Morellato sotto indagine dell’Antitrust per le vendite online

L'azienda produttrice di gioielli Morellato è sospettata di aver violato l'articolo 101 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea: i suoi prodotti arriveranno su Amazon?

Mar 26, 2025 - 11:27
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Morellato sotto indagine dell’Antitrust per le vendite online

L’Agcm, l’agenzia antitrust italiana, ha aperto un’indagine su Morellato, famosa azienda di produzione e distribuzione di gioielli. Il sospetto dell’agenzia è quello che la società abbia stipulato contratti con i suoi distributori, che impedirebbero loro di vendere prodotti sui marketplace online, come Amazon.

Nella giornata del 25 marzo sono state eseguite alcune ispezioni nella sede di Morellato, per acquisire la documentazione necessaria all’indagine. Come potrebbe cambiare in futuro la distribuzione di gioielli da parte dell’azienda.

Indagine antitrust su Morellato

Secondo quanto comunicato all’interno di una nota dell’Agcm, Morellato opererebbe vietando ai propri distributori di utilizzare marketplace terzi per la vendita dei suoi prodotti. La società si assicurerebbe di essere l’unica a poter sfruttare questi canali, con contratti che violerebbero la normativa europea.

Secondo l’Antitrust, questo “potrebbe ostacolare per i propri distributori l’uso efficace di internet nella vendita dei prodotti a determinati clienti o in determinati territori”, una pratica che metterebbe in difficoltà i partner commerciali dell’azienda. A eseguire le ispezioni nella sede di Morellato è stato il nucleo speciale antitrust della guardia di finanza.

Quali leggi avrebbe violato l’azienda

Nella sua nota l’Agcm nota la violazione di due diverse norme europee nel comportamento di Morellato. La prima è l’articolo 101 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, “consistente in condizioni commerciali che vietano ai propri distributori autorizzati la vendita dei prodotti del fornitore sui marketplace e sulle piattaforme terze“.

Questo è il punto centrale dell’indagine. Morellato chiuderebbe gli esercenti che accettano di firmare un contratto con l’azienda all’interno del proprio ecosistema, impedendo loro di utilizzare altri canali che non siano il proprio negozio fisico per vendere i prodotti ottenuti tramite l’accordo. L’esempio più semplice è quello del più diffuso marketplace su internet al mondo, Amazon, che rimarrebbe fuori portata per la rete di distribuzione di Morellato.

Un’altra violazione, che deriva da questo comportamento, sarebbe quella del Regolamento numero 720 del 2022 della Commissione europea, che prevede che non si possa ostacolare l’uso efficace di internet nella vendita dei prodotti da parte dei propri distributori, a determinati clienti o in determinati territori.

La rete di distribuzione di Morellato

Morellato è una delle più grandi aziende produttrici e distributrici di gioielli e accessori in Italia. Il suo business si basa su due pilastri, una produzione propria e una rete molto ampia di accordi di distribuzione con altri marchi, molto famosi. Tra questi Sector No Limits, Philip Watch, Maserati, Chiara Ferragni e Trussardi.

Nel 2023 il gruppo ha chiuso l’anno fiscale con ricavi per 737 milioni di euro e un’Ebitda del 21%. Anche se gli accordi commerciali rappresentano una parte significativa degli affari del gruppo, il 75% del fatturato deriva dai 5 marchi proprietari di gioielleria preziosa: Bluespirit, D’Amante, Christ, Cleor e Live Diamond.

Morellato non è attiva solo in Italia, ma anche in Francia, Germania e Austria, con una rete di oltre 650 gioiellerie proprietarie. Le vendite online rappresentano una parte importante ma ancora largamente minoritaria del business. Soltanto il 17% delle vendite del gruppo infatti viene completata via web.