Von der Leyen difende la trumpiana Meloni ma delude Schlein e Gruber

Come e perché von der Leyen ha deluso gli oppositori politici e mediatici di Meloni. I Graffi di Damato

Mar 29, 2025 - 09:35
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Von der Leyen difende la trumpiana Meloni ma delude Schlein e Gruber

Come e perché von der Leyen ha deluso gli oppositori politici e mediatici di Meloni. I Graffi di Damato

Puntuale come l’arrivo dell’ora legale, la presidente della Commissione dell’Unione Europea, la tedesca Ursula von der Leyen, che all’occorrenza sa farsi capire bene anche nella nostra lingua, ha vendicato la premier e ormai amica italiana Giorgia Meloni dalla rappresentazione che ne fanno gli avversari come di “un cavallo di Troja di Trump”, ha detto per esempio la segretaria del Pd Elly Schlein. Dietro alla quale è corsa, fra gli altri, Lilli Gruber nel suo salotto televisivo a La 7 titolando la puntata di ieri sera con la domanda se la Meloni sia “vassalla di Trump”. E partecipando con gli altri ospiti agli assalti, interruzioni e simili contro il direttore di Libero Mario Sechi. Al quale, diavolo di un sardo, non piace farsi allineare, o finire dietro la lavagna su ordine della maestra spazientita.

“E’ un problema per l’Unione Europea l’ottimo rapporto di Meloni con Trump?”, ha chiesto l’intervistatrice del Corriere della Sera e corrispondente da Bruxelles Francesca Basso. “Al contrario, penso che questo sia molto positivo”, ha risposto la presidente della Commissione. Che ha aggiunto: “Conosco Giorgia Meloni come leader forte e appassionata, con un ruolo molto importante a livello europeo. Ed è positivo che abbia un rapporto diretto. Più legami ci sono tra le due sponde dell’Atlantico, meglio è”. Con la Meloni, in particolare, Ursula von der Leyen condivide la necessità che l’Ucraina sia “trasformata in un porcospino d’acciaio completamente indigesto per qualsiasi tipo di invasore”.

“L’obiettivo di Putin -ha detto la presidente della Commissione europea sulla guerra in corso da più di tre anni in quella terra colpevole solo di confinare con la Russia e di avere aspirazioni europee- era conquistare Kiev in tre giorni e l’Ucraina in tre settimane. Tre anni dopo l’Ucraina è un Paese candidato ad entrare nell’Unione Europea ed è unita come non mai. L’obiettivo di Putin era quello di indebolire la Nato. Oggi la Nato conta altri due membri: Finlandia e Svezia. La resistenza dell’Ucraina e l’incrollabile sostegno internazionale dimostrano che l’aggressore non prevarrà”. E neppure Trump riuscirà forse a farlo prevalere pur con tutte le concessioni che gli ha fatto per aprire un vero negoziato di pace. Da cui non a caso ha appena escluso la provocatoria condizione posta da Mosca di mettere l’Ucraina sotto amministrazione controllata delle Nazioni Unite e trattare poi su un successore a Zelensky gradito al Cremlino. Anche Trump, vivaddio, ha una pazienza.