TotalEnergies in Mozambico: gli Usa fanno credito, la Francia apre un’inchiesta
Trump spinge il contestato progetto di TotalEnergies in Mozambico, su cui pendono accuse pesantissime. E ora anche indagini giudiziarie L'articolo TotalEnergies in Mozambico: gli Usa fanno credito, la Francia apre un’inchiesta proviene da Valori.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump spinge il contestato progetto di TotalEnergies in Mozambico per il gas naturale liquefatto (Gnl). Lo stesso che il suo predecessore Joe Biden aveva stoppato. Se non fosse ancora chiaro, è un’ulteriore prova del fatto che gli Stati Uniti versione Trump non guardano in faccia a niente e a nessuno quando si tratta di sostenere le fonti fossili. E chi se ne frega, è assolutamente il caso di dirlo, se si tratta di progetti destinati ad aggravare il collasso climatico in corso e sui quali per giunta aleggiano sospetti di pesanti violazioni dei diritti umani.
TotalEnergies in Mozambico per un progetto due volte da incubo
Il mega-progetto Mozambico LNG riguarda l’estrazione e liquefazione di gas “naturale”, cioè fossile. Ha una storia ormai di quindici anni, fa capo oggi alla francese TotalEnergies ed è a dir poco controverso. Infatti ha attirato l’attenzione ma soprattutto gli strali di una moltitudine di Ong, africane e non solo. La campagna Defund Total Energies lo descrive come una vera e propria bomba climatica. Questo perché è uno dei giacimenti di gas più grandi al mondo. Si stima che il suo sfruttamento a regime potrebbe causare un volume di emissioni di gas serra persino superiore a quello di tutti i Paesi dell’Unione europea messi insieme.
L’incubo, però, è anche dal punto di vista dei diritti umani. In questo caso, inoltre, non si tratta di guardare a quello che potrebbe accadere ma di vedere quanto è già purtroppo accaduto. Nell’area è in corso da anni un conflitto armato. Il progetto di conseguenza è in stallo dal 2021, con la stessa TotalEnergies che ha invocato cause di forza maggiore che l’hanno obbligata allo stop. Il che ha comportato la sospensione dei finanziamenti da parte dei tanti istituti finanziari internazionali coinvolti, oltre una trentina. Ma il bubbone è venuto a galla solo grazie a inchieste giornalistiche. I soldati dell’esercito mozambicano avrebbero commesso una serie di orrori, in particolare un massacro di civili nel villaggio di Cabo Delgado, al fine di proteggere l’avanzare del progetto. E, stando a quanto riportato, TotalEnergies ne sarebbe stata a conoscenza.
Cinque miliardi di dollari di “finanza fossile” made in Usa
Ora con l’amministrazione Trump si potrebbe aprire una nuova fase. Infatti l’agenzia statunitense per il credito all’esportazione, Exim (US Export-Import Bank), ha approvato un prestito di quasi cinque miliardi di dollari per Mozambico LNG. A rivelarlo sono stati il Financial Times e Bloomberg. Trump aveva già approvato il prestito sul finire del suo primo mandato, ma l’amministrazione Biden lo aveva stoppato. Il ministro dell’Energia del Mozambico ha accolto con favore la decisione di Trump, parlando del contributo che il progetto può dare alla sicurezza energetica globale. Friends of the Earth Usa, invece, ha bollato la decisione come un regalo all’industria delle fossili.
Queste nuove, ingenti risorse pubbliche messe a disposizione dagli Stati Uniti sono classificabili come “finanza fossile” allo stato più puro. Cioè esattamente il contrario di quello di cui abbiamo urgente e drammatico bisogno per decarbonizzare il modello di sviluppo nella prospettiva del contrasto al collasso climatico. Ma soprattutto potrebbero dare una spinta decisiva per far ripartire i lavori legati al progetto di TotalEnergies in Mozambico. Anche perché è plausibile che la mossa dell’amministrazione Trump metterà pressione sugli altri attori finanziari coinvolti, specie quelli pubblici, affinché sblocchino a loro volta i finanziamenti congelati negli ultimi anni.
La Francia apre un’indagine per omicidio colposo
È stata invece Reuters, come ha evidenziato il watchdog italiano ReCommon che da anni segue da vicino la vicenda, a rivelare che su TotalEnergies la procura francese di Nanterre ha aperto un’indagine per omicidio colposo e omissione di soccorso in relazione a un attacco di milizie jihadiste contro la città portuale di Palma a marzo 2021. Già nel 2024 era stata avviata un’indagine preliminare su richiesta di sopravvissuti e parenti delle vittime. Il colosso francese dell’oil&gas rigetta le accuse. Gli avvocati dei querelanti hanno affermato che il caso è emblematico della prevalenza delle considerazioni economiche sulle vite umane.
Alla fine dello scorso anno anche il procuratore generale del Mozambico aveva avviato un’altra indagine, sempre sulla scorta delle rivelazioni di inchieste giornalistiche. Anche più di 120 Ong mozambicane e internazionali hanno chiesto un’inchiesta internazionale indipendente sulle presunte violenze di cui è accusato l’esercito mozambicano. Altre Ong hanno lanciato di recente un appello congiunto ai finanziatori europei e asiatici esortandoli ad abbandonare un progetto che definiscono tossico e irresponsabile.
Nel progetto di TotalEnergies in Mozambico è coinvolta anche l’Italia
Sono convolte nel progetto Mozambico LNG ci sono anche l’agenzia italiana per il credito all’esportazione SACE e CDP (Cassa Depositi e Prestiti). Sulla base di quello che le inchieste giornalistiche hanno portato alla luce, e anche dei documenti che è riuscita ad ottenere attraverso una richiesta di accesso agli atti, ReCommon giudica «gravissimo» che le due società finanziarie pubbliche italiane non siano uscite dal progetto.
Del resto «è il capitalismo fossile, bellezza!». Perché in estrema sintesi è questo, alla fine, il messaggio che l’amministrazione Trump ha voluto lanciare dando luce verde al prestito di Exim.
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