Musk minaccia l’Ucraina: “Non lo spegnerei mai ma senza Starlink il fronte crolla”. E ribadisce: “Fuori gli Usa dalla Nato”

La diplomazia a colpi di tweet di Elon Musk ha colpito ancora, soprattutto l’Ucraina e l’Europa. In una serie di botta e risposta, che ieri hanno coinvolto anche il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski e il segretario di Stato degli Stati Uniti Marco Rubio, l’uomo più ricco del mondo ha prima ribadito la necessità […]

Mar 10, 2025 - 11:41
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Musk minaccia l’Ucraina: “Non lo spegnerei mai ma senza Starlink il fronte crolla”. E ribadisce: “Fuori gli Usa dalla Nato”

La diplomazia a colpi di tweet di Elon Musk ha colpito ancora, soprattutto l’Ucraina e l’Europa. In una serie di botta e risposta, che ieri hanno coinvolto anche il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski e il segretario di Stato degli Stati Uniti Marco Rubio, l’uomo più ricco del mondo ha prima ribadito la necessità di far uscire gli Usa dalla Nato e po ha sottolineato come, pur non avendo alcuna intenzione di spegnerne i terminali, “senza Starlink, le linee ucraine al fronte collasserebbero”, alimentando le polemiche anche in Italia tra l’opposizione e il governo di Giorgia Meloni. Ma cominciamo dall’inizio. 

L’attacco di Musk all’Ucraina
La giornata è iniziata con la risposta di Musk al profilo personale del senatore repubblicano dello Utah, Mike Lee, che promuoveva l’immediata fuoriuscita degli Stati Uniti dall’Alleanza Atlantica: “Usciamo dalla Nato ora”, scriveva il presidente della Commissione Energia del Senato Usa. “Dovremmo proprio farlo”, gli rispondeva il patron di Tesla, X e Space X, nonché responsabile del nuovo dipartimento Doge dell’amministrazione Usa che fa capo solo a Donald Trump. “Non ha senso che l’America paghi per la difesa dell’Europa”.

Neanche mezz’ora dopo però un altro tweet del senatore dello Utah richiamava l’attenzione di Musk: “Neanche un altro centesimo all’Ucraina”, scriveva Lee, rilanciando il post del giornalista Nick Sortor che si chiedeva chi avesse “pagato per l’enorme bandiera ucraina dispiegata davanti alla Casa bianca?”, invitando proprio il Doge di Musk a indagare se la protesta fosse stata finanziata con i soldi dei contribuenti americani. “Bisogna imporre sanzioni ai primi 10 oligarchi ucraini, in particolare a quelli che possiedono ville a Monaco, e tutto questo cesserà immediatamente”, aveva replicato l’uomo più ricco del mondo. “Questa è la chiave del puzzle”.

Da qui è cominciato tutto perché la sua risposta ha suscitato una serie di critiche, persino dai sostenitori del movimento trumpiano MAGA. “Sono d’accordo: chiunque si dedichi alla corruzione dovrebbe essere sanzionato. Ma dovresti anche smetterla di fingere che Putin non sia l’aggressore”, gli aveva rinfacciato l’utente Adam Lowisz, la cui bio su X recita: “MEGA (Make Europe Great Again, ndr) MAGA (Make America Great Again, ndr) L’Occidente merita di essere salvato”. “L’Ucraina è la vittima. Smettila con queste sciocchezze. Per qualche motivo sembri concentrato solo sul criticare l’Ucraina e non Putin”, aveva aggiunto Lowisz che, oltre a quella di Kiev, sul suo profilo esibisce anche le bandiere di Stati Uniti, Polonia, Unione europea e Regno Unito.

Un’accusa a cui Musk ha voluto rispondere nel giro di pochi minuti. “Ho letteralmente sfidato Putin a un duello fisico uno contro uno per l’Ucraina e il mio sistema Starlink è la spina dorsale dell’esercito ucraino. Tutta la loro prima linea crollerebbe se lo spegnessi”, gli aveva ricordato il patron di Tesla, X e Space X. “Ciò che mi disgusta sono anni di massacri in una (guerra in) situazione di stallo che l’Ucraina perderà inevitabilmente. Chiunque abbia veramente a cuore la questione, rifletta veramente e capisca davvero, voglio che il tritacarne si fermi. PACE ADESSO!!”.

La polemica internazionale
A questo punto il messaggio di Musk è diventato un caso internazionale con utenti che accusavano l’uomo più ricco del mondo di voler “ricattare” Kiev con la minaccia di spegnere i terminali del sistema di comunicazione satellitare che sin dai primi giorni dell’invasione russa garantiscono all’Ucraina i contatti tra le forze armate e non solo e altri che ricordavano come il patron di Space X abbia assunto questa iniziativa in prima persona e del tutto gratuitamente.

“Il progetto Starlink per l’Ucraina è finanziato dal Ministero polacco per la digitalizzazione, con un costo di circa 50 milioni di dollari all’anno”, aveva allora ricordato qualche ora dopo a Musk il capo della diplomazia di Varsavia, Radosław Sikorski, che ha poi minacciato di rinunciare al sistema satellitare privato statunitense. “A parte l’etica di minacciare la vittima di un’aggressione, se SpaceX si rivelasse un fornitore inaffidabile saremo costretti a cercare altri fornitori”.

Un tweet che ha provocato la reazione diretta dell’omologo americano di Sikorski. “Sta solo inventando. Nessuno ha minacciato di tagliare fuori l’Ucraina da Starlink”, aveva risposto il segretario di Stato degli Stati Uniti Marco Rubio al ministro degli Esteri polacco. “E dovresti dire grazie perché senza Starlink l’Ucraina avrebbe perso questa guerra molto tempo fa e i russi sarebbero al confine con la Polonia in questo momento”.

Ma non è certo finita lì perché anche Musk aveva voluto rispondere direttamente al capo della diplomazia di Varsavia, usando toni ingiuriosi. “Stai zitto, ometto”, aveva scritto il patron di Space X. “Paghi solo una piccola frazione del costo (di Starlink, ndr). E non esiste alternativa a Starlink”.

L’accusa rivolta a Musk di aver ventilato una minaccia a Kiev però continuava a circolare e così l’uomo più ricco del mondo si è sentito in dovere di precisare, rispondendo sempre a un utente su X che aveva provato a difenderlo dall’accusa di aver attaccato il Paese aggredito: “Per essere estremamente chiari, non importa quanto io sia in disaccordo con la politica ucraina, Starlink non spegnerà mai i suoi terminali”, aveva rimarcato il patron di Space X. “Sto semplicemente affermando che, senza Starlink, le linee ucraine collasserebbero, poiché i russi possono bloccare tutte le altre comunicazioni! Non faremmo mai una cosa del genere né la useremmo come merce di scambio”.

La polemica in Italia
Una precisazione che non ha fermato le polemiche nel nostro Paese, in cui è stato appena approvato il Ddl Spazio, il cui articolo 25, secondo l’opposizione, apre la strada a un accordo tra il Governo e Space X per affidare all’azienda di Musk la cosiddetta “riserva di capacità trasmissiva nazionale” al sistema Starlink.

“Elon Musk sta dimostrando che l’unica cosa che vuole è estendere il proprio impero economico, anche se questo vuol dire farlo sulla pelle di un popolo aggredito che in queste ore sta subendo l’ennesima offensiva”, aveva accusato la segretaria del Pd Elly Schlein, rivolgendosi poi direttamente alla premier. “Come fa Giorgia Meloni a voler consegnare le chiavi della sicurezza nazionale italiana a Musk anche dopo aver sentito le sue ultime gravissime parole? Il governo cambi subito rotta e sul Ddl Spazio non si faccia dettare la linea da Musk. Senza una rete satellitare europea efficiente e competitiva la difesa europea non potrà mai esistere”.
“Sbagliano quelli che a sinistra dicono di no a Musk a prescindere”, le aveva risposto a stretto giro il vicepremier, ministro delle Infrastrutture e leader della Lega, Matteo Salvini, che pure si era detto contrario all’uscita degli Usa dalla Nato come prospettato dall’uomo più ricco del mondo. “Secondo me il governo italiano avrebbe l’interesse domani mattina a firmare un contratto con Starlink che ha 7.000 satelliti in orbita, ma non perché mi sta simpatico Musk o perché tifo per Trump, perché ne andrebbe del miglioramento della sicurezza nazionale italiana”.