Borse in fuga dai dazi, un altro record dell’oro
Donald Trump lancia la sfida al commercio globale e, dichiarando l'emergenza nazionale per ridurre il deficit commerciale, annuncia dazi al 10% per tutti i paesi e tariffe reciproche per i 60 'più cattivi', quelli con i maggiori squilibri commerciali nei confronti degli Stati Uniti. Per l'Europa i dazi saranno al 20%, per la Cina al 34% e per la Gran Bretagna al 10%.

Wall Street ha chiuso in rialzo per il terzo giorno consecutivo, sulle aspettative di dazi non troppo severi: gli investitori si sono sbagliati. Le misure annunciate ieri sera da Donald Trump non sono affatto morbide e in alcuni casi più pesanti di quanto era stato messo in conto. C’è comunque un elemento positivo, lo schema dei dazi è chiaro e semplice, i tempi di attuazione sono ben circostanziati: sul tema c’è da ieri sera maggiore certezza. Resta aperta la domanda sulla durata, la Casa Bianca ha lasciato intendere che le possibilità di un passo, o anche due, indietro, esistono.
Ieri l’S&P500 ha chiuso in rialzo dello 0,7%, stamattina il suo future perde il 2,5%.
L’oro ha toccato un nuovo massimo storico e la corsa ai beni rifugio sta spingendo all’ingiù i tassi di rendimento delle obbligazioni in tutto il mondo. In calo le materie prime.
"I piani tariffari hanno fornito una chiarezza significativamente maggiore di quella che molti investitori probabilmente si aspettavano", ha scritto Michael Zezas, responsabile globale della ricerca sul reddito fisso e della strategia di politica pubblica presso Morgan Stanley. "Tuttavia, l'entità delle tariffe annunciate dalla Casa Bianca suggerisce che i rischi di ribasso per la crescita globale sono aumentati rispetto a quanto già prezzato dai mercati ".
Donald Trump lancia la sfida al commercio globale e, dichiarando l'emergenza nazionale per ridurre il deficit commerciale, annuncia dazi al 10% per tutti i paesi e tariffe reciproche per i 60 'più cattivi', quelli con i maggiori squilibri commerciali nei confronti degli Stati Uniti. Per l'Europa i dazi saranno al 20%, per la Cina al 34% e per la Gran Bretagna al 10%.
I dazi "porteranno l'età dell'oro", rilanceranno il “sogno americano" e "genereranno miliardi di miliardi di dollari per ridurre le nostre tasse e il nostro debito", ha detto Trump da un Giardino delle Rose della Casa Bianca vestito a festa con una sfilza di bandiere a stelle e strisce e alla presenza di quasi tutto il suo governo.
Davanti ai suoi e a molti lavoratori dell'industria dell'auto e dell'acciaio, il presidente trionfante ha annunciato la svolta economica con cui “rimettiamo l'America First" e rendiamo l'America di nuovo ricca. “Make America Wealthy Again", ha detto. E' il "giorno della liberazione, il giorno in cui reclamiamo il nostro futuro, uno dei più importanti della storia", sono state le sue prime parole salendo sul palco e svelando i dazi reciproci.
"Faremo pagare quello che gli altri ci tassano. Reciprocità significa che faremo agli altri quello che fanno a noi, è molto semplice", ha spiegato precisando successivamente che i dazi non saranno esattamente reciproci.
"Li tasseremo la metà di quello che ci tassano", ha osservato facendo l'esempio dell’Unione Europea. L'Ue "ci fa pagare il 39% e noi imporremo dazi al 20%”, ha messo in evidenza. Per Israele le tariffe saranno del 17%, per il Brasile al 10%.
Tutto il mondo "ci ha rubato per 50 anni ma non accadrà più. Questa sarà l'età dell’oro dell'America.
"Se volete dazi zero, venite e produrre in America”, ha aggiunto Trump ribadendo un mantra che gli è caro da mesi, da quando - subito dopo la sua elezione - è intervenuto a Davos. L'ordine esecutivo firmato dal presidente americano prevede una clausola che gli consente di rispondere a qualsiasi tipo di ritorsione. "Risponderà", hanno assicurato senza esitazione alcuni funzionari dell'amministrazione Trump.
Il Business Roundtable, potente associazione di importanti Ceo statunitensi, ha messo in guardia sul fatto che gli ultimi dazi di Trump potrebbero ritorcersi contro l'economia statunitense. "I dazi universali dal 10 al 50% rischiano di causare gravi danni ai produttori, ai lavoratori, alle famiglie e agli esportatori americani", ha affermato il Ceo del Business Roundtable Joshua Bolten in una dichiarazione.
"I danni all'economia statunitense aumenteranno quanto piu' a lungo rimarranno in vigore i dazi e potrebbero essere esacerbati da misure di ritorsione".
Bolten, ex capo dello staff del presidente George W. Bush, ha precisato che il Business Roundtable sostiene l'obiettivo di Trump di "garantire accordi commerciali migliori e piu' equi", anche abbassando i dazi sui beni statunitensi. E per questo l'associazione di Ceo esorta l'amministrazione e i principali partner commerciali a raggiungere "rapidamente" accordi commerciali che "rimuovano questi dazi".
Tra i 200 membri del Business Roundtable figurano il Ceo di GM Mary Barra, quello di Apple Tim Cook e quello di JPMorgan Chase Jamie Dimon.
Le borse dell’Europa dovrebbero aprire con un calo di circa il 2%.
"Siamo pronti a reagire, ma siamo pronti a negoziare, non è troppo tardi. Finalizzeremo il primo pacchetto di contromisure sull'acciaio e prepareremo altri contro dazi in caso di fallimento dei negoziati."
Lo ha detto stamattina a Samarcanda la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, nella sua replica all’annuncio di ieri. "Sono d'accordo con il Presidente Trump sul fatto che altri stanno approfittando ingiustamente delle attuali regole e sono pronto a sostenere qualsiasi sforzo per adattare il sistema commerciale globale alle realta' dell'economia globale.
Ma voglio anche essere chiara: ricorrere alle tariffe come primo e ultimo strumento non risolvera' il problema. Ecco perche', fin dall'inizio, siamo sempre stati pronti a negoziare con gli Stati Uniti per rimuovere le barriere rimanenti al commercio transatlantico. Allo stesso tempo, siamo pronti a rispondere”.
Lo yen sovraperforma tutte le valute dell’area e si apprezzano i governativi giapponesi. L’indice Nikkei della borsa di Tokyo perde il 3%. Scendono i titoli delle società esportatrici, ma non solo, soffrono anche le banche perché potrebbe essere posticipato anche di parecchio l’aumento dei tassi da parte della banca centrale. La valuta giapponese ha guadagnato fino all'1,2% a 147,43 contro il dollaro, il maggior aumento dal 20 febbraio.
Il tasso di rendimento dei titoli sovrani australiani è sceso di oltre 10 punti base. “Penso che dobbiamo cambiare completamente le assunzioni che abbiamo avuto", ha affermato Hiroshi Matsumoto, senior client portfolio manager presso Pictet Asset Management a Tokyo. La disattivazione dei carry trade potrebbe aiutare a riportare lo yen al livello di 140 contro il dollaro, e "stiamo per attraversare un cambiamento rapido, quasi come durante la crisi Covid nel 2020."
Le borse della Cina sono in ribasso: Hang Seng di Hong Kong -1,7%, Shanghai Composite 0,5%.
Macquarie ha stimato lo scorso anno che la crescita del PIL cinese potrebbe ridursi di 2 punti percentuali nel caso di un tasso di dazi del 60%. Una simulazione di Bloomberg Economics mostra che il commercio tra le maggiori economie mondiali si ridurrebbe a praticamente nulla con tariffe così alte. L'agenzia di stampa ufficiale Xinhua ha pubblicato un commento che critica l'offensiva tariffaria di Trump, definendola "bullismo autolesionista”.
Unicredit. La BCE potrebbe adottare ulteriori provvedimenti se ritenesse che l'istituto italiano non ha ottemperato adeguatamente alle richieste di ridurre le proprie attività in Russia, si legge in un documento per gli investitori.
Banco BPM. La Bce ha autorizzato il Credit Agricole a salire al 19,9% di Banco Bpm rafforzando l'argine all'Ops da 14 miliardi di euro lanciata da UniCredit su Piazza Meda, che partirà il 28 aprile e si concluderà il 23 giugno.
Pirelli. Il vicepresidente esecutivo Marco Tronchetti Provera è "molto fiducioso" - riportano le agenzie - in un accordo con il socio cinese Sinochem per definire una governance di Pirelli per adeguarsi alla normativa statunitense. Tronchetti Provera ha aggiunto che la società sta avviando le discussioni per aumentare la capacità produttiva negli Usa per affrontare il problema dei dazi.