bessent. Leavitt ha anche spiegato: “I dazi che Donald Trump annuncerà domani (oggi, ndr) saranno efficaci immediatamente”.

D-day dazi, oggi l’annuncio

Il presidente ha assicurato che sarà “gentile” nell’imposizione delle nuove tariffe senza però sbilanciarsi sui contenti del suo piano d’azione.  Una delle ipotesi sul tavolo prevede l’introduzione di dazi universali al 20%. Ma secondo l’economista Mark Zandi, capo analista di Moody’s Analytics, questa opzione “potrebbe far deragliare l’economia americana”, con conseguenze pesanti
E’ bene ricordare che i dazi reciproci e quelli sulle auto andranno ad aggiungersi a quelli già introdotti, tra cui i dazi del 25% che gli Usa già applicano su tutte le importazioni di acciaio e alluminio, ai quali l’Ue ha risposto con tariffe del 50% su whisky americano, motociclette e motoscafi a partire da aprile, e da metà aprile ulteriori dazi su gomme da masticare, pollame, semi di soia e altri beni.

Ue prepara la contromossa

Nel frattempo, l’Ue non sta a guardare. La presidente von der Leyen ha ribadito che se anche la preferenza europea è per una soluzione negoziale, la Ue non resterà con le mani in mano: “Staremmo tutti meglio se riuscissimo a trovare una soluzione costruttiva. Allo stesso tempo, deve anche essere chiaro: l’Europa non ha avviato questo scontro. Non vogliamo necessariamente intraprendere azioni di ritorsione, ma abbiamo un piano solido per farlo, se necessario”.

La view di Pictet WM

Il presidente Trump ha dichiarato di voler introdurre dazi del 25% sulle importazioni di auto per dare slancio alla produzione nazionale, facendo aumentari i timori dei mercati per una guerra commerciale globale e facendo scendere i mercati azionari, spiega  César Pérez Ruiz, Head of Investments & CIO di Pictet Wealth Management sottolineando che le tariffe sul settore automobilistico, negative per la crescita ma positive per l’inflazione, riguarderebbero circa 500 miliardi di dollari di importazioni, circa l’1,6% del PIL. Trump ha anche minacciato dazi «secondari» nei confronti dei Paesi che acquistano petrolio venezuelano. Le famiglie statunitensi, così come i mercati, sono preoccupate dalla politica economica di Trump, come dimostra il calo della fiducia dei consumatori a marzo, che ha toccato il minimo degli ultimi quattro anni.

La scorsa settimana, l’S&P 500 ha perso l’1,5% (in USD). I rendimenti degli US Treasury a 10 anni sono saliti di 1 punto base al 4,26%. Il prezzo dell’oro ha raggiunto un nuovo massimo storico a 3086 dollari, così come il rame a causa dei timori sui dazi. Il Nasdaq, invece, ha perso il 2,6%(in USD).  Il presidente di un colosso tecnologico cinese ha espresso preoccupazioni per gli enormi investimenti nell’intelligenza artificiale negli Stati Uniti, affermando che potrebbero segnare l’inizio di una bolla. In Europa, la Svezia ha dichiarato che porterà la spesa per la difesa al 3,5% del PIL entro il 2030, in crescita rispetto all’attuale 2,4%, per via dell’elevata incertezza nelle relazioni transatlantiche. Nel Regno Unito, la cancelliera Reeves ha presentato tagli alla spesa pubblica nell’ambito di una serie di misure per ripristinare i suoi obiettivi fiscali, senza però riuscire a convincere i mercati. Il rendimento dei Gilt a 10 anni è salito.

Il “Liberation Day”

Fiato sospeso dunque in vista dell’annuncio di oggi, ribattezzato dal Presidente USA come il «Liberation Day». La Casa Bianca ha detto che l’amministrazione alzerà in misura significativa i dazi contro i cosiddetti «Dirty 15», il 15% dei partner commerciali con cui gli Stati Uniti hanno i maggiori squilibri commerciali. I dati sull’occupazione e ISM sui settori manifatturiero e dei servizi in pubblicazione questa settimana saranno cruciali per valutare il rischio di recessione.

Fed alla finestra

Se i nuovi dazi statunitensi persisteranno, “la Fed probabilmente manterrà i tassi invariati in presenza di una crescita stabile oppure li taglierà in risposta alla debolezza economica. La nomina da parte di Trump di Michelle Bowman alla guida della divisione di vigilanza sulle banche della Fed sarà un catalizzatore per la deregulation bancaria. I commenti del gigante tecnologico cinese sugli investimenti eccessivi nell’intelligenza artificiale negli Stati Unti sono stati un evento emblematico della scorsa settimana. Prevediamo che il mercato si allargherà oltre le Magnifiche 7 e oltre gli Stati Uniti. Manteniamo la sovraponderazione delle azioni dell’eurozona. Nel Regno Unito, la curva dei tassi si è irripidita nonostante le forti vendite al dettaglio e il calo dell’inflazione, a causa della scarsa convinzione dei mercati sui programmi fiscali di Reeves. Siamo sovrappesati sulle obbligazioni britanniche”.