Addio al pallone in strada, addio campioni
Leo Turrini Montecchio Maggiore, paese in provincia di Vicenza, dista da Caldogno una ventina di chilometri. A Caldogno è cresciuto Roberto...

Leo Turrini
Montecchio Maggiore, paese in provincia di Vicenza, dista da Caldogno una ventina di chilometri. A Caldogno è cresciuto Roberto Baggio, il Divin Codino, simbolo assoluto del calcio azzurro e mondiale. E chissà quante volte, da monello, avrà giocato per strada…
Adesso, in quel di Montecchio è vietato "praticare giochi con palla sulle strade pubbliche o aperte al pubblico transito, compresi i marciapiedi, i portici, i sagrati delle chiese o assimilabili". Fine di un mondo, morte della fantasia, eccetera.
Naturalmente, il sindaco ha tutto il diritto di tutelare "il decoro urbano", come si dice nella neo lingua italica post moderna, nel modo che ritiene più opportuno. E qui si dà per scontato che l’amministrazione comunale troverà soluzioni in grado di non deprimere l’infanzia, per carità.
Però, c’è un però. Una volta chiesi a Dino Zoff come mai la nostra Nazionale non si qualifica più per i Mondiali. Risposta del leggendario portierone: perché non ci sono più gli oratori, dove i bambini scoprivano la magia del pallone, nel campetto o sulla strada. Figuriamoci cosa accadrà se il calcio sarà proibito persino sul sagrato della parrocchia.
Ps. Comunque e a scanso di equivoci, l’ordinanza del simpatico sindaco di Montecchio non può e non deve essere un alibi per il commissario tecnico Luciano Spalletti, eh!