Dying for Sex, la Storia Vera che ha ispirato la serie
La vera, incredibile storia che ha ispirato Dying for Sex Seguiteci sempre anche su LaScimmiaPensa e iscrivetevi al nostro canale WhatsApp! La nuova serie Dying for Sex, prodotta da FX, interpretata da Michelle Williams e disponibile su Dinsey Plus, racconta una storia tanto provocatoria quanto profonda: quella di Molly Kochan, una donna affetta da cancro al seno metastatico, […] L'articolo Dying for Sex, la Storia Vera che ha ispirato la serie proviene da LaScimmiaPensa.com.

La vera, incredibile storia che ha ispirato Dying for Sex
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La nuova serie Dying for Sex, prodotta da FX, interpretata da Michelle Williams e disponibile su Dinsey Plus, racconta una storia tanto provocatoria quanto profonda: quella di Molly Kochan, una donna affetta da cancro al seno metastatico, che decide di stravolgere la propria vita sessuale e personale dopo una diagnosi terminale. La serie è ispirata al podcast omonimo, basato su una vicenda reale e co-creato dalla stessa Kochan insieme alla sua migliore amica, Nikki Boyer.
Molly Kochan è morta nel 2019 all’età di 45 anni, ma la sua storia continua a ispirare. Dopo aver scoperto che il suo cancro era allo stadio IV e incurabile, decise di lasciare un matrimonio infelice e intraprendere un percorso di esplorazione sessuale radicale andando a letto con oltre 200 uomini. Il podcast Dying for Sex, pubblicato nel 2020, ha dato voce a questa trasformazione, raccontata in modo crudo, intimo e a tratti ironico.
Nel primo episodio di Dying for Sex una terapista di cure palliative chiede a Molly cosa metterebbe nella sua “bucket list”. La risposta è chiara: vuole dare priorità al sesso, agli appuntamenti e a tutto ciò che la fa sentire viva. Il primo passo è lasciare il marito (interpretato da Jay Duplass), benintenzionato ma emotivamente distante. Il secondo è coinvolgere la sua migliore amica Nikki (interpretata da Jenny Slate) come principale caregiver, ruolo che nella vita reale Boyer ha assunto fino alla morte di Kochan.
Durante il trattamento, Molly si sottopose a interventi chirurgici, radioterapia e una terapia ormonale che teoricamente avrebbe dovuto sopprimere la libido. Invece, accadde il contrario.
Volevo letteralmente scopare tutto e tutti quelli che vedevo – racconta la donna in un episodio del podcast.
Nella serie, Molly rivela che non ha mai raggiunto un orgasmo con un’altra persona e che desidera riuscirci prima di morire. Boyer ha specificato che questo dettaglio è frutto di una licenza creativa, ma è vero che Molly e il marito si erano persi sessualmente durante la malattia e non erano mai riusciti a ritrovare l’intesa.
Per molto tempo con il sesso — ed è per questo che ho avuto un problema nel mio matrimonio — ero davvero, davvero, davvero brava a capire cosa piaceva alle altre persone e poi potevo simularlo come un attrice per loro – racconta Kochan. Ma non ho mai saputo davvero cosa mi piacesse
Dopo la separazione, Molly ha iniziato a frequentare uomini conosciuti online, spesso coinvolti in pratiche sessuali non convenzionali. Alcuni personaggi della serie sono compositi, rappresentano cioè la sintesi di diverse esperienze reali vissute da Kochan. Per esempio, nella serie appare un uomo che ama farsi trattare come un cane e vivere in gabbia: questo elemento è basato su una storia vera, come conferma Boyer. Lo show immagina anche una scena surreale in cui quest’uomo si presenta a una seduta di chemioterapia vestito da cane.
Altre esperienze sessuali raccontate da Molly in Dying for Sex includevano uomini con feticismi per il dolore o la dominazione, alcuni dei quali ottenevano grande piacere nel farsi comandare a bacchetta.
Quando Molly si sentiva fuori controllo, faceva cose davvero, davvero divertenti con gli uomini – racconta Boyer al New York Post. Era un modo per riprendersi il proprio corpo in un momento in cui la malattia sembrava togliere ogni scelta.
Il podcast è nato quasi per caso, quando Boyer una mattina ha ripreso Molly da un appuntamento a colazione. Colpita dalle storie incredibili dell’amica, le ha proposto di iniziare a registrarle. Nonostante alcune libertà creative, la serie FX rimane piuttosto fedele al racconto originale.
Una scena di Dying for Sex che non riflette la realtà è quella in cui Nikki perde la cartella clinica di Molly.
Nella vita reale, sono molto più meticolosa – ha detto Boyer. Sono il tipo che pulisce casa quando è nervosa
Molly ha mantenuto il suo spirito ironico fino alla fine. Come mostra la serie, disse davvero a un giovane medico:
Hai il permesso dei tuoi genitori per essere qui? Sembri un bambino.
Nel podcast Dying for Sex, ironizza:
Se hai paura dell’impegno, io sono la tua ragazza.
E quando le chiedono se non avesse timore a invitare sconosciuti a casa, risponde:
Cosa può farmi? Uccidermi? Sto già morendo!
Per Molly, controllare gli uomini in camera da letto era un modo per sentirsi padrona di sé stessa in un momento in cui tutto sembrava sfuggirle. Per Boyer, la serie e il podcast sono un invito a vivere pienamente, anche quando tutto sembra perduto.
[Molly] voleva innamorarsi, e lo ha fatto; si è innamorata di se stessa – conclude Boyer. Qualunque cosa ci sia nella tua lista di cose da fare prima di morire, è meglio che inizi
Che ne pensate? Vedrete Dying for Sex?
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