Clima, l’Ue vuole annacquare l’obiettivo 2040?
Il prossimo obiettivo climatico dell’Unione europea è sempre più incerto, schiacciato dai venti contrari di molti Stati membri che puntano a essere meno ambiziosi. È il target 2040 che secondo le intenzioni iniziali della Commissione Ue dovrebbe prevedere una riduzione delle emissioni di CO2 pari al 90%, rispetto ai livelli registrati nel 1990. La commissaria […] The post Clima, l’Ue vuole annacquare l’obiettivo 2040? first appeared on QualEnergia.it.

Il prossimo obiettivo climatico dell’Unione europea è sempre più incerto, schiacciato dai venti contrari di molti Stati membri che puntano a essere meno ambiziosi.
È il target 2040 che secondo le intenzioni iniziali della Commissione Ue dovrebbe prevedere una riduzione delle emissioni di CO2 pari al 90%, rispetto ai livelli registrati nel 1990.
La commissaria per l’Ambiente, la svedese Jessika Roswall, il 27 marzo al termine di un incontro dei ministri Ue, ha dichiarato che Bruxelles “manterrà la rotta” e “nel prossimo futuro” proporrà di ridurre le emissioni del 90% al 2040 (fonte Euractiv). A febbraio 2024 la Commissione Ue aveva pubblicato una raccomandazione specifica, mentre la proposta legislativa è attesa dalle scorse elezioni europee di giugno.
Ma la strada sembra tutta in salita.
Si sta infatti allargando il fronte dei Paesi contrari a questo obiettivo, perché le forze politiche di centro destra sono ora più concentrate su altri temi, come la competitività delle industrie e la difesa.
Secondo fonti interne alla Commissione sentite da Politico, il commissario al Clima, l’olandese Wopke Hoekstra, sta valutando delle opzioni per ammorbidire gli impegni climatici futuri dei 27 Stati membri, concedendo alcune flessibilità per raggiungere il traguardo.
In prima fila tra i governi contrari alla riduzione delle emissioni del 90% c’è l’Italia, favorevole a un target ribassato all’80-85%; ancora incerta la posizione del prossimo esecutivo tedesco.
Sono in corso i colloqui per un accordo di coalizione tra il centro destra (Cdu) uscito vincitore dalle elezioni di febbraio e i socialdemocratici; finora non sono uscite indicazioni chiare sull’argomento.
Tra i critici anche alcuni Paesi dell’est, come la Repubblica Ceca; intanto la ministra francese della Transizione ecologica, Agnes Pannier-Runnacher, riporta Euractiv, ha affermato che “l’obiettivo per il 2040 deve basarsi su misure realistiche”, precisando che l’energia nucleare dovrebbe essere aggiunta a “tutte le iniziative e tutti i testi legislativi quando parliamo di politica energetica”.
Tra le possibili flessibilità al target del 2040, scrive ancora Politico, i funzionari Ue stanno considerando un percorso “non lineare” per il decennio post 2030 (ricordiamo che per quella data la Ue dovrà aver ridotto le emissioni del 55% rispetto al 1990).
In sostanza, gli Stati membri potranno tagliare le emissioni più lentamente all’inizio, per poi accelerare negli anni successivi.
La Commissione sta anche valutando di consentire ai Paesi di acquistare crediti di CO2 sui mercati internazionali: ad esempio, uno Stato membro potrebbe finanziare un progetto che riduce le emissioni in un paese extra-Ue, come un programma di forestazione o un impianto industriale più efficiente, in cambio di crediti che contano per l’obiettivo europeo al 2040.
Tuttavia, questi mercati della CO2 sono difficili da controllare per garantire che il taglio delle emissioni si sia effettivamente verificato. Inoltre, l’inclusione di crediti internazionali modificherebbe significativamente l’approccio dell’Ue al cambiamento climatico, poiché gli obiettivi per il 2030 e il 2050 sono nazionali.
Altra idea è includere nei calcoli le cosiddette emissioni negative, cioè le emissioni di CO2 rimosse dall’atmosfera tramite gli assorbimenti naturali (ad esempio con progetti di forestazione) o con tecnologie come la CCS (Carbon Capture and Storage).
Infine, una quarta idea è consentire ai Paesi di utilizzare in modo flessibile gli obiettivi specifici dei diversi settori, come industrie, trasporti, edifici. Ad esempio, se un settore ha difficoltà a raggiungere i tagli obbligatori delle emissioni, i governi potrebbero compensare questo deficit con i tagli di un settore che si muove più velocemente.The post Clima, l’Ue vuole annacquare l’obiettivo 2040? first appeared on QualEnergia.it.