Mix tra protezione e rendimento per il certificate sulle banche europee che rende fino al 18,24% annuo

Il Certificate di Vontobel con Isin DE000VG656A7 su Banca MPS, Raiffeisen Bank e Société Générale offre un rendimento elevato grazie a premi mensili condizionati con memoria dell'1,52% (18,24% annuo). Le barriere dei premi decrescono al ritmo dell’1% al mese: dal 100% del livello iniziale fino a dimezzarsi al 50%. Possibilità di rimborso anticipato dopo 12 mesi con barriere decrescenti dal 100% al 65% del valore iniziale. A scadenza protezione del capitale fino a ribassi del 40% dal livello iniziale dei sottostanti. Durata quattro anni. Il prezzo è sotto la pari.

Mar 28, 2025 - 14:27
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Mix tra protezione e rendimento per il certificate sulle banche europee che rende fino al 18,24% annuo

Rendimento elevato, barriere finali molto basse e tre banche solide in Europa. I punti di forza di questo certificate con Isin DE000VG656A7 sono dati da una struttura innovativa che, più passa il tempo, più migliora il profilo di rendimento portandolo all’1,52% al mese (18,24% annuo che in quattro anni sfiora il 73%) a fronte di barriere cedolari al 50%.

Vediamo nel dettaglio come funziona e quali sono i pregi e difetti.

Per poter offrire un rendimento così alto, Vontobel mette in campo una struttura molto efficiente: barriere premi e di rimborso anticipato che partono da livelli alti, pari al livello iniziale, per scendere velocemente. Il risultato è quello di avere una barriera finale delle cedole molto bassa: pari al 50%.

Il segreto del certificate è proprio questo: unire una barriera finale bassa con effetto memoria, risultato? L’investitore finale incassa tutte le cedole come se la barriera fosse sempre stata al 50%.

Lanciato sul mercato lo scorso 11 marzo a un valore nominale di 1.000 euro, il certificate ha come sottostanti tre banche europee: MPS, Raiffeisen Bank e Société Générale, che stanno beneficiando dal consolidamento del settore e da una curva dei tassi di interesse sempre più ripida.

Il capitale a scadenza è garantito da una barriera al 60% del livello iniziale del sottostante con la performance peggiore. Dal dodicesimo mese, l’investitore può approfittare del rimborso anticipato.

Oggi il certificate è acquistabile sul mercato secondario a un prezzo sotto la parità.

Vediamo da vicino i livelli di riferimento del certificate: due sottostanti Société Générale e Banca MPS sono sopra il livello iniziale, Raiffeisen Bank è leggermente negativa. Prossima data di valutazione già il 7 aprile, con stacco dell’1,52%.

Di seguito una tabellina che mostra i livelli di riferimento:

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Se rendimento elevato, barriere profonde, sottostanti solidi e possibile autocall possono rappresentare i pregi, per avere oltre un potenziale 18% annuo un rischio esiste ed è quello di vedere un sottostante scendere più velocemente della barriera, quindi dimezzarsi senza mai recuperare. In questo scenario i premi potrebbero rimanere tutti in pancia al prodotto.

A compensare questo scenario il possibile stacco delle cedole in un’unica soluzione che potrebbe avvicinare il prezzo del certificate ai 1.000 di valore nominale.

Molto bassa anche la barriera di rimborso anticipato che può scendere fino al 65% del livello inziale. Anche in questo caso, ogni volta che i sottostanti si avvicineranno alla barriera di rimborso, il prezzo tenderà a salire vicino a 1.000 euro difendendo l’investitore dalla volatilità.

Il 2025 si preannuncia frizzante per il settore bancario europeo grazie all’andamento dei tassi e al risiko del comparto, in un contesto macro che punta a una distensione tra Ucraina e Russia.

Sul primo punto basta sfogliare le cronache per cogliere la storicità del momento: i movimenti del risiko coinvolgono i nomi più blasonati della finanza e travolgono anche un’icona come Mediobanca, un tempo considerata intoccabile. Piazzetta Cuccia, che prende il nome dal fondatore della banca, Enrico, è messa sotto scacco da Banca MPS, fino a pochi anni fa a un passo dal fallimento per poi risorgere con la cura dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio.

Banco Bpm a marzo ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto su Anima, ma l’ex Popolare di Milano è a sua volta oggetto del desiderio di UniCredit. Andrea Orcel è protagonista anche in Germania con la scalata su Commerzbank, della quale controlla il 28%, e si è fatta largo in Generali, mettendo insieme una partecipazione del 5,3% in poche settimane. Alla logica del riassetto non sfugge Illimity, con Banca Ifis che la vuole far sua, e poi anche Bper si è fatta avanti per Popolare di Sondrio della quale condivide il principale azionista, Unipol.

Il tutto in uno scenario macro favorevole al settore grazie a una curva dei tassi di interessi che si fa sempre più ripida aumentando i margini di profitto delle banche.

Prosegue il taglio dei tassi della Bce, l’ultimo il 6 marzo il sesto consecutivo, e per fine anno c’è chi si aspetta possano arrivare al 2%. Anche l'incertezza geopolitica crescente e la possibilità di dazi sulle esportazioni europee verso gli Stati Uniti potrebbero minacciare la crescita economica, spingendo la Bce a ridurre ulteriormente i tassi per supportare l'economia nel corso dell'anno.

Il taglio da parte dell’istituto di Francoforte ha un forte effetto sui tassi a breve termine (1-3 anni). Sul lungo periodo, invece, influiscono maggiormente dinamiche legate all’economia reale. A stravolgere i tassi a lungo ci ha già pensato il governo tedesco entrante di Friedrich Merz con un piano di 1.000 miliardi di spesa: 500 milioni nella difesa, e altri 500 in infrastrutture.

È bastato l’annuncio per far esplodere la curva dei tassi a lungo con il decennale tedesco che è volato al 2,9% oggi 2,78% di rendimento trascinandosi tutti i cugini dell’area euro: Btp al 3,9% oggi al 3,7%, Oat al oggi 3,47%. Se uno Stato aumenta il suo deficit annunciando nuove spese, i tassi di interesse sul suo debito tendono a salire, poiché gli investitori chiedono rendimenti più elevati per compensare il rischio associato all'emissione di nuovo debito.

Il mercato ha già reagito. Il grafico in basso mostra come solo un anno fa la curva dei tassi era molto più piatta: il differenziale dei tassi a lungo meno quelli a breve erano inferiori di quello che abbiamo oggi.

Ma cosa c’entra la curva dei tassi con i margini del settore bancario?

Molto, moltissimo, le banche tendono a finanziarsi a breve, a tassi bassi, e a prestare a lungo termine, vedi mutui e prestiti alle aziende, a tassi più alti. Il differenziale dei due tassi rappresenta il margine di guadagno delle banche. Più alto è questo differenziale più il settore fa il pieno di utili.

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Andiamo ad analizzare uno ad uno i sottostanti.

Banca MPS

Mps da quasi defunta a predatore: il miracolo Lovaglio. Fino a pochi anni fa, nessuno avrebbe potuto prevedere un’operazione simile. A fine gennaio, Banca MPS ha lanciato un’offerta pubblica di scambio volontaria da 13,3 miliardi di euro per conquistare Mediobanca, provocando un terremoto ai vertici della finanza italiana.

Obiettivo la nascita di un terzo polo bancario in Italia che combinerebbe la diffusione sul territorio dell’istituto toscano con le competenze di Piazzetta Cuccia nell’investment banking e nella gestione del risparmio. Gli analisti sono scettici nel trovare sinergie concrete. Ma la combinazione Milano Siena trova un grande sponsor nel governo Meloni desideroso di limitare lo strapotere di Unicredit e Intesa.

Raiffeisen Bank

Poco conosciuta in Italia, Raiffeisen Bank ha una forte presenza nell'Europa centrale e orientale con focus su mercati più dinamici come la Polonia, l'Ungheria e la Romania. Il titolo è stato molto penalizzato per la sua esposizione in Russia e Ucraina, ma ha già reagito positivamente alle discussioni di una possibile pace e rimarrà sensibile a questo tema.

Dal punto di vista dei fondamentali Raiffeisen ha una solida posizione patrimoniale e una buona capacità di generare profitti, caratteristiche che le permettono di essere un potenziale attore di rilievo in un processo di consolidamento. Di recente, il gruppo bancario austriaco ha anche migliorato la guidance sull’intero esercizio 2025 indicando un ROE superiore al 13% per il medio periodo.

Société Générale

Société Générale, una delle principali banche francesi, ha mostrato un forte interesse nel partecipare al consolidamento del settore bancario europeo. Il presidente Lorenzo Bini Smaghi ha sottolineato l'importanza di creare grandi istituti bancari europei per competere con le controparti statunitensi e garantire la stabilità finanziaria del Vecchio Continente. ​

Anche il presidente francese Emmanuel Macron ha espresso apertura verso possibili fusioni tra banche europee, indicando che non si opporrebbe a un'aggregazione tra Société Générale e la spagnola Santander. ​Tuttavia, il ceo di Société Générale, Slawomir Krupa, ha ridimensionato tali speculazioni, affermando che la probabilità di una fusione transfrontaliera è attualmente bassa ma ha evidenziato l'interesse per il consolidamento. ​Il solito gioco tra le parti per non disturbare eventuali trattative dietro le quinte.

Nulla toglie che la banca francese e quella spagnola potrebbero allearsi per rilevare la quota detenuta da Berlino in Commerzbank. Secondo i rumors una delegazione di Société Générale ha già sondato il governo tedesco per capire se, a quali condizioni, sia disposto a cedere la propria partecipazione della seconda banca tedesca. Va ricordato che Commerzbank fu salvata dal governo tedesco tra il 2008 e il 2009 attraverso il fondo di salvataggio bancario pubblico che acquisì il 25% del capitale azionario.

Torniamo al nostro certificate per vedere tutte le caratteristiche. Dicevamo Isin DE000VG656A7 e come sottostante il paniere formato dalle azioni Banca MPS, Raiffeisen Bank e Société Générale.

Durata quattro anni, premi mensili con memoria dell’1,52% per un rendimento potenziale annuo del 18,24%.

Oltre alle barriere cedola anche quelle di autocall scendono molto rapidamente, iniziando però un anno dopo. Questo significa che tra le due barriere si creerà una distanza molto limitata del 12% creando uno scenario, da un lato, con effetto calamita del prezzo vicino a 1.000 euro in caso di rimborso anticipato e, dall’altro, eventuali cedole in pancia al prodotto ne attenueranno l’eventuale calo dei prezzi, perché un rialzo dei sottostanti farebbe scattare l’effetto memoria, con lo stacco in un’unica soluzione di tutte le precedenti cedole non distribuite.

A scadenza il capitale di 1.000 euro è garantito fino a un calo massimo del peggiore dei sottostanti del 40% dal livello iniziale.

È bene ricordare che, nell’arco di tutta la vita del prodotto, i premi sfiorano da soli il 73% massimo, rappresentando una forte protezione sul capitale investito. Anche in caso di sforamento della barriera a scadenza, i premi cumulati potrebbero più che compensare la perdita sul capitale. Facciamo un esempio: un calo del 41% del peggiore dei sottostanti comporterebbe un rimborso del certificato a 590 euro. Grazie alla distribuzione dei premi, per un rendimento che parte dal 42% (420 euro fino a 714,4 euro ovvero senza l’ultima cedola) in su comporterebbe comunque un guadagno.

Altro aspetto, ogni volta che il certificate si porterà sotto la pari il rendimento del 18,24% sale. Per flussi cedolari bassi lo si avverte poco, ma con flussi cedolari elevati la differenza è sostanziale. Ad esempio, acquistando il certificate a 900 euro, il rendimento annuo salirebbe del 20,26% e quello finale dell’81% nei 4 anni.

Il certificate offre un rendimento potenziale annuo del 18,24%, grazie al pagamento di premi mensili con memoria dell’1,52%. I premi sono condizionati al rispetto di una barriera discendente nel tempo: infatti, parte dal 100% del valore iniziale dei sottostanti e si abbassa dell’1% ogni mese per arrivare fino al 50%, rendendo più probabile il pagamento del premio. Le cedole verranno quindi pagate anche in caso di netti ribassi dei sottostanti, basta che ogni mese alle date di osservazione il calo dal valore iniziale del titolo peggiore non superi il rispettivo livello barriera.

Molto importante la presenza dell’effetto memoria. Questo significa che una cedola non pagata non è definitivamente perduta ma rimane in pancia al prodotto e, nelle successive date di osservazione, qualora si verifichino le condizioni che danno diritto al pagamento, le cedole non pagate in precedenza vengono distribuite tutte insieme compresa quella di pertinenza di detta data di osservazione.

L'obiettivo di questo certificate è quello di aumentare le possibilità di stacco di tutti i premi, grazie a una barriera decrescente fino al 50% del livello iniziale unita all’effetto memoria. In virtù di questo meccanismo, per chiudere l’investimento in bellezza e portare a casa tutti i 36 premi previsti, basterà che i tre sottostanti quotino sopra la barriera (o allo stesso livello) all’ultima data di osservazione, ovvero il 7 marzo 2029. A quel punto l’investitore avrà portato a casa un flusso di cedole pari a 729,6 euro, con un rendimento del 72,96% in quattro anni.

Il punto di forza è quello di lasciare lavorare al meglio il tempo e i soldi investiti per poter offrire premi più alti e una barriera più bassa rispetto ai classici cash collect tradizionali. Di contro, rispetto ai classici certificate, l’investitore potrebbe, in una fase iniziale, non ricevere delle cedole se il prezzo dei sottostanti scenderà più velocemente del livello decrescente delle barriere.

Va sottolineato che i premi del certificate sono considerati dal Fisco “redditi diversi”, e in quanto tali possono compensare le eventuali minusvalenze presenti nello zainetto fiscale dell’investitore. Con questo sistema è possibile recuperare il credito fiscale derivante dalle le perdite registrate entro i successivi quattro anni dalla loro realizzazione.

Può succedere che il certificate non arrivi alla scadenza finale, perché dal dodicesimo mese può essere ritirato in anticipo (autocallability). A partire dalla data di osservazione del 16 marzo 2026, e poi in una qualsiasi delle date successive, il prodotto verrà rimborsato in anticipo se i tre sottostanti avranno un valore pari o superiore al livello autocall.

In particolare, tale soglia è decrescente nel tempo: parte dal 100% del valore iniziale e poi decresce dell’1% ogni mese fino al 65% del valore iniziale. Un meccanismo che viene incontro all’investitore incrementando le probabilità di restituzione del valore nominale (1.000 euro), più il pagamento dell’ultima cedola (15,2 euro) e dei premi eventualmente in memoria.

Le barriere di autocall discendenti fino al 65% del livello iniziale hanno la funzione di difendere il prezzo del prodotto che, durante il suo arco di vita potrebbe trovarsi ad avere cedole in memoria e la possibilità di richiamo anticipato al valore nominale di 1.000 euro non troppo remota.

L’obiettivo di questa struttura è quello di arrivare comunque a scadenza, offrendo barriere dei premi molto basse (fino al 50% del livello iniziale), distribuire tutte le cedole sfruttando l’effetto memoria e riuscendo ad alzare il premio medio.

La barriera a capitale, osservata solo alla scadenza (7 marzo 2029), è posta al 60% e protegge da discese fino a -40% dal valore iniziale dei sottostanti. Se il certificate non verrà rimborsato anticipatamente, alla scadenza finale saranno due i possibili scenari:

  • Se tutti e tre i sottostanti quoteranno sopra la barriera, o allo stesso livello, il certificate verrà rimborsato al valore d’emissione di 1.000 euro. L’investitore riceverà l’ultima cedola e le cedole eventualmente non pagate trattenute nella memoria.
  • Se invece alla scadenza finale anche solo uno dei sottostanti dovesse quotare sotto la barriera, il certificate verrà rimborsato in proporzione alla performance del peggiore dei titoli. Ipotizziamo che il worst of accusi un ribasso del 70% dal valore iniziale: il certificate verrà rimborsato a 30 euro (30% del valore iniziale).

Infine, importante anche la durata del prodotto, quattro anni, con un rendimento del 18,24% annuo che significa un 72,96%, ovviamente nello scenario positivo. Nel caso negativo, ovvero a scadenza con uno sforamento della barriera sul capitale, le cedole elevate eventualmente distribuite durante la vita del certificato potrebbero aiutare a compensare, in parte o tutta la perdita sul nominale.

Il consensus raccolto da Bloomberg sui tre titoli del paniere, che riportiamo nella tabella sottostante, è positivo. Su Banca MPS, Raiffeisen Bank e Société Générale prevalgono le raccomandazioni di acquisto (Buy), mentre la restante parte suggerisce di mantenere la azioni in portafoglio (Hold) e sono una piccola minoranza gli analisti che dicono di vendere (Sell).

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Bloomberg censisce 10 analisti che coprono Banca MPS. Di questi, 7 raccomandano Buy e 2 suggerisce Hold. La media dei target price è 7,7 euro, in linea con la quotazione attuale.

Per toccare la barriera, fissata a 4,328 euro, l’azione Banca MPS dovrebbe scendere a un livello che non tocca da agosto 2024, molto vicino al minimo di periodo da dove poi è stato avviato il trend rialzista che ha portato l’istituto senese sui livelli attuali.

Anche per Raiffeisen Bank la maggior parte degli analisti ha raccomandazioni positive. Su 16 esperti che coprono il titolo, 9 raccomandano Buy e 4 hanno un giudizio Hold. La media dei target price è 25 euro, poco più bassa del prezzo attuale.

La barriera è fissata a 15,84 euro, un prezzo segnato l’ultima volta a inizio agosto dello scorso, che rappresenta una zona di supporto molto importante per il titolo.

Su Société Générale 16 analisti raccomandano Buy e 8 hanno giudizio Hold. Una sola raccomandazione negativa. La media dei target price è 43 euro, leggermente inferiore rispetto al prezzo attuale.

La barriera è fissata a 25,245 euro: l’ultima volta che Société Générale ha segnato quel prezzo è stato a inizio dicembre del 2024.

Le raccomandazioni degli analisti ci indicano che i sottostanti del paniere risultano idonei a strategie con un Athena certificate, ovvero per chi ha una visione laterale o moderatamente rialzista di un determinato settore (in questo caso il comparto bancario europeo).

Questo certificato offre all’investitore sia la possibilità di ricevere un flusso di premi mensili, anche nel caso di andamento negativo dei sottostanti (entro i limiti del livello barriera), per ottenere un rendimento interessante al momento della scadenza anticipata facilitata anche dalla barriera decrescente (a partire da marzo 2026) oppure alla fine della vita del prodotto dopo quattro anni (marzo 2029).