Dazi Ue contro le big tech per rispondere a Trump
La presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen conferma l'intenzione dell'Ue di rispondere ai dazi di Trump: l'Italia chiede cautela per evitare un'escalation

È il 2 aprile, il “Giorno della Liberazione”, la data fissata da Donald Trump per l’avvio dell’applicazione dei dazi annunciati da settimane contro le economie verso cui gli Usa hanno una bilancia commerciale negativa. Tra queste c’è l’intera Unione europea, che ha recentemente confermato che risponderà all’iniziativa americana con delle contromisure.
Tra le ipotesi, anche quella di tassare più pesantemente i giganti tecnologici americani. Intanto c’è preoccupazione tra le fila del Governo: l’Italia teme un’escalation che potrebbe avere impatti negativi sull’economia del Paese, spesso trainata dalle esportazioni.
Von der Leyen annuncia i contro-dazi europei
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha parlato dei dazi americani, ribadendo chiaramente la posizione dell’Ue:
Questo scontro non è nell’interesse di nessuno: quella tra l’Ue e gli Usa è la relazione commerciale più grande e prospera al mondo e staremmo tutti meglio se potessimo trovare una soluzione costruttiva (…). Allo stesso tempo, deve anche essere chiaro: l’Europa non ha iniziato questo scontro. Non vogliamo necessariamente vendicarci, ma abbiamo un piano forte per vendicarci se necessario.
Trump ha dichiarato che implementerà dazi universali al 20%, iniziando i Paesi che ritiene si comportino “in modo scorretto” con gli Stati Uniti. Vale a dire quelli con cui gli Usa vanno in negativo, importando più di quello che esportano.
L’ipotesi dei dazi europei contro le big tech
Per l’Ue non è semplice imporre dazi su prodotti americani, perché gli Stati Uniti esportano relativamente poco in Europa rispetto alle dimensioni della loro economia. Il surplus commerciale del blocco nei confronti di Washington nel 2023 è stato di 157 miliardi di euro.
Per questa ragione, il leader del Partito popolare europeo, di centrodestra, Manfred Weber, ha avanzato un’altra proposta:
Trump minaccia il miglior modello economico del mondo. L’Europa è il 22% del Pil globale, siamo una potenza economica, mentre gli Stati Uniti sono il 25%, quindi siamo uguali! Se Trump si concentra sui beni europei, noi dovremmo concentrarci di più sui servizi americani. I giganti digitali pagano poco le nostre infrastrutture digitali.
La proposta sarebbe quindi quella di danneggiare il principale motore del successo americano negli ultimi decenni, la tecnologia. Grandi aziende come Meta, Apple, Google, Amazon e OpenAI hanno già in passato avuto problemi con l’Ue e sono state costrette a pagare multe miliardarie. Nonostante questo, alcune di loro hanno in Europa, in particolare in Irlanda, un simil paradiso fiscale, le loro sedi internazionali.
Le paure dell’Italia e l’avvertimento di Urso
L’economia italiana potrebbe subire gravi danni: i dazi minacciano il Sud. Ogni anno i nostro Paese esporta circa 65 miliardi di euro di beni verso l’altra sponda dell’Atlantico. Per questa ragione, il Governo preferirebbe una soluzione più diplomatica rispetto alla guerra commerciale che potrebbe prospettarsi dopo la risposta europea ai dazi di Trump.
Una paura espressa dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso a SkyTg24:
In un mondo sempre più caotico occorre avere cautela e responsabilità ed è quello che chiediamo alla nostra Ue. Aspettiamo le decisioni di Trump perché spesso ha detto delle cose e fatto altre. Aspettiamo le decisioni e prepariamo la nostra risposta, ma dovrebbe essere evitata l’escalation.
Con le contromisure, ha spiegato ancora il ministro,
ci facciamo male da soli. La soluzione non è quella di reagire meramente creando un’escalation nella guerra commerciale che avrebbe solo perdenti, ma quello di avere una politica strategica più ampia creando nuovi accordi bilaterali, per esempio con l’India.
Il ministro ha insomma ribadito il piano anti dazi illustrato dal collega Antonio Tajani, che prevede una diversificazione dell’export italiano verso economie asiatiche.