Tutte le fesserie sulla sovrappopolazione

Fino a pochi anni fa si prevedevano (e temevano) i pericoli della sovrappopolazione, poi si è iniziato a essere in apprensione per il fenomeno della 'depopolazione', che a oggi, non riuscendo a risolverlo con più nascite, si sta tamponando con l’automazione e l'aumento dell'età pensionabile. La nota diplomatica di James Hansen

Mar 23, 2025 - 09:46
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Tutte le fesserie sulla sovrappopolazione

Fino a pochi anni fa si prevedevano (e temevano) i pericoli della sovrappopolazione, poi si è iniziato a essere in apprensione per il fenomeno della ‘depopolazione’, che a oggi, non riuscendo a risolverlo con più nascite, si sta tamponando con l’automazione e l’aumento dell’età pensionabile. La nota diplomatica di James Hansen

 

Da decenni, una delle principali preoccupazioni della geopolitica è stata la smisurata crescita della popolazione umana della Terra, stimata al momento in poco più di otto miliardi di individui. I temibili pericoli della sovrappopolazione avrebbero comportato, tra l’altro, l’esaurimento delle risorse naturali del pianeta e, nella visione di molti studiosi, anche il rischio – paradossale, forse – di estinzione di massa della razza umana dovuta alle inevitabili ‘guerre tra poveri’ finalizzate all’approvvigionamento di risorse ormai sempre più scarse…

Poi, qualche anno fa, si è cominciato a guardare meglio i numeri, scoprendo con parecchio imbarazzo che la situazione non era affatto così… Anzi, ora si prevede piuttosto che entro il 2050 oltre tre quarti dei paesi del mondo (155 su 204) non avranno tassi di fertilità tali da riuscire a sostenere le dimensioni delle proprie popolazioni nel tempo. Si stima inoltre che i paesi del mondo toccati invece dal fenomeno della ‘depopolazione’ dovrebbero arrivare al 97% (198 su 204) già per il 2100. Parecchi paesi sviluppati sono già ben avviati sulla strada dello spopolamento, particolarmente in Asia. Si prevede che il Giappone perderà un quinto dei suoi abitanti entro i prossimi 25 anni. Nemmeno l’Italia scherza, per quanto sia lontana dagli eccessi asiatici. Secondo le previsioni dell’Onu, il Belpaese dovrebbe vedere un decremento della sua popolazione del 30% entro la fine del secolo.

Sono previsti inoltre marcati spostamenti relativi alla distribuzione geografica delle ‘nuove’ nascite nel mondo, con il quasi raddoppio della quota relativa ai paesi dal più basso reddito, da circa il 18% del 2021 al 35% nel 2100. Ci si aspetta infatti che, entro la fine di questo secolo, uno su due, la metà secca, dei nascituri terrestri verrà alla luce nell’Africa subsahariana, uno spostamento demografico – e dunque anche geopolitico – spettacolare.

Sono ovviamente tutte proiezioni da prendere con cautela, specialmente visto che fino a pochi anni fa si prevedeva ‘autorevolmente’ esattamente il contrario. Però, nei paesi dove il fenomeno è maggiormente visibile – quelli asiatici per l’appunto – i tentativi dei governi di persuadere la popolazione a tornare a riprodursi con maggior entusiasmo non sono andati a buon fine. Qualcuno però deve esserci per lavorare e mantenere l’economia. Perlopiù si è scelto, da una parte, di favorire l’introduzione sempre più spinta dell’automazione industriale – partendo dalla constatazione che anche i vecchi sono buoni a premere i bottoni – mentre, dall’altra, si è alzata considerevolmente l’età pensionabile…