“Tu Quoque”, intervista a Maurizio Battista: “Se fossi sindaco di Roma toglierei i monopattini a noleggio. Il politically correct non esiste”

Dal 3 aprile uscirà nelle sale “Tu Quoque“, il film prodotto da Ballandi Srl in collaborazione con Lml Group Srls e Alma Srl e distribuito da Nexo Studio. Nei panni del protagonista troviamo Maurizio Battista. Il comico romano, che non siamo abituati a vedere sul grande schermo, sorprende positivamente alla sua prova con un ruolo drammatico. Battista interpreta infatti Massimo Quinto, […]

Apr 4, 2025 - 14:15
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“Tu Quoque”, intervista a Maurizio Battista: “Se fossi sindaco di Roma toglierei i monopattini a noleggio. Il politically correct non esiste”
Maurizio Battista

Dal 3 aprile uscirà nelle sale “Tu Quoque“, il film prodotto da Ballandi Srl in collaborazione con Lml Group Srls e Alma Srl e distribuito da Nexo Studio. Nei panni del protagonista troviamo Maurizio Battista. Il comico romano, che non siamo abituati a vedere sul grande schermo, sorprende positivamente alla sua prova con un ruolo drammatico. Battista interpreta infatti Massimo Quinto, un uomo di mezz’età pieno di debiti, con un matrimonio fallito e un pessimo rapporto con suo figlio, che scopre di avere pochi mesi di vita. Dopo un incidente, come per incanto, si risveglia nel 44 a.C. e salva la vita a Giulio Cesare, diventandone il più fedele amico. I due, nonostante i millenni che li separano, scoprono di essere più simili di quanto possano immaginare. Durante la sua permanenza nella Roma antica, Massimo apporta grandi novità nella vita dei cittadini e salva il matrimonio tra Cesare e Calpurnia. Ma qualcosa cambierà anche nella sua vita. Una storia in cui ride ma si riflette anche tanto.

“Tu Quoque”, intervista esclusiva a Maurizio Battista

Noi di SuperGuida TV abbiamo video intervistato in esclusiva Maurizio Battista. Il comico romano ci ha parlato di questo progetto che riporta il passato nel presente e viceversa: “Abbiamo fatto una piccola ricerca e abbiamo visto che c’erano delle affinità con i tempi odierni. Ho riflettuto su quanto nonostante i tempi fossero cambiati i problemi fossero rimasti sempre gli stessi. Nel film ho inserito i grandi personaggi dell’epoca romana da Cicerone a Calpurnia”. Maurizio Battista si è molto rispecchiato nel personaggio di Massimo Quinto: “Ho cambiato solo il nome, ho recitato sotto mentite spoglie. Non ce la farei ad essere un altro. Il film sarà anche fantasia ma i sentimenti sono quelli veri”.

Il film fa riflettere su quanto la Roma di ieri assomigli a quella di oggi. Maurizio Battista ai nostri microfoni ha dichiarato che se fosse sindaco di Roma si occuperebbe di risolvere subito una questione: “Leverei i monopattini a noleggio perché non abbiamo abbastanza senso civico di metterli nelle loro griglie. Mi dà fastidio vedere poi la mondezza in giro per la città”. Battista ha aggiunto di aver pensato qualche volta di lasciare Roma: “Il pensiero mi è venuto ma non riuscirei a vedermi in altre parti, mi sentirei un intruso. Vivo ancora nel quartiere dove sono nato e forse ci morirò anche”.

In “Tu Quoque” Maurizio Battista vira sul drammatico: “A differenza del teatro nel cinema aiuta anche la musica. Il comico non è una persona triste ma piuttosto malinconica. Gli anni non aiutano a stare meglio anzi si pensa molto spesso alle cose negative. Io ho una figlia di 8 anni e vedendola mi accorgo di quanto sia pesante il tempo che passa. Lei cresce e io invecchio”.

A conclusione della chiacchierata, tiriamo in ballo le ultime dichiarazioni di Max Giusti sul politically correct: “Ora, tu non puoi rimpiangere quel linguaggio là, perché se ancora nel 2025 pretendi di far ridere le persone offendendo. Se prima per fare una cosa bastavano tre ore, ora per scriverla ce ne vogliono dieci”. Maurizio Battista ha così commentato: “Io non condivido e spiego anche il motivo. Il politicamente corretto non esiste. Se io dico qualcosa in un modo è piacevole se tu dici la stessa cosa in un altro modo è sgradevole. Io faccio spettacoli, parlo con tutti e coinvolgo gli spettatori e con me non si è mai offeso nessuno. Quando faccio le battute sono sempre in buona fede. Io vedo dei comici che dicono che loro tanto si cambiano mentre gli spettatori rimangono come stanno. Ecco ritengo che quello sia molto offensivo. Sono dell’idea che quando una persona del pubblico non ride è il comico ad aver fallito”.