Nissan, sull’elettrico poche idee ma confuse
Un sondaggio commissionato dalla terza casa automobilistica giapponese esalta la nuova mobilità. Che però al mercato non piace: le stime sui ricavi sono in picchiata. E saltano il Ceo e i posti di lavoro L'articolo Nissan, sull’elettrico poche idee ma confuse proviene da Economy Magazine.

Due notizie, ricevute via mail una dopo l’altra, descrivono meglio di ogni altro esempio la confusione che regna nell’automotive in tutto il mondo e i tira e molla che hanno mandato in bambola gli addetti al lavoro del settore. La prima riporta un sondaggio a livello globale sulle future scelte di mobilità dei giovani abitanti delle città commissionata da Nissan all’Economist Impact. L’indagine si basa sulle risposte di 3.750 partecipanti in 15 città del mondo con un totale che supera abbondantemente il centinaio di milioni di abitanti (Bangkok, Copenaghen, Londra, Los Angeles, Manila, Melbourne, Città del Messico, Nuova Delhi, New York, Parigi, Riyadh, San Paolo, Shanghai, Tokyo e Toronto) mostrando già in che misura si possa credere ai risultati, che, tra l’altro, non sono neanche eccezionali.
La maggioranza (57%) dei giovani residenti in città è disposta a modificare le abitudini di mobilità per ridurre le emissioni di carbonio. E, aggiungiamo noi, l’altro 43% no. La percentuale di intervistati che possiede un EV è stimata in crescita, passando dal 23% di oggi al 35% nel prossimo decennio. E l’altro 65% continuerà a comprare auto con motori termici. C’è un forte interesse per le innovazioni come l’accumulo di energia, i carburanti alternativi e il vehicle to everything (V-to-X), con più del 40% che farà scelte di mobilità influenzato da queste tecnologie. Il 60%, però, preferisce avere sotto il cofano un dodici cilindri e non sente il bisogno di innovazioni che spuntano come funghi. La chiusura del comunicato è rose e fiori: «I risultati del sondaggio sono in linea con la visione Nissan di una mobilità pulita, sicura e inclusiva. Nissan porta avanti la sua strategia di elettrificazione per rendere i veicoli elettrici più accessibili e competitivi, lavorando inoltre per potenziare la tecnologia delle batterie e le infrastrutture di ricarica».
Peccato che la mail successiva sia di Automotive News, una sorta di Bibbia dell’informazione del settore, che dà per scontato il siluramento del Ceo di Nissan (sostituito qualche giorno dopo da Ivan Espinosa). Se la linea scelta facesse intravedere dei risultati positivi perché sostituire Makoto Uchida, da più di cinque anni alla guida dell’azienda? Forse perché la terza casa automobilistica giapponese ha puntato tutto sulle elettriche (ne ha sei a listino) e ha messo sul mercato solo tre auto full hybrid, quelle che gli automobilisti hanno scelto di comprare di più negli ultimi anni. «Abbiamo iniziato a capire questa tendenza verso la fine dello scorso anno fiscale», ha spiegato Uchida a novembre «e alcune modifiche ai modelli principali non sono andate bene come previsto». Per questo sono già annunciati un taglio di 9.000 posti di lavoro, ovvero il 6,7% dei suoi 133.580 dipendenti a livello mondiale (che molto probabilmente diventeranno 9001 con l’uscita di Uchida), riducendo i costi di 2,4 miliardi di euro. La capacità produttiva in tutto il mondo è stata tagliata del 20% e il gruppo ha, per l’ennesima volta, rivisto al ribasso le stime sui ricavi e sull’utile operativo (-70%) per l’anno fiscale 2024. Davvero la mobilità elettrica è il futuro?
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