Settimana negativa per i mercati travolti dai dazi

L'annuncio dei dazi da parte del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha innescato timori per l'avvio di una guerra commerciale su scala globale

Apr 4, 2025 - 20:07
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Settimana negativa per i mercati travolti dai dazi

Settimana di forti ribassi per i mercati finanziari dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha annunciato dazi che di base saranno del 10% e che per i paesi specifici (le cosiddette tariffe reciproche, anche la formula usata per il calcolo considera solo i deficit commerciali) variano dal 34% alla Cina, al 20% all’Unione Europea e al 24% al Giappone. Molti paesi colpiti hanno già annunciato un’imminente risposta attraverso l’imposizione di tariffe agli Stati Uniti. Alla luce del fatto che il Regno Unito sarà tra i Paesi meno colpiti (10%), il listino londinese ha parzialmente contenuto il passivo. La Cina ha risposto annunciando dazi aggiuntivi del 34% su tutti i beni importati dagli USA, a partire dal 10 aprile.

Inflazione in calo in UE, ma si complica il percorso per la BCE

L’indice PMI dei servizi nella Zona Euro, a marzo, si è rafforzato a 51 punti dai 50,4 della stima preliminare, risultando superiore ai 50,6 del mese precedente; inoltre, sono continuati a salire i prezzi alla produzione della Zona Euro: a febbraio il dato ha registrato un incremento dello 0,2% su base mensile, rispetto al +0,7% del mese precedente e al +0,3% stimato dagli analisti.

Quanto all’inflazione complessiva in Area Euro è passata dal 2,3% di febbraio al 2,2% di marzo, mentre, parallelamente, l’inflazione core è scesa dal 2,6% al 2,5%: dati che alimentano le attese di un nuovo taglio dei tassi d’interesse da parte della BCE. Tuttavia, spiega Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm, non mancano le divergenze tra le tendenze inflazionistiche registrate nei vari stati membri: in Italia l’inflazione è passata dall’1,6% di febbraio al 2% di marzo, toccando il valore più alto dell’ultimo anno, laddove in Germania è scesa al 2,2%, il livello più basso degli ultimi quattro mesi. Questi dati contrastanti evidenziano una disinflazione irregolare, che ostacola il tentativo della BCE di stabilizzare le pressioni sui prezzi nell’Eurozona. La BCE ha ancora alcune settimane a disposizione per valutare la situazione prima della prossima riunione di politica monetaria, in calendario per il 17 aprile a Francoforte. Con così tante incertezze in gioco, conclude l’analista, la banca centrale potrebbe optare per mantenere i tassi invariati ad aprile e riconsiderare eventuali interventi più avanti nel corso dell’anno.

Mercato del lavoro USA resiliente, posizione difficile per la Fed

L’economia USA ha creato, a marzo, 228.000 posti di lavoro, sopra le attese degli analisti, mentre il tasso di disoccupazione è cresciuto oltre le previsioni al 4,2%, aumentando l’incertezza.
I numeri sui posti di lavoro, creati a marzo, mostrano un mercato del lavoro resiliente prima dell’annuncio dei dazi del 2 aprile, ribattezzato dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il ‘liberation day’. Secondo gli economisti, le tariffe potrebbero far scivolare l’economia in recessione, facendo aumentare il tasso di disoccupazione e l’inflazione. Aspettative che mettono la Fed in una posizione difficile: la banca centrale è chiamata infatti a trovare un equilibrio sul sostegno all’economia con tassi di interesse più bassi e la lotta all’inflazione.

Petrolio in picchiata su timori domanda

Gli otto paesi OPEC+, che avevano precedentemente annunciato ulteriori aggiustamenti volontari ad aprile e novembre 2023, ovvero Arabia Saudita, Russia, Iraq, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Kazakistan, Algeria e Oman, hanno deciso di implementare un aggiustamento della produzione di 411 mila barili al giorno, equivalenti a tre incrementi mensili, a maggio 2025. La decisione è arrivata “alla luce dei fondamentali di mercato sani e delle prospettive di mercato positive”, e in conformità con la decisione concordata il 5 dicembre 2024, successivamente riconfermata il 3 marzo 2025, di avviare un ritorno graduale e flessibile dei 2,2 milioni di barili al giorno di aggiustamenti volontari a partire dal 1° aprile 2025. Quanto deciso comprende l’incremento originariamente pianificato per maggio oltre a due incrementi mensili. Dopo l’annuncio, il prezzo del greggio ha accelerato i ribassi, con il WTI scivolato sotto quota 67 dollari al barile e il Brent a 70 dollari al barile.

Oro aggiorna record storico oltre 3.170 dollari

L’oro continua a correre e, in risposta al crollo dei mercati, raggiunge un nuovo record storico di 3.170 dollari l’oncia. Ad ispirare gli acquisto del bene rifugio c’è stata l’incertezza per l’annuncio di dazi reciproci di Trump con impatti pesanti sull’economia.Il Liberation Day ha visto gli investitori abbandonare il dollaro. L’euro riaggancia la soglia di 1,11 sul biglietto verde. Si intensifica il calo del dollaro, con l’euro che ne approfitta per riconquistare la soglia di 1,11, dopo l’introduzione dei dazi reciproci, più pesanti del previsto, da parte del presidente americano Donald Trump. Lo yen viaggia ai massimi di tre settimane mentre il franco svizzero ha toccato il massimo in 4 mesi. “L’annuncio di una vasta gamma di dazi imposti dall’amministrazione Trump ha fortemente impattato il dollaro, accelerandone il movimento al ribasso iniziato alla fine di gennaio”, commenta Stefano Fiorini di Generali Asset Management.

La performance settimanale delle borse

I più forti ribassi sono stati registrati dalla piazza di Milano che porta a casa un ribasso dell’11,3%. Seguono le borse di Parigi e Francoforte che scivola del 9% circa, mentre Madrid e Londra limitano il calo al 7%. Il finale si prefigura in forte ribasso anche per la borsa di Wall Street, con gli indici statunitensi in frenata a doppia cifra.

I migliori e peggiori a Piazza Affari

A Piazza Affari, Stellantis e STM soffrono rispettivamente un calo del 19% e del 20%. Giù le banche, con Unicredit in discesa di circa il 20% e Sondrio del 19,9%. Perde terreno anche MPS -19,1% e BPER -20,6%. Tra i pochi rialzi, tengono, invece, le utilities per la loro natura difensiva: Snam, Italgas e Terna guadagnano circa il 2%. Bene, ma con rialzi più limitati, Enel in progresso dello 0,6%.