Trump a ruota libera sui dazi, le borse vacillano

Ieri Wall Street ha chiuso in rally: indice S&P500 +1,8%, Nasdaq +2,3%.Tesla: ieri il titolo è salito dell'11%. Trump ha dichiarato che annuncerà aumenti delle tasse di importazioni sulle automobili nei prossimi giorni, ma alcuni paesi potrebbero essere risparmiati. Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in lieve ribasso.

Mar 25, 2025 - 10:28
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Trump a ruota libera sui dazi, le borse vacillano

Le dichiarazioni di stanotte di Donald Trump hanno reso ancora più confuso lo scenario sui dazi. Ieri il presidente degli Stati Uniti aveva ammonito che i dazi reciproci scatteranno il 2 aprile, ribattezzato il “Giorno della liberazione dai dazi” ma ha poi precisato che per alcuni Paesi potrebbero essere "nicer", cioe' inferiori. La Ue, ha poi aggiunto parlando con i giornalisti, ha abbassato le tariffe, ora tocca ad altri. Le aspettative di provvedimenti commerciali mirati e circostanziati da parte degli Stati Uniti sui suoi partner commerciali, avevano contribuito a risollevare Wall Street, soprattutto i derelitti tech: indice S&P500 +1,8%, Nasdaq +2,3%.

Il titolo ha chiuso ieri in rialzo dell’11%, da inizio anno il calo è del 31%.
Le vendite in Europa si sono quasi dimezzate rispetto all'anno precedente nei primi due mesi dell'anno, secondo i dati pubblicati ieri sera dall'Associazione dei costruttori (ACEA). A causa dell'invecchiamento della gamma e della reputazione del suo capo Elon Musk, Tesla ha visto le sue immatricolazioni scendere del 49% tra gennaio e febbraio, attestandosi a 19.046 veicoli e una quota di mercato dell'1,1%.

Stanotte Trump ha di nuovo ingarbugliato il filo, dichiarando che annuncerà aumenti delle tasse di importazioni sulle automobili nei prossimi giorni. Parlando con i giornalisti, il presidente ha detto che intende procedere “abbastanza presto”. Successivamente, mercoledì prossimo saranno presentati i cosiddetti dazi reciproci, che prevedono aliquote per ogni singolo Paese. Il quanto e il come restano un’incognita: ad alcuni partner commerciali, ma non si sa quali, “potrei concedere delle agevolazioni”, ha detto Trump. “Ci hanno fatto pagare così tanto che mi vergogno a fargli pagare quanto ci hanno fatto pagare loro, ma sarà sostanziale e ne sentirete parlare il 2 aprile”. Trump ha anche detto che intende procedere con tariffe specifiche sul legname e sui semiconduttori, i farmaci, infine, saranno presi di mira “in un futuro molto prossimo”. Infine Trump ha annunciato sui social media di voler far sanzionare con un’aliquota del 25%, i paesi acquirenti del petrolio venezuelano, la minaccia sembra destinata alla Cina, uno dei maggiori clienti di Caracas.

Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in lieve ribasso, future dell’indice Dax di Francoforte -0,2%.

L’euro tratta a 1,080, stabile dopo quattro sedute di ribasso.

Cresce il sentimento positivo degli italiani verso i benefici dell'Ue ma la percentuale di chi non ritiene che il proprio Paese abbia tratto vantaggio dall'appartenenza all'Unione è la più alta d'Europa. Lo rivela l'Eurobarometro, l'indagine demoscopica pubblicata regolarmente dall'Eurocamera.

Il 31% degli italiani infatti ritiene che il proprio Paese non abbia beneficiato dall'ingresso nell'Ue, il dato più alto dell'Unione assieme alla Repubblica Ceca. Dato che rimane stabile rispetto alla precedente edizione del sondaggio mentre la percentuale di coloro che ritengono che il Paese abbia tratto beneficio dall'Unione cresce, passando dal 63 al 67%.

Ieri i colloqui tra russi e americani sono durati oltre 12 ore, ma non sembrano esserci state delle svolte. Il percorso verso una tregua in Ucraina, al termine del nuovo round di colloqui a Riad, si conferma accidentato, perché sono rimasti sospesi i nodi di un cessate il fuoco alle reti dell'energia e della ripresa in sicurezza della navigazione commerciale del Mar Nero. A frenare è soprattutto il Cremlino, che ha parlato di "molti aspetti su cui lavorare" e che dopo ore e ore di colloqui con gli Usa ha chiarito che le delegazioni non avrebbero firmato alcun documento. Tutto questo mentre da Washington Donald Trump aggiungeva altra carne al fuoco, facendo sapere che in Arabia Saudita si è discusso anche di confini territoriali (un tema ben più impegnativo e di più lungo respiro) e del controllo delle centrali nucleari, a partire da Zaporizhzhia.

Le borse dell’Asia Pacifico sono contrastate. Sale l’indice Nikkei di Tokyo, +0,4%. Lo yen è poco mosso dopo tre sedute di deprezzamento sul dollaro. In forte calo i tech di Hong Kong: indice Hang Seng -2,3%, Hang Seng Tech -3%. Xiaomi perde il 6% dopo aver annunciato la vendita di nuove azioni.Alibaba -3%.

Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banco BPM. Le banche sono tutte proiettate a realizzare risultati nel breve periodo e non hanno un orizzonte per costruire una realtà solida che possa durare nel futuro. Questa visione del breve periodo, della trimestrale, della semestrale, è un’affannosa costruzione che non so quanto renda giustizia alle ragioni della vera economia e fa pagare un prezzo pesantissimo quando si assiste allo scoppio delle bolle". Lo ha detto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti intervenendo alla Luiss al
dibattito “Governare l’Europa e l’Italia all’epoca di Donald Trump”.

Anima. Il gruppo Caltagirone ha deciso di aderire all'Opa di Banco BPM, apportando la sua quota del 5,84%. Con l'adesione di Caltagirone e considerando la quota detenuta da Banco Bpm e gli impegni già ricevuti, la banca guidata da Giuseppe Castagna ha potenzialmente superato il 50% di Anima, secondo calcoli Reuters.

Enel. Tramite la controllata Egpe ha firmato un accordo con Masdar, leader dell'energia pulita degli Emirati Arabi Uniti per la vendita di una quota di minoranza, pari al 49,99% del capitale sociale, in Egpe Solar 2 per 184 milioni di euro.

Telecom Italia. E’ stata fissata per per il 27 maggio di quest'anno l'udienza in Corte di Cassazione sul ricorso della presidenza del Consiglio dei ministri contro la sentenza della Corte di Appello di Roma che ha condannato lo Stato italiano a rimborsare 1 miliardo di euro a Tim, si legge nella relazione finanziaria annuale della società telefonica.

Nexi. S&P ha migliorato il rating a 'BBB-' con outlook stabile.