Un’ora in più di luce: cosa significa davvero passare all’ora legale e quando si devono spostare le lancette?

Eccoci di nuovo qui, con la primavera alle porte e quel piccolo rito collettivo che ogni anno ci accompagna: il cambio dell’ora. Tra pochi giorni, precisamente nel weekend tra il 29 e il 30, sposteremo avanti le lancette, salutando l’ora solare e dando il benvenuto all’ora legale. Non è solo un gesto meccanico di spostare...

Mar 28, 2025 - 17:24
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Un’ora in più di luce: cosa significa davvero passare all’ora legale e quando si devono spostare le lancette?

Eccoci di nuovo qui, con la primavera alle porte e quel piccolo rito collettivo che ogni anno ci accompagna: il cambio dell’ora. Tra pochi giorni, precisamente nel weekend tra il 29 e il 30, sposteremo avanti le lancette, salutando l’ora solare e dando il benvenuto all’ora legale.

Non è solo un gesto meccanico di spostare un orologio. È un momento che racconta molto di noi, delle nostre abitudini, delle nostre battaglie per catturare ogni singolo raggio di luce.

Le origini del cambio dell’ora

Tutto iniziò nel 1916, durante la Prima guerra mondiale. In un’Italia stremata dal conflitto, qualcuno ebbe l’intuizione di risparmiare energia spostando semplicemente le lancette. Un piccolo trucco per utilizzare al meglio la luce naturale, riducendo il consumo di energia elettrica.

Da allora, l’ora legale è diventata una specie di appuntamento nazionale. L’Unione Europea, dal 1996, ha perfino standardizzato questo passaggio, scegliendo l’ultima domenica di marzo per il cambio e l’ultima di ottobre per il ritorno.

Il risveglio sarà più difficile (ma per poco)

Cosa succede davvero quando spostiamo l’ora? La mattina sarà un tantino più buia, è vero, ma le serate si allungheranno, regaleranno quella luce che tutti aspettiamo dopo mesi di inverno.

Non tutti, però, accolgono questo cambiamento con entusiasmo. Perdere un’ora di sonno non è mai facile, c’è chi nei giorni successivi si trascina un po’, chi fatica ad addormentarsi, chi è più irritabile del solito. Sono gli “effetti collaterali” di questo rito primaverile.

Aboliamo o manteniamo: il grande dibattito

Negli ultimi anni, il tema è diventato quasi una questione nazionale. Abolire il cambio? Mantenere solo l’ora legale? O tornare all’ora solare?

C’è chi sogna giornate più lunghe, con più tempo per stare all’aperto, per le attività ricreative, per il turismo. Immmaginate i ristoranti con i dehors pieni, le piazze animate fino a tardi. Un piccolo miracolo che potrebbe avvenire con l’ora legale permanente.

Dall’altro lato, ci sono gli scettici. Loro parlano di ritmi naturali, di mattine invernali troppo buie. Pensano ai bambini che andrebbero a scuola nel buio pesto, agli anziani che potrebbero soffrire questo squilibrio.

Gli esperti ci ricordano che non siamo macchine, i nostro corpo ha un suo orologio interno, i ritmi circadiani, che non cambiano con un semplice scatto di lancette.

Nei giorni successivi al cambio, è normale sentirsi un po’ fuori fase. Sonno disturbato, stanchezza, umore altalenante. Niente di cui preoccuparsi troppo: di solito sono sintomi che passano in pochi giorni.

Un dibattito aperto

Il Parlamento Europeo nel 2018 ha provato a sciogliere il nodo, chiedendo agli Stati membri di scegliere. Ma una soluzione univoca sembra ancora lontana.

Per ora, continueremo questo piccolo rito collettivo. Sposteremo le lancette, ci adatteremo, e scopriremo ancora una volta come un’ora in più di luce possa cambiare così tanto le nostre giornate.

Buon cambio dell’ora a tutti!

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